| 20 aprile 2010 | ||
| 19:00 |
Inaugurazione della personale del giovane fotografo palermitano Federico Collovà, che sceglie di mostrare, attraverso le immagini, le ferite profonde dell’Aquila terremotata in un luogo – la Zona Rossa – divenuto simbolo della tragedia. Un’energia violenta che non coglie differenze né fa eccezioni: i palazzi del governo e del potere come la chiesa cittadina o l’ospedale diventano edifici espugnabili alla stregua di una qualsiasi semplice abitazione.
Il 6 aprile 2009 il tempo si ferma a L’Aquila e scuote per sempre il suo punto più fragile ed antico, il suo centro storico, da quel giorno ribattezzato univocamente Zona Rossa.
L’Aquila è una città violentata, dove la privacy e l’intimità delle case sono venute meno insieme ai suoi abitanti, dove non esistono più confini e strade.
Il centro storico, inagibile e da mesi disabitato, con il trascorrere dei giorni assume le sembianze di una città fantasma, dove gli unici autorizzati a varcarne le soglie sono gli uomini della Protezione Civile. Estranei. Nelle immagini l’assenza silenziosa della vita e dell’elemento umano evocano tragicamente le vittime e chi dalle case diroccate è stato costretto a fuggire e forse a non tornare.
Gli scatti di Collovà, dove l’uso del bianco e nero serve a marcare il tentativo di descrivere in maniera quanto più autentica ed oggettiva lo scenario postbellico de L’Aquila terremotata, parlano in silenzio di una città lacerata, sfigurata, dove crepe e crolli sono ferite lontane dal rimarginarsi, accentuate dall’uso enfatico e tagliente che il fotografo fa della luce, raggiungendo in questo modo un realismo che imbarazza lo spettatore.
Un silenzio assordante. Davanti a questo silenzio, le fotografie sono contingenti, necessarie. Registrano e cristallizzano la realtà: da un lato la distruzione, dall’altro il desiderio di ricostruzione. Senza propositi o finalità politiche o morali. Le architetture fotografate da Collovà sono nude e tradiscono l’equilibrio precario che ancora le sostiene: icone della tragedia aperte all’interpretazione o ad un’inevitabile strumentalizzazione. La mostra vuole fermarsi un secondo prima e desidera solo far vedere.
Federico Collovà nasce a Palermo nel 1982. Attualmente vive, lavora e studia musica a Bologna. A queste attività affianca da sempre la fotografia intendendola come lo spazio libero, intimo, estremamente personale in cui liberarsi. Una necessità, quella della fotografia, che si esprime attraverso l’utilizzo del bianco e nero classico. Nel 2009 espone nella sua prima personale Analyze Me, insieme al fratello Fabrizio Collovà, una serie di scatti inediti presso la galleria “Lanterna Magica” di Palermo. Con L’Aquila, La Zona Rossa Federico Collovà presenta la sua seconda personale e il suo primo lavoro di stampo reportagistico. I suo lavori sono consultabili sul sito personale www.federicocollova.com.





