Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
29 aprile 2010
21:00

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Un classico de Il Posto in compagnia di Morra mc, dj di Radio Città del Capo, e in collaborazione con lo storico negozio musicale Disco D’Oro. La passione per la musica e la buona cucina sono gli ingredienti principali di una cena in cui tutti i commensali sono invitati a portare con sé i propri amati vinili, diventando co-autori della colonna sonora di una serata mai uguale, in puro stile Alta Fedeltà di Nick Hornby.


Categoria: Eventi speciali, Eventuali
27 aprile 2010
22:00

Cattivo

Dopo una carriera da umorista e il successivo approdo alla narrativa nera, il bolognese Alessandro Berselli presenta Cattivo (Perdisa Pop Editore), sorprendente racconto che dà vita a un personaggio indimenticabile, raccontato con uno stile audace, innovativo, gestito con straordinaria padronanza. Conversa con l’autore Matteo Bortolotti.

Luca Parmeggiani ha diciassette anni. Scuola, ragazze, musica: sembrerebbe un ragazzo come tanti, ma ciò che mostra non è che una maschera. Il suo diario racconta ben altro: l’ambizione di consumare violenza e crimine, l’indole e l’intelligenza algida di un cattivo autentico.

La storia è narrata dal protagonista, con una maleducazione che diventa originalità narrativa, creatività grafica e linguistica. Il risultato è una scrittura di per sé attraente, ricca di trovate e soluzioni inattese. La leggerezza di questo linguaggio si oppone allo spessore della vicenda narrata, al centro della quale arriva presto l’omicidio, con le sue conseguenze. La vicenda è del tutto verosimile. Il personaggio rivela e rappresenta il contesto in cui si muove, che è quello di un ambiente medio borghese in apparenza perbene. Dietro c’è la vita reale dei ragazzi, i loro sentimenti, il sesso, la droga, la routine: la carrellata sui gesti e i pensieri conserva tutti gli ingredienti di una storia adolescenziale, con tanto di rancori generazionali e rabbie ontologiche. In questo quadro, il crimine si innesta senza bisogno di espedienti o spiegazioni troppo facili. Libero dal controllo degli adulti, sempre assenti o distratti, Luca Parmeggiani suona in una band, va a scuola, bacia le ragazze e semplicemente delinque. Il suo percorso di consapevolezza sembra assente: il romanzo non affianca al delitto l’abisso di nessun castigo, se non quello, incerto, che potrebbe venire dalla legge dello Stato. Non c’è quindi nessun processo di redenzione, c’è piuttosto l’incoscienza di un giovane uomo contemporaneo, esperto di finzione, ambizioso in modo illogico, preoccupato anzitutto del proprio desiderio.

Alessandro Berselli (Bologna, 12 dicembre 1965) è uno scrittore italiano. Vive e lavora a Bologna. Inizia la sua attività come umorista nel 1991: le sue Lettere al condominio catturano l’attenzione di Maurizio Costanzo che, nel 1992, lo invita al Maurizio Costanzo Show. Tra le varie collaborazioni in questo ambito ricordiamo le riviste Comix e L’Apodittico, e il sito di satira online Giuda. Dal 2003 inizia un’attività parallela di scrittore noir. I suoi racconti denotano un evidente debito tanto nei confronti della scrittura pulp quanto di un certo tipo di letteratura psicologica, dove all’indagine si preferisce l’analisi dei processi mentali, del senso della sconfitta, dell’insoddisfazione del vivere quotidiano. L’universo nel quale Berselli si muove è fatto di persone mediocri e falliti protagonisti borderline, figure incapaci di trovare un riscatto e per questo condannate al baratro emotivo.

Categoria: Concerti, Eventuali
24 aprile 2010
22:30

Presentazione dell’album d’esordio La vita è breve e spesso rimane sotto

“Non trovo un’idea che non sia quella che hai già tu”. Dopo aver cosparso la rete di testimonianze musicali eterogenee e incatalogabili, ed essersi costruito una solidissima fama live con una spiccata propensione per gli “open act” eccellenti, Dino Fumaretto approda finalmente l’album d’esordio La vita è breve e spesso rimane sotto (Trovarobato, distribuzione Audioglobe) presentato in esclusiva sul palco de Il Posto.

Ricalcando gli arrangiamenti del disco d’esordio, volti a rendere quanto più possibile l’atmosfera di un live, protagonisti saranno la voce di Dino e il suo pianoforte, con un pianismo percussivo fatto di ripetizioni, ostinati, ribattuti, bassi profondi, tremoli: molto espressivo e dinamico (l’esperienza del conservatorio deve aver lasciato qui i suoi semi), a volte barbarico (“russico” direbbe Musorgskij), molto più spesso agilmente “minimal” come il Wim Mertens dei primi album.

