| 23 febbraio 2010 | ||
| 22:00 |

Il fotogiornalismo secondo Mario Rebeschini. Dice di lui Lanfranco Colombo, direttore della Galleria il Diaframma di Milano: «Nel 1980, lascia la pubblicità per dedicarsi totalmente al fotoreportage. Sceglie il fotogiornalismo di strada, quello “impegnato”, in cui un fotografo deve decidere da che parte stare. Ma, nel suo giro attorno all’uomo, Rebeschini diventa consapevole che formule e rigidità sono la morte di tutto. Si muove allora anche alla scoperta del mondo del lavoro, della politica, del turismo, del quotidiano e del ritratto».
Mario Rebeschini vive e lavora a Bologna. Collabora con giornali, riviste, case editrici e organizza i corsi di fotogiornalismo per la Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università ma anche per fotografi non esperti che scattano con macchinette digitali e cellulari. Con loro organizza veloci corsi di fotoreportage che chiama Non solo foto, perché chi partecipa dovrà non solo portare a casa buone foto ma anche completare il fotoreportage con un breve racconto.
Alcune mostre fotografiche:
Santi di cartapesta. Il Delta del Po.
Fotogrammi d’Africa (per Unicef).
Degrado, emarginazione, violenza.
Rom e Sinti. Il bambino dove lo metto (sui bambini abbandonati negli ospedali albanesi).
Stranieri per chi? Carabinieri in Aspromonte.
Faccio un macello. I cieli sopra Bologna (sulle religioni degli altri).
Tra i principali riconoscimenti:
1994 Miglior video sulle Associazioni di volontariato (assegnato dalla Fondazione italiana per il volontariato).
1995 Fotografo dell’anno, (assegnato dall’Associazione italiana reporters fotografi).
1996 Primo premio foto (assegnato a Lanciano dall’Associazione Them Romano, Mondo Zingaro).
1999 Premio Delta d’Oro (assegnato da Delta chiama Delta per lo straordinario talento con il quale ha saputo cogliere e comunicare, attraverso le sue immagini, la bellezza e la vitalità del Po e del suo Delta…).
2004 Primo premio foto (assegnato a Lanciano dall’Associazione Them Romano, Mondo Zingaro per il Cd Laciodrom).






