| 17 novembre 2009 | ||
| 22:00 |

Primo appuntamento dedicato al cinema di Gianni Amico, «regista italiano più brasiliano di Pelè» come disse il grande Glauber Rocha. E in effetti, nei panni di regista, sceneggiatore e animatore culturale, fu il primo a creare un ponte tra il Brasile e l’Italia grazie a una fervida attività di regista per documentari e film. Figura atipica nel panorama della sua generazione, Amico si chiama fuori dai progetti e dai circuiti commerciali per dedicarsi infatti a lavori di ricerca che sviluppa soprattutto per la Rai. Usa il linguaggio del cinema, appreso da aiuto-regista di Jean-Luc Godard e Bernardo Bertolucci, per dare corpo al suo impegno sociale, a partire dal lungometraggio d’esordio Tropici (1969), o per esprimere momenti culturali come in Bahia de Todos os Sambas (1996), raffinato mix documentaristico di suggestioni musicali brasiliane, calate in una Roma barocca e moderna insieme. Raccontando dal vero il funerale di un leader politico, ricava una riflessione partecipata e commossa sulle grandi scelte della vita in Addio a Enrico Berlinguer (1984). In questa prima puntata di approfondimento sul prezioso lavoro di esploratore della musica carioca, saranno proiettati spezzoni di Ah! vem o samba (1968 b/n) e Bahia de todos os Sambas (1983/1996 colore), e Gianni l’ho visto così (2001 colore) di Fiorella Giovanelli Amico. La chitarra e la voce di Rogerio Tavares darà risalto alle immagini di Caetano Veloso, Dorival Caymi, Gilberto Gil, Joao Gilberto, Maria Bethania e Vinicius De Moraes.