Le sue canzoni sono brevi bozzetti (raramente superano i tre minuti): la voce di Dino (nasale e magnetica nelle frequenti salmodie, profonda nei “recitar cantando”) racconta storie quotidiane e ferma nel tempo paesaggi consueti proprio mentre questi vengono deformati da un improvviso vento fortissimo. La personalissima enfasi di Dino Fumaretto conferisce un’epica surreale ad ogni situazione narrata, la trasfigura, la staglia vivida come su un bassorilievo: l’impiegato kafkiano vive la propria vita (la nostra vita) con monotona consuetudine, ma basta un soffio di vento per variare di poco la scena e scoprire l’infinito orrore dentro se stesso (“la vita prosegue standard, ma ogni tanto mi guardo di dentro….che spavento!”); la visita ad un’oscena mostra d’arte di provincia viene risollevata dalla presenza del “rinfresco” e dell’improvvisa presa di coscenza dell’amore; le crisi creative (“non trovo un’idea che non sia quella che hai già tu”), i sensi di colpa claustrofobici (“ora mi devo immaginare come in delitto e castigo: farò le pulizie di casa e aspetterò la catarsi”), gli incubi e le invettive (“fuck the world!”, “ti ricordi il mio dolore?”), i ricordi di un’infanzia scolastica divorati dall’enorme “Scorpione nero”.

Il tutto impastato di un’ironia agra: si ride dello stesso Fumaretto che si agita e strepita aggrappato al proprio pianoforte, mentre prova a convincerci dell’esistenza di un baratro alle nostre spalle. Dino ci racconta la solitudine, la perdita, l’assurdità e il cinismo della vita attuale.

L’unico interprete accreditato delle opere di Dino Fumaretto è Elia Billoni, fin dal lontano 2005. Ma la vita artistica di Dino Fumaretto nasce ben prima, nell’altrettanto lontano 2002. Dopo aver portato alle estreme conseguenze la teoria della Finzione Critica e aver fondato a Roma la Resistenza Gratuita (la resistenza allo stravisto del nulla, di cui il buco del Pantheon è simbolo supremo), Fumaretto raccoglie i suoi scritti nei libercoli Mappa dei Periodi e Mappa Finale. Musicalmente, la poetica fumarettiana è frammentata in una miriade di album autoprodotti che sono stati faticosamente raccolti in Buchi (2002 – 2006). Nel 2009 esce l’homemade Pitocco, una raccolta di scarti che segna (forse) la strada da percorrere. Ma si tratta ancora di un episodio di passaggio. Fino al 2010 dove, grazie a La Famosa Etichetta Trovarobato, esce il primo vero album di Dino Fumaretto La vita è breve e spesso rimane sotto, registrato nell’arco di un solo giorno al Bunker Studio di Rubiera da Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut).

Categoria: Concerti, Eventuali
22 aprile 2010
22:30

Presentazione del nuovo Ep L’Abito

“L’abito nasconde e lega e l’abito è anche l’unica cosa che dà l’idea di normalità laddove non c’è più”. Dopo una lunga assenza da Bologna torna in concerto Alessandro Grazian per presentare il nuovo Ep L’Abito (Trovarobato), una fotografia essenziale e nitida delle impressioni emotive vissute dal musicista e cantautore padovano dopo l’uscita nel 2008 dell’album Indossai, disco che ha avuto grande successo di critica confermando Grazian come figura centrale nell’ambito cantautorale contemporaneo.

La ricerca stilistica all’interno della forma canzone continua a contraddistinguere la sua ultima produzione, con 5 nuovi brani che risultano più diretti, più scarni, suonando allo stesso tempo decisamente più intimi; viene tracciato un immaginario che riflette una sorta di declino della stasi contemporanea, con ballate dal gusto intimista e decadente che si alternano a brani più intensi e ritmati.

Ogni nota e ogni parola sono frutto dell’ispirazione: una rivisitazione della tradizione musicale italiana, che strizza l’occhio alle armonie di ampio respiro e alla scena musicale internazionale d’epoca ma che mantiene un’attitudine più che contemporanea nelle intuizioni, per un album che imbastisce trame morbide e raffinate gettando un ponte verso le origini della canzone d’autore sia italiana che francese.

Alessandro Grazian nasce nella seconda metà degli anni ‘70 a Padova. Dopo numerose esperienze musicali in band e in progetti anche lontani dal mondo della canzone (nel 2003 ad esempio pubblica il disco Onde per la RES: un disco strumentale e sperimentale di musica per la danza) realizza nel 2005 il primo album, intitolato Caduto, che esce per Trovarobato e Macaco Records con distribuzione Audioglobe.

