Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Concerti, Eventuali
28 novembre 2009
22:30

33_ore

Direttamente dal festival Indipendulo all’interno del MEI (Meeting degli Indipendenti) Marcello Petruzzi, in arte 33 Ore, è ospite esclusivo al Posto per presentare l’acclamato esordio da solista Quando Vieni, disco che fa propria quell’eredità di Battisti fatta di parole ben scandite e di metafore che si susseguono, sfoggiando eleganza sin dal primo ascolto: Tim Buckley e Nick Drake, insieme a Robert Wyatt, sono i lampi che dall’alto illuminano il percorso che 33 Ore disegna con impeccabile precisione. Il cantautore tarantino, bolognese d’adozione, con il suo stile interpretativo oltre che compositivo è capace di sposare la poesia alla sperimentazione: la voce affascina, carezza l’ascolto e tocca il cuore, permeando un disco comunque incentrato sulla vita e le più intime sensazioni del protagonista.

Racconta di sé: «Sono nato a settembre, il quattro per l’esattezza. Un giorno che è un balcone sull’autunno, appena fuori dalla città salgono già gli aghi di freddo bianco. Quest’anno sto salutando il freddo che non mi ha mai spaventato, dicendogli: lasciami stare, so fare senza di te. Sono al lavoro sul mio secondo disco, ed anche sul terzo! Ogni giorno è una canzone. Il mio primo disco Quando vieni, con cui ho esordito dopo una lunga esperienza che va dai Caboto ai Franklin Delano ed anche Blakeeee, 4fioriperzoe, ed altri, si è offerto per quello che è: un disco di valore anche se ostile durante le presentazioni. Cattivo no, diffidente neanche, ostile nel senso che va affrontato. Non essendo esso né il suo autore al centro del mondo, per fortuna e ovviamente, è già tempo di riprovarci. I colori sono cambiati e c’è pace, freschezza. Questo lo dedico a me, attraverso un abbraccio a tutti coloro che mi stimano e agli autori delle numerose recensioni».

Quando Vieni – tracklist:

1. Un nome
2. L’ultima stella
3. Quando vieni
4. Penisola
5. Per quando mi mancherai
6. Uno splendido pianeta
7. Diventi nuvola
8. Gennaio
9. Cerco una ragione
10. Gioca
11. Polvere

33 ORE è il progetto solista cantautorale in lingua italiana di Marcello Petruzzi. Marcello nasce a Taranto nel 1976 e a tredici anni arriva a Livorno dove comincia a suonare la chitarra e il basso in giovani gruppi rock, garage e punk. Nel 1995, per continuare gli studi artistici, si trasferisce in una Bologna pervasa ancora dal suo mito, e vi trova una personale via al blues così come lo scenario di nuovi fermenti musicali, dal free jazz all’electro al rimescolamento del rock. Dopo i primi approcci (La Nuit Americaine, 1998) fonda con altri musicisti un eccentrico ensemble prevalentemente strumentale, Caboto, dalla carriera quasi decennale (1999-2007), in cui suona il basso, la chitarra e alcune linee vocali in numerosi concerti. Il risultato si fissa in tre dischi riconosciuti in ambiente indie post-rock e in quello del rock sperimentale progressive, mentre nelle tante menzioni della stampa specializzata si sprecano i riferimenti: Soft Machine, Frank Zappa, le produzioni ECM, il Miles Davis del primo periodo elettrico, e molto altro. I Caboto si sciolgono senza traumi nel 2007 ma la loro attitudine è in effetti stata per Marcello un’onesta scuola di massima libertà sonora.

Avvenimento importante è nel biennio 2005-2007 la partecipazione alla seconda esperienza americana dei Franklin Delano, seguitissima band alt-country psichedelico (dalle cui ceneri oggi provengono i Blakeeee con cui ancora collabora) e che ha visto muoversi molti musicisti al suo interno. Con la band di Marcella Riccardi e Paolo Iocca registra a Chicago il terzo disco Come home (basso elettrico, cori, armonica), suonando in live e viaggiando in tutta Italia e all’estero (Europa, un lungo tour in USA), ritrovando la radice di una forma compositiva più controllata.

