Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Eventuali, Mostre
15 dicembre 2009
19:00

Zoom

Il Posto ospita la nuova collezione di abiti dell’atelier bolognese Pesci Pneumatici. ZOOM: COME MI VEDI? è l’ultimo prototipo progettato per la primavera 2010, dopo il successo di Puzzle nel 2009, un abito basico stampato e proposto in uno sviluppo di dodici taglie, dalla 22 alla 46, con una vestibilità che va dai due anni fino all’età adulta. L’abito di chiama ZOOM, non solo perché lo sviluppo delle taglie accostate riproduce la forma conica di uno zoom fotografico, ma anche perché le grafiche proposte rendono sia concettualmente, che dimensionalmente, l’idea dello sviluppo ottico, dell’iscrizione di una cosa dentro un’altra, dal grande al piccolo. L’abito è proposto per il momento con un portfolio di sei sviluppi di grafiche: PESCI (dalla sardina al capodoglio), PALLE (da 1 a 20 cm di diametro), MATRIOSKE, IL PESO DELL’ORO (da 1 a 200 grammi), IMBUTI, CLOROFILLA (dalla gemma al frutto). Le grafiche di una stessa serie variano per colore e dimensione, con l’aumentare delle taglie. L’abito viene realizzato e stampato su ordinazione di taglia, colore e grafica.

L’atelier dei Pesci Pneumatici è un’esposizione permanente di opere di sartoria e design provenienti da Marsiglia, Berlino, Barcellona, Lisbona e Buenos Aires, ma anche dai dintorni di Bologna. Uno sguardo trasversale sull’ultima produzione tessile hand-made e sul ricco panorama della creatività internazionale. Ricavato in un’abitazione privata, all’ultimo piano di un antico palazzo del centro di Bologna, un piccolo spazio aperto al pubblico dedicato alla distribuzione (esclusiva per l’Italia) di una ventina di marchi, sconosciuti ma molto promettenti, della sartoria creativa e del design tessile contemporaneo. Luogo di progettazione, confezione e vendita quindi, ma soprattutto di ricerca di nuovi talenti, presentati periodicamente in esposizioni personali e in workshops dedicati al tessile.

Categoria: Eventuali, Mostre
20 ottobre 2009
18:30

gummy

Fino al 23 novembre 2009

Il Posto ospita Ramblin’, un’esposizione di fotografie di Matteo Gabella.
La mostra costituisce il tributo del fotografo alle sfuggenti composizioni che la normalità quotidianamente offre ai nostri occhi, con un linguaggio proprio della street photography. La street photography è una modalità di approccio al reale che si svolge nel singolo istante che intercorre tra lo scorgere una situazione e l’immortalarla in una fotografia. Le ambientazioni sono tanto varie quanto lo sono i luoghi visitati e percorsi dal fotografo. Gli scatti non rivelano filo conduttore né consequenzialità, fatta eccezione per lo sguardo dietro l’obiettivo, l’unico vero punto (di vista) fermo, ma allo stesso tempo sempre in movimento.
Gli scatti di Matteo Gabella tradiscono il debito con l’arte cinematografica espressionista, nella sua tendenza a forzare le parole e le immagini in funzione di un’espressività più intensa e profonda. Le immagini, montate su ampi pannelli neri, offrono all’occhio uno squarcio su un mondo a volte ironico, a volte insolito, sempre fortemente evocativo. Queste foto ritraggono luoghi, persone e particolari marginali e dichiarano il loro amore per il mondo mediocre eppur stupefacente, che ognuno di noi può vedere semplicemente girovagando. Ramblin’, appunto.

Matteo Gabella nasce a Bologna nel 1975, dove vive e lavora. Da sempre attratto dall’immagine in ogni sua forma, nel 2001 comincia a muovere i primi passi come fotografo: il suo percorso si è andato formando attraverso diversi stili, dal ritratto alla rappresentazione del non-luogo fisico, sempre mantenendo come filo conduttore una ricerca del particolare decadente o bizzarro. Attualmente la sua predilezione è catturare i frammenti di quotidianità, che intrappola in composizioni quasi irreali, cercando rimandi all’arte cinematografica espressionista verso la quale si ritiene debitore.
Il suo lavoro è raccolto nel sito personale: www.stranigiorni.com

Inaugurazione a partire dalle 18.30.
Ingresso libero.
Fino al 26 novembre.