In seguito alla fortunata tournèe di promozione dell’album, Alessandro si dedica al teatro partecipando come musicista di scena alle 80 repliche dello spettacolo Nati sotto contraria stella. Nell’aprile 2008 esce in free download l’EP Soffio di Nero, anticipazione trasfigurata del nuovo album. Il mese successivo viene pubblicato Il Dono – Tributo ai Diaframma, compilation/tributo in cui Grazian partecipa reinterpretando Fiore non sentirti sola.

Il 16 ottobre 2008 esce il secondo nuovo album intitolato Indossai. Il disco viene accolto bene da pubblico e critica e diventa disco della settimana su Fahrenheit di Radio Tre per poi entrare in programmazione su Radio Uno. Il disco vanta la partecipazione di numerosi ospiti tra cui Emidio Clementi dei Massimo Volume. All’uscita del nuovo disco parte subito un intenso tour di presentazione di oltre 60 date che attraversa l’Italia dal Nord al Sud.

Il 15 ottobre 2009 arriva la nuova produzione discografica di Grazian: un Ep contenente 5 canzoni inedite e intitolato L’abito. Anche questo nuovo lavoro raccoglie da subito recensioni entusiastiche. Tra i musicisti che accompagnano dal vivo Alessandro Grazian ci sono Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa, Afterhours) e Nicola Manzan (Bologna Violenta e polistrumentista per Baustelle e Teatro degli Orrori). Alessandro Grazian ha ricevuto numerosi riconoscimenti musicali (Mantova Musica Festival nel 2006, premio per la migliore interpretazione musicale) e in parallelo all’attività di chansonnier si occupa anche di arti figurative: i suoi dipinti sono stati esposti anche al Palazzo dei Convegni di Jesi nel giugno 2009.

Categoria: Eventuali, Mostre
20 aprile 2010
19:00

Inaugurazione della personale del giovane fotografo palermitano Federico Collovà, che sceglie di mostrare, attraverso le immagini, le ferite profonde dell’Aquila terremotata in un luogo – la Zona Rossa – divenuto simbolo della tragedia. Un’energia violenta che non coglie differenze né fa eccezioni: i palazzi del governo e del potere come la chiesa cittadina o l’ospedale diventano edifici espugnabili alla stregua di una qualsiasi semplice abitazione.

Il 6 aprile 2009 il tempo si ferma a L’Aquila e scuote per sempre il suo punto più fragile ed antico, il suo centro storico, da quel giorno ribattezzato univocamente Zona Rossa.

L’Aquila è una città violentata, dove la privacy e l’intimità delle case sono venute meno insieme ai suoi abitanti, dove non esistono più confini e strade.

Il centro storico, inagibile e da mesi disabitato, con il trascorrere dei giorni assume le sembianze di una città fantasma, dove gli unici autorizzati a varcarne le soglie sono gli uomini della Protezione Civile. Estranei. Nelle immagini l’assenza silenziosa della vita e dell’elemento umano evocano tragicamente le vittime e chi dalle case diroccate è stato costretto a fuggire e forse a non tornare.

Gli scatti di Collovà, dove l’uso del bianco e nero serve a marcare il tentativo di descrivere in maniera quanto più autentica ed oggettiva lo scenario postbellico de L’Aquila terremotata, parlano in silenzio di una città lacerata, sfigurata, dove crepe e crolli sono ferite lontane dal rimarginarsi, accentuate dall’uso enfatico e tagliente che il fotografo fa della luce, raggiungendo in questo modo un realismo che imbarazza lo spettatore.

Un silenzio assordante. Davanti a questo silenzio, le fotografie sono contingenti, necessarie. Registrano e cristallizzano la realtà: da un lato la distruzione, dall’altro il desiderio di ricostruzione. Senza propositi o finalità politiche o morali. Le architetture fotografate da Collovà sono nude e tradiscono l’equilibrio precario che ancora le sostiene: icone della tragedia aperte all’interpretazione o ad un’inevitabile strumentalizzazione. La mostra vuole fermarsi un secondo prima e desidera solo far vedere.

Federico Collovà nasce a Palermo nel 1982. Attualmente vive, lavora e studia musica a Bologna. A queste attività affianca da sempre la fotografia intendendola come lo spazio libero, intimo, estremamente personale in cui liberarsi. Una necessità, quella della fotografia, che si esprime attraverso l’utilizzo del bianco e nero classico. Nel 2009 espone nella sua prima personale Analyze Me, insieme al fratello Fabrizio Collovà, una serie di scatti inediti presso la galleria “Lanterna Magica” di Palermo. Con L’Aquila, La Zona Rossa Federico Collovà presenta la sua seconda personale e il suo primo lavoro di stampo reportagistico. I suo lavori sono consultabili sul sito personale www.federicocollova.com.