Collabora con Christian Rainer (2004), Comfort Quartet (2007), 4fioriperzoe (2007), Nordgarden (2007-2009); partecipa anche ad episodi sporadici con membri dei Massimo Volume pre-reunion (2007-2008). Nel corso del tempo (2001-2007) scrive e registra alcune canzoni di matrice folk da cui troverà sviluppo il bisogno di comunicare conseguenze di sentimenti privati, duri e contrastanti almeno in una primissima fase. Arriva la possibilità di qualche concerto solista con lo pseudonimo di A Black Ego (2006-2007), i testi ancora in inglese e la musica in fase di raffinamento (2006-2007), ma ben presto decide di emancipare il punto di partenza di lingua italiana celato fino ad allora.

Quando vieni è un disco di debutto totale se si considera il percorso dell’autore ed anche il primo lavoro di cui Marcello Petruzzi con lo pseudonimo 33 ore firma da solista i testi e la composizione musicale con la produzione artistica di Matteo Romagnoli (4fioriperzoe).

Il disco esprime un carattere intimo se non velatamente autobiografico, a tratti crepuscolare, poi ironico e romanzato, “colto” per influenze sonore e ricco di suoni e arrangiamenti: la multiforme chitarra acustica, il cantato improvvisamente centrale, le ritmiche essenziali ed emotive (alla batteria French Brini di Swayzak), le armoniche blues e gli sfondi degli organi, le trame del sax baritono e del trombone (Elia Dalla Casa e Sofia Fattorillo); in tutto ciò si distinguono in più tracce il morbido wurlizer di Pietro Canali (Moltheni) e gli archi di Nicola Manzan (Bologna Violenta, Baustelle, 4fioriperzoe). Ma è soprattutto un album semplice nel rimandare a poetiche perdute e al cantautorato degli ‘70. I primi riscontri pubblici attorno allo speciale e.p. 3+3 pubblicato nel novembre 2008 sempre da Garrincha Dischi e ai vari “provini” diffusi in Rete parlano apertamente di un nuovo «erede di una grande tradizione».

Attraverso undici canzoni scorre un ritmo – quasi un tema non dichiarato ma che emerge sin dal titolo – che si dispiega come percezione stessa del tempo: di affetti sospesi, di visite continuamente rimandate, di deludenti comunicazioni telefoniche e di tempo mancante che si vorrebbe per chiarire legami scomodi; il tempo in relazio¬ni cupe e quello tramortito di una festa finita, della fretta di crescere e di chi aspetta notizie in solitudine. Il tempo perso. Fino a parlare del tempo che non è più, di una persona mai nominata e mai al centro della que¬stione la cui storia viva è finita eppure continua ad essere percepita nelle attese, con grande delicatezza, cer¬cando di sorreggere gli sguardi di chi rimane. L’avvicendarsi dei brani risolve però una familiarità e una disponi¬bilità a volte persino scherzose anche se sempre a ridosso di episodi limite, che sembrano così potersi temporaneamente comprendere.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
26 novembre 2009
21:00

mangia_con_i_piatti

Ormai un classico del Posto, nuovo appuntamento in compagnia di Morra mc, dj di Radio Città del Capo, gran cerimoniere di Mangia con i piatti, la serata alla Nick Hornby di Alta Fedeltà in collaborazione con lo storico negozio musicale Disco D’Oro. La passione per la musica, filtrata mediante un supporto antico ma estremamente attuale e materico, il vinile, e la passione per la buona cucina, accompagnati dal desiderio di passare una serata unica nel suo genere, sono gli ingredienti principali di Mangia con i piatti.

