
Terzo appuntamento con gli aperitivi dedicati al mondo del fumetto, durante i quali sarà possibile acquistare libri illustrati a peso. Un’altra occasione per rifarsi la libreria, ma anche per conoscere e vedere all’opera Pietro Scarnera, vincitore nel 2009 della selezione per giovani disegnatori dell’Emilia-Romagna legata al Festival Komikazen con il progetto Diario di un addio, graphic novel intima e toccante, quanto mai attuale, in seguito pubblicata dalla casa editrice Comma 22, che ha collaborato nella realizzazione dell’incontro. Una selezione di tavole illustrate di Pietro Scarnera rimarrà in esposizione fino al 25 gennaio.

Nato a Torino nel 1979, Scarnera cresce fra il Piemonte, l’appennino bolognese e lunghi viaggi in auto verso Bari, lungo l’A14. Si iscrive al liceo classico e poi al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Si laurea nel 2004 con una tesi sull’editoria del fumetto: nel 2008 verrà pubblicata in parte nel saggio Graphic novel e politica: fra giornalismo e autobiografia, all’interno del libro Politicomics di Federico Vergari, edito da Tunué. Durante gli studi non smette mai di disegnare: il suo rapporto con il fumetto è raccontato nella storia breve Fedele alla linea!, pubblicata nel 2010 sul sito www.flashfumetto.it. Nel 2005 apre il blog Pensieri di ieri (http://pensieridieri.blogspot.com/). Nel 2008 è fra i vincitori del concorso Coop for words con la storia Un gatto senza padrone. Nel 2009 vince la selezione per giovani disegnatori dell’Emilia-Romagna legata al Festival Komikazen, preludio al libro Diario di un addio (questo il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=JmHp0m58f7w) edito da Comma 22. Attualmente vive a Bologna e si occupa di giornalismo e comunicazione. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il giornale dei senza dimora di Bologna Piazza Grande.
“Perché a un certo punto si smette di disegnare? Questa è una cosa che non ho mai capito. A me disegnare è sempre piaciuto, e mi sono sempre piaciuti più degli altri i libri illustrati (e quindi anche i fumetti). Non saprei dire perché, ma sta di fatto che il mio diario ha sempre avuto anche i disegni. Sono disegnini, filastrocche, microstorie e tanti pensieri: da qualche anno li pubblico sul mio blog, che si chiama appunto Pensieri di ieri (si chiama così perché raccoglie tutte quelle cose che rimangono in testa e non si ha tempo di scrivere/disegnare sul momento). Anche se non ho mai studiato arte, disegnare è un modo di esprimermi di cui non potrei fare a meno. Nel 2010, dopo il mio primo libro Diario di un addio, uscito a novembre per l’editore Comma 22, ho realizzato anche due storie brevi: una si chiama Fedele alla linea! e racconta il mio rapporto con i fumetti, l’altra si intitola I gatti degli inglesi ed è una gita nel cimitero acattolico di Roma, dove sono sepolti Shelley, Keats, Gramsci e Gadda, sorvegliati da dei meravigliosi gattoni”.
Pietro Scarnera