Categoria: Concerti, Eventuali
17 aprile 2010
22:30

Presentazione del nuovo album Il mondo sopra un dito

Ivana Cecoli – voce
Guido Sodo – chitarre
Michele Risi – contrabbasso
Carlo Lojodice – fisarmonica, percussioni

Accompagnata da Guido Sodo (leader di Cantodiscanto) Ivana Cecoli presenta nove storie lievi e appassionate dal linguaggio simbolico e un po’ surreale, infantile e compiuto allo stesso tempo, interpretate con uno stile musicale accattivante, ricco di suggestioni ed echi folk, etnici e pop.

Categoria: Concerti, Eventuali
15 aprile 2010
22:30

Alice Restani – voce
Umberto Cavalli – voce, chitarra, flauti, fisarmonica e ghironda
Sara Diani – chitarra folk
Antonio Galasso – basso
Domenico Celiberti – violino

Concerto della folk band Belladonna&Co, nata nell’estate del 2007 dall’incontro dell’eclettico Umberto Cavalli con Alice Restani e Antonio Galasso, ai quali si sono presto aggiunti Sara Diani e Domenico Celiberti per dar vita a Miscellanea, la prima sudatissima opera a tinte popular folk in cui spiccano strumenti meno noti come la ghironda per divertire e divertirsi.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
13 aprile 2010
22:00

Presentazione Defcon X

Racconti di e con Andrea Giovannucci e Daniele Bergonzi
Musiche originali composte da Alessandro Giovannucci e Stefano D’Arcangelo

Spettacolo di presentazione di Defcon X, la prima opera letteraria della Compagnia Fantasma, una storia ambientata nelle strade e nelle case di Bologna in cui i personaggi cercano una possibile via d’uscita alla paranoia collettiva o, al contrario, la sposano definitivamente, una storia che riflette sulle angosce reali o presunte del mondo in cui viviamo. Introduce Jadel Andreetto (Kai Zen).

Il dottor Francesco Passini, psicologo, all’indomani della morte di suo padre cerca di contattare Paolo Rapetti, un vecchio paziente che sembra sparito nel nulla. Dopo i primi tentativi andati a vuoto la ricerca del dottore si trasforma ben presto in un’ossessiva corsa contro il tempo che lo metterà faccia a faccia con le proprie paure più recondite.

“Rapetti era introvabile. Per quanto ne sapevo poteva essere ovunque, magari era espatriato o magari era vicinissimo, nel mio stesso palazzo. A me non era dato saperlo. Da quando ci eravamo incontrati l’ultima volta aveva continuato a seguire un percorso tortuoso che lo portava a spostarsi in continuazione. Viaggiava sul filo delle sue angosce. Ne era preda, le assecondava. In questo era simile a un animale braccato, una creatura messa davanti alla propria paura che reagiva seguendo un istinto di difesa: la condizione in cui la preda diventa predatore”.

La Compagnia Fantasma nasce nel 2002 a Bologna. È composta dagli scrittori e attori Andrea Giovannucci (1977, Pescara) e Daniele Bergonzi (1975, Milano), dai compositori e musicisti Alessandro Giovannucci (1980, Pescara) e Stefano D’Arcangelo (1975, Pescara) e dall’organizzatrice Cristina Buono (1976, Taranto). Fin dai suoi esordi mette in scena racconti e romanzi di alcuni tra i più importanti scrittori contemporanei tra i quali John Fante, Charles Bukowski, Raymond Carver, Italo Calvino, Beppe Fenoglio e molti altri. Nel 2005 all’attività teatrale si aggiunge quella radiofonica: prima ospite fisso a Radio Città del Capo-Popolare Network, poi (2006-2007) l’appuntamento quotidiano su Radio Rai 2, mentre al momento cura e presenta insieme a Jadel Andreetto la trasmissione Mompracem Paperback. L’interesse della compagnia per la letteratura è sfociata negli ultimi anni in collaborazioni con gli autori dei romanzi che mette in scena: WuMing (Manituana, Previsioni del Tempo), Kai Zen (La strategia dell’Ariete), Saverio Fattori (Chi ha ucciso i Talk Talk) Giovanni Di Iacovo (Sushi Bar Sarajevo) ed altri. I lavori della Compagnia Fantasma sono pubblicati sotto licenza creative-commons e scaricabili liberamente dal sito della stessa compagnia.