Durante la cena, Morra mc, performer e dj, conduttore di Thermos e Class, trasmissione giornaliera di novità musicali su Radio Città del Capo, suggerirà una colonna sonora assecondando i gusti dei commensali, che potranno infatti intervenire sulle sonorità proposte portando con sé, naturalmente su disco, il pezzo da ascoltare durante la loro “cena ideale”. Sono ammessi tutti i generi musicali e tutti i formati in vinile, dal più antico e gracchiante ritrovato in soffitta a quello appena tolto dal cellophane, per un’inedita colonna sonora e un funambolico alternarsi di brani in cui confluiranno gusti e passioni diverse. Questo crea una situazione di interattività tra tutti i presenti in sala, che cenando dialogheranno idealmente tra di loro e con il maestro di cerimonia: ogni tavolo sarà dotato di lampade, manufatti unici creati attraverso un laboratorio manuale-espressivo frequentato da ragazzi diversamente abili, che accese al momento opportuno segnaleranno il desiderio del commensale di far ascoltare il proprio vinile, accarezzato dalle esperte mani di Morra mc.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
24 novembre 2009
22:00

gianni_amico

In compagnia di Olmo Amico, figlio del noto regista, presenteremo spezzoni tratti da We Insist (1964 b/n) e Appunti per un film sul Jazz (1967 b/n). Il film del 1967 è stato definito da Enrico Rava «il film più appassionato e più vero sul Jazz», girato a Bologna nell’ambito del Festival Jazz tenutosi quell’anno.
Immagini di: Gato Barbieri, Don Cherry, Steve Lacy, Mal Waldron.

Categoria: Concerti, Eventuali
21 novembre 2009
22:30

anime_sotto_il_cappello

live acustico di presentazione dell’album d’esordio
ANIME SOTTO IL CAPPELLO

“Scriveremo questa vita, con quattro segni di matita, perché se sbagli ti puoi fermare e se ti fermi puoi ricominciare …”. Sono i versi emblematici che chiudono l’ultima canzone di Anime sotto il cappello (Odd times records/Egea distribution, 2009), raffinato disco d’esordio del cantautore abruzzese Paolo Tocco di scena a Il Posto con un concerto acustico.

Un esordio decisamente cantautorale quello dell’artista che, parlando della canzone Lo sposo e la sua spiga di grano, primo singolo di questo album d’esordio, si racconta così: «Un cappello non si porta per moda, né per imitare né perché da fascino. Un cappello si porta perché fa parte di sé e del proprio modo di essere. Quel giorno pioveva, Giulio e Matteo (un amico che ha partecipato anche alle registrazione del disco)ed io siamo andati in Umbria, a pochi passi da casa di Francesco De Gregori. Non è un mito, né un qualcuno da imitare. Capita delle volte che delle persone si somiglino fisicamente, altre volte si somigliano per carattere. Ascoltando interviste, leggendo di aneddoti e racconti ho “scoperto” lati di un Francesco De Gregori a cui mi sento di somigliare. Così ho sempre cercato di conoscerlo, ma quel giorno pioveva e a casa di De Gregori non c’era nessuno. Così l’ho immaginato scendere e venirmi ad aprire (lo sposo) con in mano una spiga di grano raccolto dal campo che c’è a guardia di quel cancello… e io (la sposa) imbarazzato e colto da stupore che non sa cosa dire e non sa cosa fare…».

Le canzoni di Paolo Tocco spesso nascono in pochi minuti, semplicemente, complete già di arrangiamento, insieme ai suoi amici che lo seguono da anni e che lui goliardicamente chiama Banditi. Dieci canzoni vissute e tessute assieme in una fitta trama colorata di suoni e immagini che costituisce l’unicità descrittiva di Paolo Tocco. Anime sotto il cappello scaturisce anche dalla passione e dalla voglia di fare esperienza in studio di registrazione. Come a molti giovani musicisti e cantautori accade. Voglia e passione unite insieme.

Categoria: Concerti, Eventuali
19 novembre 2009
22:30

filippo_cosentino

Filippo Cosentino – chitarra
Simone Pirisi – contrabbasso
Giuseppe Tortorelli – batteria

