
Daniele D’Agaro – clarinetto, sax tenore
Simone Zanchini – fisarmonica, live electronics
Mauro Ottolini – trombone, bombardino, basso tuba
Nuovo progetto per il trio formato da Daniele D’Agaro, Simone Zanchini e Mauro Ottolini, in esclusiva bolognese sul palco del Posto. La spiccata personalità, l’inventiva e la carica improvvisativa dei tre eclettici protagonisti – capaci come pochi di coniugare ricerca sonora ed estro, la conoscenza delle tradizioni e l’utilizzo di strumenti ancestrali come i legni, gli ottoni e la fisarmonica con la sperimentazione e la sintesi dei nuovi linguaggi –, vengono convogliate in un’avventura musicale melodica e coinvolgente che ripercorre quasi un secolo di storia del jazz.
Il tragitto della formazione è estremamente vario e passa attraverso tantissime ispirazioni musicali, in cui si ritrovano le tradizioni italiane, il blues e il jazz, il gipsy, la necessità della melodia e le canzoni di Ellington, Fats Waller, Amalia Rodriguez, Tom Waits e Don Cherry, l’improvvisazione creativa e le suggestioni della musica contemporanea e dell’elettronica. Si tratta di una proposta che arriva dritta all’ascoltatore, caratterizzata da un’insolita e originale mescolanza strumentale, in taluni momenti evocativa, in altri calligrafica e in altri ancora “anarcodissacrante”.
Nuovo progetto per il trio formato da Daniele D’Agaro, Simone Zanchini e Mauro Ottolini, in esclusiva bolognese sul palco del Posto. La spiccata personalità, l’inventiva e la carica improvvisativa dei tre eclettici protagonisti – capaci come pochi di coniugare ricerca sonora ed estro, la conoscenza delle tradizioni e l’utilizzo di strumenti ancestrali come i legni, gli ottoni e la fisarmonica con la sperimentazione e la sintesi dei nuovi linguaggi –, vengono convogliate in un’avventura musicale melodica e coinvolgente che ripercorre quasi un secolo di storia del jazz. Il tragitto della formazione è estremamente vario e passa attraverso tantissime ispirazioni musicali, in cui si ritrovano le tradizioni italiane, il blues e il jazz, il gipsy, la necessità della melodia e le canzoni di Ellington, Fats Waller, Amalia Rodriguez, Tom Waits e Don Cherry, l’improvvisazione creativa e le suggestioni della musica contemporanea e dell’elettronica. Si tratta di una proposta che arriva dritta all’ascoltatore, caratterizzata da un’insolita e originale mescolanza strumentale, in taluni momenti evocativa, in altri calligrafica e in altri ancora “anarcodissacrante”.