| 6 novembre 2009 | ||
| 21:00 |

In occasione dell’edizione 2009 di Festival of Festivals, Bologna Città dei Club e Il Posto ospitano uno showcase esclusivo con Silvia’s Magic Hands (in collaborazione con Irma Records), Musica per bambini ed Eterea Postbong Band (in collaborazione con Trovarobato).
James Wood III da Dorset (Inghilterra) e Giuseppe Lovreglio da Taranto si incontrano nel 2007 e formano Silvia’s Magic Hands come duo di cantautorato folk. Nel 2008 un demo registrato su un pedale per chitarra è il biglietto da visita per arrivare alla finale regionale di Arezzo Wave. Completata la formazione con un batterista (Gianluca Casamassima, che poi entrerà a fare parte integrante del combo), aprono la serata finale per Paolo Benvegnù. A maggio vengono scelti per il casting I Miti Della Musica (Roxybar/Red Ronnie); a giugno vincono Il Rock è Tratto (rockIT!), e scelti per aprire la serata di Mario Venuti. Il loro sound è definito più volte passionale, sporco ma intenso! Vincono il contest Music in Progress. Vincono il premio della critica a Risonanze Unplugged a Padova. L’attività live viene affiancata da recensioni, contatti e apprezzamenti: BeautifulFreaks, HateTV, Rockerilla, Franco Dell’Amore, EUmagazine, M. Sgalambro, Cinicodisincanto, Indiexcui, Daybox rec, Mizar rec, gruppo della settimana su canali Kataweb (F.Galassi).
Contattati e accasati presso l’Irma records, finiscono di lavorare alle 10 tracce del loro primo album in casa ed “ingrossate” da Enri Zavalloni (Mike Patton). Un suono doppio che va dagli anni ‘50 ad oggi: dalle campagne inglesi al suono metropolitano indipendente americano. In bianco e nero: Bob Dylan, PJ Harvey, Black Rebel Motorcycle Club, Jeff e Tim Buckley, Iron&Wine, Jack White, The Gun Club, il Mississipi, Seattle, i vinili, il vino, le sigarette, le cantine e la carta da parati staccata tritati e resi buskers! Due chitarre, due voci, ed una sezione ritmica zoppicante. Vuoto ma mai troppo: Flying soucer for recreation.
Dio Contro Diavolo è il primo album su Trovarobato per Musica per Bambini, pseudonimo di Manuel Bongiorni. Il disco, interamente concepito/composto/prodotto al computer da Manuel Bongiorni, è un disco di musica elettronica. In questo caso l’elettronica incontra la canzone, per una formula che va aldilà del semplice pop sintetico, approdando in territori dove terremoti sonori, beat isterici e campionamenti si fondono con vere e proprie frane verbali, con significanti e significati in subbuglio. Uno spazio-tempo acustico dove dalla “musica per (i) bambini” si eredita semmai soltanto la filastrocca o il gioco verbale. Il mondo di Musica per Bambini è una sorta di medioevo talvolta espressamente citato a volte paventato attraverso stili musicali e culturali tolti dal loro contesto originale. Dio Contro Diavolo inoltre è un concept album dedicato ai Sette Peccati Capitali: qui vi si può trovare da ridere, da pensare e da inquietarsi (in parti eguali). Se ne apprezzeranno i risvolti alla Mike Patton/Mr. Bungle, gli scioglilingua alla Caparezza, l’ironia propria di Elio e le Storie Tese o la serietà a volte disarmante di alcune canzoni. A Dio Contro Diavolo hanno collaborato Alessio Bertallot e La Pina prestando la loro voce per alcuni brani. Musica Per Bambini (a volte chiamato MusicaPerBambini o MxB) ha pubblicato tre album: Nascondino coll’assassino (1998), Del Superuovo (2002), M__sica (2005). Nel 2006 ha dato alle stampe un disco col suo vero nome (Manuel Bongiorni) intitolato Storie per un Re, sponsorizzato dal Parco delle Fiabe del Castello di Gropparello (PC).Ha collaborato con Radio Deejay producendo la sigla finale del programma B-Side di Alessio Bertallot (stagione 2006 – 2007). Fra il 2007 e il 2008 ha collaborato con Dispenser, programma di Radio Due, fornendo alcuni brani e sigle di servizi. I concerti di MxB sono caratterizzati da originali performance teatrali, una sorta di teatrino punk che si avvale di attori, mimi e giocolieri. Questo tipo di esibizioni è stato portato, in forma ridotta, anche in radio (a B-Side su Radio Deejay) e in televisione (Your Noise su MTV). Dal vivo il gruppo è costituito dallo stesso Manuel con i fidi Andrea Mansi, Diego Parenti e Mirko Montesissa.
Gli Eterea Postbong Band sono una delle più incredibili macchine musicali mai apparse sul suolo italiota. De-evoluti a sufficienza, i quattro eterei indossano tute da lavoro e maschere antigas, dominando sicuri accrocchi di strumenti che sembrano tenuti in piedi con scotch e mollette: macchine da scrivere amplificate, chitarre laser, percussioni e batterie elettroniche lo-fi, timbro digitale ed impatto analogico uniti in una futuristica carrozzeria multicolore pensata per le alte velocità. Vincitori a ripetizione dell’ambitissima e molto underground “Gara delle batterie elettroniche”; fautori della situazionista “Operazione Salsa Bianca”, che li ha visti esibirsi a sorpresa davanti ai migliori chioschi notturni di kebab del regno. Sanguigni e cazzoni, sinceri e irriverenti, dotati soprattutto di elevate dosi di autoironia: sul palco, ogni loro esibizione è una festa assieme al pubblico. Epyks 1.0 è il nuovo album degli Eterea Postbong Band e segue l’acclamatissimo La chiave del 20, uscito nel 2007 per Wallace Records e diviso con i Uochi Toki. Epyks 1.0 è il primo atto di una saga in due capitoli ambientata nel fantastico mondo dei mezzi di comunicazione. Questi ultimi diventano veri e propri strumenti musicali che vanno ad interferire come stocastiche frequenze spurie il corso delle musiche. Lo “specchio” è poi una figura dominante nell’universo Epyks e ha un valore relativo all’interno della release 1.0 ed assoluto nella visione complessiva dell’upgrade 2.0. È questa una chiave di lettura che si estende a diversi livelli, dalla grafica della copertina (speculare tra interno/esterno), al numero dei brani (Epyks 2.0 avrà 21 tracce), all’ordine dei brani (nel 2.0 l’intera storia narrata sarà riletta a partire dalla fine), all’origine dei brani stessi: in Epyks 1.0 sono presenti infatti riletture di brani apparsi sul loro primo EP The Post-Bong Adventure (2004) e nel 2.0 ci saranno trasfigurazioni di brani tratti invece dal secondo EP Tecnosald (2005). Cavalcate epiche memori delle sublimazioni western morriconiane, lascivi rilassamenti exotici, scambi irregolari secchi e sardonici che ricordano i Primus e/o re Mike Patton, giostrine di periferia coi loro jingle a 8bit, momenti orchestrali che giocano a nascondino col ghigno beffardo di Danny Elfman e l’ironia tanto solida quanto sgangherata delle Mothers of Invention.