Trio formato da musicisti emergenti nel panorama musicale italiano, propone nel repertorio brani di Wes Montgomery, standards jazz e brani originali dalle atmosfere talvolta acustiche. La sezione ritmica ben supporta l’inventiva melodica del solista Filippo Cosentino, già messosi in luce in campo jazzistico con diverse ed importanti collaborazioni (Giuseppe Bima, Michael Bruscia, Teo Ciavarella, Renzo Coniglio, Alessandro Maiorino, Danilo Mineo, Alessandro Minetto, Ivan Pantarelli, Simone Pirisi, Irene Robbins, Riccardo Ruggeri, Gianni Serino, Marco Soria, Don Stapleson, Craig Silberschlag, Giuseppe Tortorelli, Wann Washington, The Michele Borlini Jazz Band).
Come solista o accompagnatore partecipa alla tournèe italiana 2009 di Don Stapleson e con Irene Robbins con cui suona in importanti concerti; su tutti quello tenuto per la mostra antologica postuma di Silvia Dogliani definito dal noto critico d’arte Carlo Gramaglia «…uno dei più bei concerti a cui ho assistito…»: per l’occasione accompagna le letture di alcune poesie scritte dalla nota pittrice e lette da Andrea Giordana. Si esibisce inoltre come assistente di masterclass (nel 2008 per quello tenuto da Don Stapleson per l’Alba Music Festival) e come ospite di festival nazionali ed internazionali (Alba Music Festival, Suoni dalle colline di Langhe e Roero, Acoustic Guitar International Meeting, Monghidoro Estate – La Cisterna).
Nel 2009 Filippo Cosentino Combo Trio è stato finalista alla 13° edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani, a maggio 2009 è stato invitato a partecipare al festival internazionale Alba Music Festival, infine Filippo Cosentino e Simone Pirisi fanno parte del quartetto di Don Stapleson per le sue uniche due date italiane, al festival internazionale Suoni dalle Colline di Langhe e Roero.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
17 novembre 2009
22:00

gianni_amico

Primo appuntamento dedicato al cinema di Gianni Amico, «regista italiano più brasiliano di Pelè» come disse il grande Glauber Rocha. E in effetti, nei panni di regista, sceneggiatore e animatore culturale, fu il primo a creare un ponte tra il Brasile e l’Italia grazie a una fervida attività di regista per documentari e film. Figura atipica nel panorama della sua generazione, Amico si chiama fuori dai progetti e dai circuiti commerciali per dedicarsi infatti a lavori di ricerca che sviluppa soprattutto per la Rai. Usa il linguaggio del cinema, appreso da aiuto-regista di Jean-Luc Godard e Bernardo Bertolucci, per dare corpo al suo impegno sociale, a partire dal lungometraggio d’esordio Tropici (1969), o per esprimere momenti culturali come in Bahia de Todos os Sambas (1996), raffinato mix documentaristico di suggestioni musicali brasiliane, calate in una Roma barocca e moderna insieme. Raccontando dal vero il funerale di un leader politico, ricava una riflessione partecipata e commossa sulle grandi scelte della vita in Addio a Enrico Berlinguer (1984). In questa prima puntata di approfondimento sul prezioso lavoro di esploratore della musica carioca, saranno proiettati spezzoni di Ah! vem o samba (1968 b/n) e Bahia de todos os Sambas (1983/1996 colore), e Gianni l’ho visto così (2001 colore) di Fiorella Giovanelli Amico. La chitarra e la voce di Rogerio Tavares darà risalto alle immagini di Caetano Veloso, Dorival Caymi, Gilberto Gil, Joao Gilberto, Maria Bethania e Vinicius De Moraes.

Categoria: Concerti, Eventuali
11 novembre 2009
22:00
23:45

In occasione della quarta edizione del BOLOGNA JAZZ FESTIVAL (6-14 novembre 2009) Il Posto è onorato di far parte dei club che ospiteranno Round Midnight, la rassegna dedicata al “jazz delle ore piccole” che vedrà esibirsi prestigiose formazioni, con doppio set live alle 22 e alle 24.

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In collaborazione con la FONDAZIONE SIENA JAZZ

locandina-neko

Presentazione dell’album Purple Bra

Francesco Diodati – chitarra
Francesco Bigoni – sax
Francesco Ponticelli – basso
Ermanno Baron – batteria

Sul palco il nuovo gruppo Neko di Francesco Diodati, che per l’occasione presenterà in anteprima l’album d’esordio Purple Bra, prodotto da Auand Records, una delle più importanti etichette indipendenti italiane. Neko unisce la freschezza melodica e timbrica alla libertà formale per dar vita a canzoni ricercate e al contempo orecchiabili. Il gruppo è infatti formato da alcuni dei più promettenti musicisti della scena italiana, e il jazz è solo il punto di partenza di una ricerca espressiva e di un repertorio che, oltre a composizioni originali, comprende anche rivisitazioni di brani di Ornette Coleman, Jeff Buckley e Radiohead.