Categoria: Eventuali, Mostre
15 settembre 2009
18:30

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VUOTI D’AUTORE

La pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La scultura agisce su tre dimensioni, ma l’uomo ne resta all’esterno, separato, guarda dal di fuori le tre dimensioni. L’architettura invece è come una grande scultura scavata nel cui interno l’uomo penetra e cammina.

Bruno Zevi, Saper vedere l’architettura, Einaudi, Torino, 1964

Un’installazione non si può fotografare nè descrivere, va vissuta. Ci si può immergere, percorrerla, osservarla da più punti di vista e prospettive, focalizzare e soffermarsi sui particolari, entrarci e uscirne solo quando la vista è sazia. La percezione dell’opera diventa esperienza ed il fruitore si muove nello spazio indirizzato dall’artista.

Il Posto ospita gli interventi di Giacomo Lion, giovane emergente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, la cui ricerca muove da uno spiccato interesse e sensibilità verso la dimensione spaziale, che indaga e altera arrivando a ridefinirne la struttura. Negli ambienti del locale l’artista installa un telaio in bambù, spoglio nelle forme e nei colori, efficace nel rendere manifesto al fruitore le linee essenziali della stanza. Allo stesso tempo interviene nello spazio bianco della sala inventando trame e traiettorie che ritmano il vuoto architettonico.

Lion coinvolge e inganna lo sguardo educato ad un unico punto di fuga, sovrapponendo linee ed intrecci che disorientano il fruitore.
Il bambù utilizzato è ciò che rimane di un intervento di arte pubblica. Il progetto originario di Giacomo Lion per il Posto si è modificato nel tempo ed ha trovato la forma definitiva con la scelta di “riciclare” un’installazione non più esistente, modificandone però forma e significati.
Se già conoscete il Posto, attraverso l’intervento di Lion lo ri-conoscerete, con uno sguardo
diverso, perchè la struttura è stata letta, interpretata e di seguito alterata, spezzata e poi ricomposta dando vita a nuovi ed ulteriori spazi. Se non lo conoscete, avrete l’occasione di sperimentarlo e viverlo attraverso quest’installazione temporanea, prima che assuma altre forme.

Giacomo Lion (Padova, 1985), nel 2009 si laurea in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2008 prende parte a una mostra collettiva allestita in Piazza VIII Agosto a Bologna, organizzata dalla galleria Tempo per le farfalle; nello stesso anno espone nella personale Le anatre parlano col silenzio a Reggio Emilia; nel 2009 espone a Firenze presso lo stand Pitti Uomo; a Bologna partecipa ad una mostra collettiva sulla Torre Prendiparte; partecipa al concorso MAXXI duepercento. Attualmente è presente in OPEN 12, collettiva allestita presso l’isola di San Servolo in occasione della Biennale d’arte veneziana; a Bologna in una mostra presso lo Spazio Gianni Testoni e alla galleria Tempo per le farfalle.

Inaugurazione a partire dalle 18.30. Ingresso libero.

Categoria: Eventuali, Mostre
26 giugno 2009 19:00a31 luglio 2009 19:00

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Il Posto ospita una mostra del collettivo di fotografi BolognAngoloB. Inaugurazione venerdì 26 dalle 19.

BolognAngoloB è un gruppo nato da pochi anni all’interno di Flickr, portale online di fotografia. Si tratta di un gruppo in cui ognuno è libero di inserire gli scatti che, a suo modo, rappresentano non tanto Bologna, quanto soprattutto il concetto di “bolognesità”, quell’atmosfera che spesso esula dalle classiche foto da cartolina e mostra piuttosto le diverse anime, ritraendo i volti, i colori, le sensazioni e la storia da un punto di vista diverso e personalissimo, un tentativo di far emergere il modo in cui una città, famosa anche per i suoi luoghi comuni, viene vissuta dai suoi abitanti.
E’ in questa ottica che è stato affrontato il tanto discusso tema dell’ “Alta Velocità”, cercando di interpretarne il senso ed ampliandone il significato anche e soprattutto ai ritmi di una città in continua evoluzione e cambiamento.

