
Incontro con uno degli autori più produttivi nel panorama letterario italiano, riconosciuto anche a livello internazionale con opere tradotte in molte lingue. Marcello Fois si racconta a Il Posto non soltanto in veste di noto giallista, già fondatore a Bologna del Gruppo 13 insieme tra gli altri a Pino Cacucci e Carlo Lucarelli, ma anche di sceneggiatore in campo teatrale, radiofonico e nella fiction televisiva.
Marcello Fois nasce a Nuoro negli anni ‘60, ma risiede ormai da diversi anni a Bologna. Attualmente è uno degli autori più produttivi nel panorama letterario italiano, infatti non si occupa solo di libri, ma collabora attivamente anche in campo teatrale, radiofonico e nella fiction televisiva. Quindi, oltre ad essere giovanissimo e a condurre per così dire una vita “a tempo pieno”, è certamente uno dei pochi autori contemporanei riconosciuto a livello nazionale e internazionale: le sue opere vengono infatti tradotte in molte lingue.
È conosciuto come “giallista”, ma il genere “giallo” è soltanto un tipo di approccio, da cui si può spaziare in tutte le direzioni: Fois infatti si considera uno scrittore a 360 gradi, e per lo più all’inizio della sua carriera non aveva deciso di fare questo mestiere, non avendo mai pensato di ottenere grandi riconoscimenti. Il mestiere di scrittore non è certo fra i più semplici, e per questo Marcello Fois non vuole puntare tutta su questa professione, sia perché, a detta sua, bisogna saper vivere la vita per poterla “trasformare” in letteratura, sia per non cadere in certi ricatti editoriali, ben noti a chi lavora in questo campo.
Nella sua permanenza a Bologna Fois è stato sostenitore del Gruppo 13, l’associazione degli scrittori di Bologna in cui il più grande interesse in comune è quello per la letteratura, associazione composta da giallisti e noiristi. Questo gruppo all’inizio era una specie di cooperativa di autori, più o meno conosciuti, che andava incontro agli scrittori che ancora non avevano trovato il loro spazio. Lo stile di Marcello Fois si può comparare a quello di Camilleri, proprio per la particolarità dei riferimenti dialettali.
Esordisce nel 1992 con il romanzo Picta, ambientato nel mondo dell’arte, che si aggiudica il Premio Italo Calvino. A questo sono seguiti numerosi altri libri (e altri premi), tra cui Meglio morti (Granata Press 1993 – Einaudi 2000), Il silenzio abitato delle case (Moby Dick 1996), Gente del libro (Marcos y Marcos 1996), Sheol (Hobby & Work Publishing 1997), Nulla (Il Maestrale 1997, vincitore del Premio Dessì), Sempre caro (con prefazione di Andrea Camilleri, Il Maestrale – Frassinelli 1999, Premio Scerbanenco-Noir in festival e Premio Zerilli-Marimò), Gap (Frassinelli 1999), Sangue dal cielo (con prefazione di Manuel Vázquez Montalbán, Il Maestrale – Frassinelli 1999), Sola andata (EL 1999), Cerimonia (CLUEB 2000), Compagnie difficili (con Albert Sánchez Piñol, Literalia 2000), Dura madre (Einaudi 2001), Piccole storie nere (Einaudi 2002), L’altro mondo (Frassinelli – Il Maestrale 2002), Materiali (Il Maestrale 2002), Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni (con Ferdinando Vicentini Orgnani, Frassinelli 2003), Tamburini (Il Maestrale 2004). Nel 2006 pubblica la raccolta di poesie L’ultima volta che sono rinato, poi ancora i libri Memoria del vuoto (Einaudi 2006), In Sardegna non c’è il mare. Viaggio nello specifico barbaricino (Laterza 2008), Sempre caro (Einaudi 2009), Stirpe (Einaudi 2009). Il suo ultimo libro è Sangue dal cielo (con prefazione di Manuel Vázquez Montalbán, Einaudi 2010).
Generalmente i suoi libri sono ambientati nella Barbagia di fine ‘800, e anche se viene istintivo fare riferimento a Camilleri, bisogna tener presente che mentre quest’ultimo utilizza espressioni in siciliano stretto, Fois usa l’italiano e il sardo, quindi non un dialetto, ma una vera e propria lingua, precisamente il nuorese. Usa questa lingua quando la frase risulta proprio intraducibile, cosa che non deve essere vista come forma di provincialismo, ma come un elemento che accresce la cultura. Fois si occupa anche di teatro, ha scritto la sceneggiatura della fiction televisiva Distretto di polizia, e sta scrivendo anche per RadioRai, riuscendo sempre a distinguere i vari tipi di scrittura, quella per la televisione, il cinema e il teatro, ma continuando a preferire la sua amata letteratura.