Francesco Diodati, classe ‘83, coltiva i primi studi musicali sotto la guida di Roberto Spadoni. Appena ventenne forma il suo primo gruppo con il quale ha l’occasione di suonare in tutta Italia e di vincere molti concorsi internazionali – fra cui Barga Jazz, Martina Franca, Porsche Jazz e Giovani, Jazz&Image – e di incidere un brano per la rivista musicale Musica Jazz. Nel corso degli anni ha l’occasione di collaborare con artisti del calibro di Marcello Allulli, Flavio Botro, Andy Gravish, Ada Montellanico, Dan Kinzelman. Mario Raja. I viaggi a Parigi lo portano a formare gruppi stabili con alcuni dei più talentuosi musicisti francesi, con cui forma il collettivo Travelers, e con la cantante Sofia Ribeiro, con cui ha modo di suonare in Spagna, Portogallo e Belgio. Grazie a una borsa di studio ha l’opportunità di studiare all’interno dei seminari di alta specializzazione InJam presso Siena Jazz, con artisti del calibro di Kurt Rosenwinkel, John Abercombie, Heyn Van De Geyn, Drew Gress, Riccardo Del Fra, Roberto Cecchetto. Diodati ha recentemente ottenuto anche una delle più alte borse di studio per frequentare la New School of Contemporary jazz and Music in New York.

Francesco Bigoni, classe ‘82, nel 2001 vince una borsa di studio presso i corsi estivi di Siena Jazz per partecipare allo IASJ a Helsinki. È una delle voci più personali del jazz italiano, assiduo collaboratore di musicisti come Gianluca Petrella, Stefano Battaglia e membro del collettivo El Gallo Rojo.

Francesco Ponticelli, ‘83, è uno dei più originali contrabbassisti italiani, collaboratore di Gianluca Petrella, Fabrizio Sferra, Enrico Rava, Giovanni Guidi.

Ermanno Baron inizia gli studi classici per poi perfezionarsi in jazz vincendo borse di studio per la partecipazione a Siena Jazz (2004) e a InJam (2008).

Categoria: Concerti, Eventuali
10 novembre 2009
22:00
23:45

In occasione della quarta edizione del BOLOGNA JAZZ FESTIVAL (6-14 novembre 2009) Il Posto è onorato di far parte dei club che ospiteranno Round Midnight, la rassegna dedicata al “jazz delle ore piccole” che vedrà esibirsi prestigiose formazioni, con doppio set live alle 22 e alle 24.

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In collaborazione con la FONDAZIONE SIENA JAZZ

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Alessandro Lanzoni – piano
Gabriele Evangelista – basso
Tommaso Cappellato – batteria

Trio di giovani talentuosi, foriero di vento nuovo e idee brillanti nel jazz, con capacità esecutive raffinate, personalissime e già mature. Lo compongono il diciassettenne Alessandro Lanzoni, fiorentino, talento emergente del pianismo jazz, capace di suonare con una intensità, una naturalezza e un trasporto incredibili a dispetto della giovane età; Gabriele Evangelista, ventenne contrabbassista ed eccellente esecutore solista in gruppi cameristici e orchestrali, ha coltivato negli anni con altrettanta passione il jazz; Tommaso Cappellato veterano del gruppo, ostinato esploratore del caleidoscopico mondo percussivo in terra newyorkese per anni, il cui percorso, ricco e raro per qualsiasi suo coetaneo, è costellato di esperienze musicali varie, partendo dalla tradizione, fino al soul, funk e avant garde.