Categoria: Eventuali, Mostre
12 maggio 2009 18:30a15 giugno 2009 22:30

Circus

Parata di creature adesive

Circus

Il Posto ospita la prima installazione personale di Chrys Christodoulou, artista di origine greca, ma da anni trasferitosi, per studio e per curiosità, in Italia.
Sfogliando le pagine del suo quaderno si scopre una galleria di personaggi surreali, frutto di una sintesi fantastica di elementi reali e quotidiani: innesti e protesi giustapposte l’una all’altra, che nell’insieme caratterizzano con sembianze umane figure altrimenti amorfe.

L’artista, attento osservatore di ciò che lo circonda: persone, luoghi e dettagli apparentemente insignificanti, costruisce giorno dopo giorno una galleria immaginaria di oggetti stravaganti e disordinati tra loro, una sorta di diario personale da cui attinge costantemente per dare forma, sulla carta, alle sue creature.

La parata fantastica di personaggi che fuoriescono dalla mente e dalla mano di Christodoulou trova la sua ragione d’essere nella dimensione puramente onirica, retaggio bambinesco e rimando a quelle fiabe che ora come un tempo concorrono a popolare – e nutrire – la nostra fantasia.

Analogamente gli occhi chiusi, o talvolta socchiusi, dei protagonisti dell’installazione rivelano la dimensione irreale di perenne dormiveglia in cui vivono. La stessa espressione palesa l’ambiguità, e insieme la contraddizione, fra lo sguardo malinconico, quasi disincantato, delle figure e la loro natura infantile.

I lavori di Christodoulou, il tratto grafico preponderante e l’iconografia che oscilla tra umano e zoomorfo, scontano diverse influenze, alcune dichiarate altre più inconsapevoli e nascoste. Il disegno richiama le modalità tecniche ed espressive proprie della Street Art, in particolare sono evidenti le suggestioni di quella subcultura italiana che fa capo ad artisti, attivi in Italia e a Bologna, come Blu, Ericailcane e Tommaso Gorla.

Nelle immagini di Christodoulou, come per gli artisti appena citati, sono forti i richiami a modelli antichi e tra i più disparati, dalle visioni infernali di Bosch, popolate da figure bestiali e grottesche, alle scandalose incisioni di Goya, i satirici Capricci per citare le più conosciute.

In Circus la Street sono le mura del Posto. La parata di creature adesive, gli sticker, nata priva di una qualsiasi ambientazione, ha colonizzato le pareti del ristorante, abitandole: presenze evidenti e protagoniste accanto a dettagli nascosti, dalla lenta e casuale percezione.

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Categoria: Eventuali, Mostre
21 aprile 2009
18:30

Giornata Mondiale della Danza 2009

GMD09

Inaugurazione della mostra martedì 21 dalle ore 18.30

Mostra fotografica di Fyodor Marchesan
A cura di Lucia Sanna Bissani

In occasione della Giornata Mondiale della Danza, indetta dall’UNESCO a partire dal 29 Aprile 1982, Bologna varca i confini temporali e spaziali. Si dilata con una serie di manifestazioni che anticipano la GMD’09, durante la settimana precedente.

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Categoria: Eventuali, Mostre
25 marzo 2009 18:30a20 aprile 2009 18:30

Doppio Sguardo

Dialogo tra scultura e fotografia

Il Posto questo mese espone le sculture di Antonello Paladino e le fotografie di Luciano Chiriacò.

Protagonista assoluto del nostro spazio è l’immaginario metafisico di Paladino, che la mano sapiente dell’artista traduce in scultura; diversamente la fotografia diviene lo strumento – in questo caso complementare all’occhio umano – per guardare l’opera finita e dare risalto a ciò che il nostro sguardo normalmente tralascia.