Categoria: Concerti, Eventuali
10 aprile 2010
22:30

Renato Geremicca – voce
Maurizio De Gasperi – pianoforte
Marco Zanotti – percussioni

L’incontro tra la tradizione musicale partenopea e le sonorità della musica latino americana, dove i temi più noti della canzone tradizionale napoletana, unitamente alle modernità veraci di Modugno e Carosone, vengono reinventati da questo micro combo di raffinati musicisti per un concerto coinvolgente e affascinante condotto dal cantante e attore Renato Geremicca.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
9 aprile 2010
22:30

Ospite d’eccezione a Il Posto un autentico musicista senza confini. Il fisarmonicista e pianista Antonello Salis incontra il pubblico tra racconti e musica di una carriera ormai trentennale, costellata da collaborazioni eccellenti con alcuni tra i migliori jazzisti del panorama europeo ed internazionale, che l’ha portato a confrontarsi con territori differenti dal suo, come la danza, il teatro e infine il cinema.

Antonello Salis nasce il 28 febbraio 1950 a Villamar, in provincia di Cagliari. Inizia a suonare la fisarmonica a sette anni, in seguito si avvicina al pianoforte studiando da autodidatta. Negli anni ’70 milita in diversi gruppi rock suonando l’organo Hammond. Nel 1973 forma il trio CADMO con Riccardo Lay e Mario Paliano, che diventa in seguito il quintetto G.R.A. con l’aggiunta del sassofonista Sandro Satta e del trombonista Danilo Terenzi. Nello stesso periodo suona nel quintetto di Massimo Urbani e nella Grande Elenco Musicisti di Tommaso Vittorini.

Dal 1978 è protagonista in piano solo e fisarmonica in Italia ed all’estero ospite dei maggiori jazz festivals.
Il suo percorso musicale ormai trentennale è costellato da collaborazioni eccellenti, per citarne alcune: Enrico Rava, Paolo Fresu, Furio Di Castri, Stefano Bollani, Roberto Gatto, Riccardo Fassi, Pino Minafra, Paolino Dalla Porta, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Paolo Angeli, Javier Girotto, Lester Bowie e l’Art Ensemble Of Chicago, Don Cherry, Don Pullen, Ed Blackwell, Billy Cobham, Horacio “El Negro” Hernandez, Han Bennink, Nana Vasconcelos, Cecil Taylor, Pat Metheny, Joey Baron, Bobby Previte, Hamid Drake, Bobby Watson, Minino Garay, Richard Bona, Linley Marthe, Francis Lassus, Joel Allouche e molti altri.

Come solista ha inciso 4 dischi: Orange Juice, Nice Food, Salis!, Quelli che restano e Pianosolo.

Una delle collaborazioni più longeve di Salis è quella con il chitarrista francese Gérard Pansanel con cui ha inciso 7 album tra cui uno dedicato a Federico Fellini ed alla musica di Nino Rota con l’Orchestra Improvista. La collaborazione con i fisarmonicisti francesi Richard Galliano e Marcel Azzola insieme a Gianni Coscia produce il Quartetto Nuovo, apoteosi dello strumento madre di Salis: la fisarmonica.

Musicista eclettico Salis, nel corso della sua carriera, si è confrontato in progetti di teatro (Remondi e Caporossi, Festival di Sant’Arcangelo), rassegne e festival di cinema (Biennale di Venezia, Taormina Festival), danza (con Roberta Escamilla Garrison, Teri Weikel). Con Gérard Pansanel ha firmato le musiche del film di Eric Romher Racconto d’autunno. Ha inoltre collaborato con Pino Daniele, Ornella Vanoni ed altri artisti al di fuori dell’ambito strettamente jazzistico.

Ha partecipato a numerosi Festival di Jazz nazionali ed internazionali tra i quali: Umbria Jazz, Roccella Jonica, Sant’Anna Arresi, Berchidda, Clusone, Noci, Ravenna, Parigi, Montreux, Nizza, Le Mans, Madrid, Mosca, Londra, Bath, Oslo, Stoccolma, New York, Chicago, Montreal, Vancouver, San Paolo, Rio De Janeiro, Saint Louis del Senegal, Città del Messico, seguito da un tour che ha toccato le maggiori città messicane .

Nel corso della sua lunga carriera ha ottenuto vari riconoscimenti a livello europeo ed internazionale, quali il premio Django d’or 2005 per l’Italia come musicista affermato, Premio alla Carriera EjC Cagliari European Jazz 2008, Top jazz 2008 tastiere piano e fisarmonica.