Alessandro Lanzoni, giovane pianista appena diciassettenne, nasce a Firenze da una famiglia di musicisti, inizia a soli cinque anni a suonare il pianoforte, dimostrando assai presto un precoce talento e una naturale disposizione alla creatività e all’improvvisazione. Avviato agli studi classici, che segue tuttora in Conservatorio, ha sempre superato gli esami di Compimento col massimo dei voti. Dopo aver ottenuto numerosi primi premi in importanti concorsi nazionali e internazionali sia come pianista che come violoncellista (suo secondo strumento), trova nel jazz il genere a lui più congeniale e comincia a coltivarlo con entusiasmo e grande passione.

La sua formazione jazzistica avviene sotto la cura di Leonardo Pieri e Mauro Grossi e in virtù di altre importanti esperienze didattiche: John Taylor e Kenny Wheeler a Bertinoro, i Workshop con Stefano Bollani e Franco D’Andrea, i Seminari estivi di Siena Jazz. L’assegnazione di due borse di studio lo portano a frequentare le Clinics di Umbria Jazz a Perugia e la Berklee School di Boston nell’estate 2007. A soli quattordici anni si impone all’attenzione del mondo jazzistico internazionale vincendo nel 2006 il Primo Premio al prestigioso concorso per solisti jazz “International Massimo Urbani Award” di Camerino, confermandosi poi nel 2008 con il Primo Premio al Concorso Internazionale “Elba Jazz Contest” come leader del Teen Quartet e successivamente a Firenze, dove ha vinto il Concorso di Esecuzione Pianistica Jazz intitolato a Luca Flores. Ha già suonato con importanti jazzisti italiani e stranieri: Lee Konitz, Renato Sellani, Fabrizio Bosso, Lello Pareti, Gianni Basso, Nico Gori, Francesco Cafiso, Julian Mazzariello, Stefano ‘Cocco’ Cantini, Fabio Morgera, Andrea Tofanelli, Joe Farnsworth, Marco Panascia, Faye Nepon, Nick Myers, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, Klaus Lessman, Jerry Popolo, Giovanni Amato, Attilio Zanchi e molti altri.

Nel 2007 ha debuttato a New York in Piano Solo nell’Auditorium della Morgan Library e nel dicembre successivo è stato ospite dell’ONU per un concerto di grande rilievo alla presenza del Segretario Generale Ban Ki Moon e della stampa internazionale. Ira Gitler ha recensito l’evento su Jazzimprov N.Y. sottolineando il sorprendente talento del giovane pianista. Col bassista Ares Tavolazzi e il batterista Walter Paoli ha formato un Trio che ha effettuato numerosi concerti in tutta Italia esordendo al Festival Barga Jazz 2006. È stato ospite della Casa del Jazz a Roma e invitato a numerosi Festival fra cui Umbria Jazz Winter 2007, Moncalieri Jazz, Fiemme Ski Jazz, Finestra Jazz, Pescara Jazz Festival, Jazz Be Good, Ancona Jazz Summer Festival, il Festival Letterature presso la Basilica di Massenzio a Roma e il Festival Internazionale di Eilat in Israele.

Ha già realizzato tre dischi per l’etichetta Philology: I should care in duo con il contrabbassista Ares Tavolazzi, On the snow con lo stesso Tavolazzi e Walter Paoli, e un nuovo album registrato in quartetto con Lee Konitz. Molti giornali (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tirreno, Il Resto del Carlino, La Nazione) gli hanno dedicato un articolo e le maggiori riviste specializzate (Jazzit, Musica Jazz, Jazz Magazine, la statunitense Jazz Times, la francese Jazz Hot) hanno recensito i suoi lavori discografici. Il mensile Jazz Magazine gli ha riservato la copertina e una lunga intervista che rimarca il suo talento.

Categoria: Concerti, Eventuali
9 novembre 2009
22:00
23:45

In occasione della quarta edizione del BOLOGNA JAZZ FESTIVAL (6-14 novembre 2009) Il Posto è onorato di far parte dei club che ospiteranno Round Midnight, la rassegna dedicata al “jazz delle ore piccole” che vedrà esibirsi prestigiose formazioni, con doppio set live alle 22 e alle 24.