La mostra vuole accostare la diversa percezione – umana e artificiale – rispetto alla scultura, laddove il teleobiettivo permette una più profonda interazione con l’opera, per sua natura precaria e inaccessibile.
Due focali diverse si alternano, in un continuo aggiustamento della messa a fuoco, davanti all’universo di Paladino, denso di dettagli ricorrenti, figure mitiche e luoghi archetipici, lontani ma allo stesso tempo a noi familiari. Come i protagonisti miniaturizzati del film Viaggio allucinante (1966), nello spazio della fotografia ognuno di noi può esplorare le superfici materiche, il cromatismo e le cavità più nascoste delle sculture di Paladino.
La fruizione diretta dell’opera scultorea viene così superata da uno sguardo nuovo – per ammissione dell’artista stesso – e quasi intimo.

La mostra offre al visitatore due letture possibili: dal particolare al generale e viceversa, due percorsi paralleli ma continuamente intrecciabili.

Biografia
Antonello Paladino nasce a Polla (Sa) nel 1979, vive e lavora a Bologna.
Fin dai tempi del liceo l’artista sviluppa un’ intensa attività scultorea che lo porta ad affinare le più diverse tecniche, tra le quali la lavorazione dei metalli e delle resine.
Nel 2004 gli viene conferito il Premio Nazionale delle Arti (primo classificato sezione Scultura), presso il Museo Nazionale degli strumenti musicali a Roma.
Nel 2005 partecipa alla Primaverile romana A.R.G.A.M., presso la galleria d’arte contemporanea dell’Accademia d’Egitto a Roma.
Nel 2006 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, nel corso di Scultura diretto dal professore Mauro Mazzali.
Nel 2008 espone presso il Magazzino del Sale, Sala Rubicone, Cervia (Ra) e partecipa alla mostra Trilemma, presso la galleria d’arte La Loggia della Fornace, a Rastignano (BO).
Nel gennaio 2009 espone presso la galleria Gnaccarini Arte Contemporanea a Bologna.
Attualmente è presente a Bologna, con due installazioni pubbliche a Palazzo d’Accursio e in Cineteca, realizzate in occasione della mostra HUMANO, per il festival Human Rights Nights Film Festival.

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Categoria: Eventi speciali, Eventuali, Mostre
4 marzo 2009 19:00a23 marzo 2009 23:00
14 marzo 2009
19:00

Fotografie di Emanuela Orlandini e Virginia Farina

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Il Posto vuole ricordare la rivolta di Lhasa e la fuga dalla capitale tibetana del Dalai Lama nel suo cinquantesimo anniversario attraverso le immagini.

Le fotografie in bianco e nero di Emanuela Orlandini raccontano il Tibet, il Paese delle Nevi, e il persistere di una cultura antichissima, ricca di tradizioni e riti, che sopravvive, oggi come ieri, all’assedio e all’umiliante esilio.

Le immagini di Virginia Farina ci mostrano la profonda spiritualità che ha permesso a Tzering, una giovane donna tibetana giunta nel nostro paese per lavorare come badante, di accompagnare e assistere un’anziana signora italiana negli ultimi, sereni, momenti della sua vita. Leggi tutto »

Categoria: Eventuali, Mostre
27 gennaio 2009 18:30a1 marzo 2009 18:30

Yellow Project

Kanako Noda mentre lavora all'installazione per Il Posto

Modulo, colore e concetto sono gli ingredienti essenziali dell’intervento site specific ideato da Kanako Noda per il nostro Posto, ispirato in particolare dal suo colore dominante, il giallo, e dalla sua struttura non omogenea e tutt’altro che anonima. Elementi che, insieme, determinano il progetto in sé, tanto da non poterla considerare una mostra personale, piuttosto una collaborazione tra l’artista e lo spazio. Leggi tutto »

Categoria: Eventuali, Mostre
23 dicembre 2008 18:30a25 gennaio 2009 23:00

Wunderkammer, un’esposizione di Laura Guerinoni


La camera delle meraviglie è il luogo dove, tornati da un viaggio in un paese lontano, si collezionano tutte le curiosità raccolte durante il proprio cammino. A presente e futura memoria.

La Wunderkammer di Laura Guerinoni stravolge questo principio secolare: lo spettatore non si trova a contemplare le stranezze esotiche, testimonianza di culture inesplorate, al contrario è immerso in un ambiente popolato da oggetti familiari e quotidiani, ma al contempo misteriosi, frutto di una memoria inconscia e sconosciuta. Leggi tutto »