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In collaborazione con la FONDAZIONE SIENA JAZZ.

tommaso_cappellato_4et1

Michael Blake – sax
Alessandro Lanzoni – piano
Joe Rehmer – basso
Tommaso Cappellato – batteria

L’idea della band nasce da Tommaso Cappellato, batterista e compositore newyorkese di adozione. A condividere questo percorso chiama in causa musicisti di spessore: al sax Michael Blake, al piano il promettente Alessandro Lanzoni e Joe Rehmer, giovane bassista e compositore americano. Ogni componente del gruppo ha una poetica che non lascia dubbi sulla direzione musicale. È qui che i rispettivi percorsi si incrociano, si scambiano punti di vista e le sonorità si con-fondono.

Il batterista e compositore Tommaso Cappellato si è distinto nel corso della sua attività musicale come ideatore e fautore di numerose e variopinte situazioni musicali. La sua curiosità stilistica e continua volontà di ricerca lo hanno portato a viaggiare in varie parti del mondo per apprendere e collaborare con molti artisti di diverse influenze e tradizioni. Stimolato alla musica dalla sua famiglia sin da bambino, comincia a suonare il pianoforte a otto anni e la batteria a undici. All’età di sedici decide di intraprendere seriamente l’attività musicale e comincia a studiare la batteria jazz con Enzo Carpentieri e Max Chiarella. Nel 1995 segue i seminari estivi di Siena Jazz e nel 1996 si trasferisce stabilmente a New York. Durante i nove anni (dal 1996 al 2005) trascorsi a New York studia alla Drummers Collective e alla New School University sotto la guida di vari musicisti tra cui Michael Carvin, Joe Chambers, Jimmy Cobb, Bob Cranshaw, Billy Hart e Reggie Workman. Ottiene il BFA in Music Performance nel 2001 grazie a una borsa di studio conferitagli dall’università stessa.

Esperienza artistiche. Nel 1999 viene ingaggiato alla Rainbow Room presso il Rockefeller Center dove si esibisce per due anni sei sere alla settimana con Trio65 assieme al pianista Ehud Asherie e al bassista Joseph Lepore. Il trio realizza il disco Vol. 1: Music By Billy Strayhorn per Nujazzcity Records (2001). Nel 2002 entra a far parte dello storico trio Vibes col vibrafonista Bill Ware e il bassista Brad Jones. Con questa formazione collabora con importanti musicisti della scena downtown newyorkese tra cui Debbie Harry (Blondie), Marc Ribot, Roy Nathanson & The Jazz Passengers e prende parte alla registrazione del disco Bach Set con la violoncellista Sarah Wollan. Nel 2004 fonda la band Brohemian (Hip-Hop/Neo-Soul) assieme all’MC Yah Supreme con cui realizza, in veste sia di musicista che di produttore, il CD Post Modern Garden. L’anno successivo lo vede in Senegal (Africa) dove registra col percussionista e cantante Guineano Salif Bangoura. Ritrasferitosi in Italia nel 2006 entra a far parte del Pietro Tonolo New Quartet, di Capo Alpo Quartet col sassofonista Marcello Allulli, della Upperground Orchestra col DJ/Producer Rabih Beaini e collabora come sideman in innumerevoli altri progetti. Nel 2008 suona in Australia al Fringe Festival di Adelaide col Peter Knight Quartet e al Bennetts Lane Jazz Club di Melbourne. In quest’ultima occasione è leader di un quintetto comprendente alcuni tra i migliori musicisti del continente oceanico. Sempre nello stesso anno è ospite della band Giapponese West Tribe a Osaka e si esibisce in duo con il percussionista Akira Sunrise a Kyoto.

Attualmente Cappellato è impegnato nella direzione del proprio quartetto che comprende il sassofonista Michael Blake, il pianista Giovanni Guidi e Joe Rehmer al basso (con cui realizza il singolo in vinile The Knight e l’album Open entrambi pubblicati da Elefante Rosso), e youngtet, piano trio completato da due giovani talenti del jazz italiano, il pianista Alessandro Lanzoni e il contrabbassista Gabriele Evangelista. Come co-leader lavora nei progetti Nesso G (con i sassofonisti Francesco Bigoni e Michele Polga e il contrabbassista Danilo Gallo) e Dionysiac Hammond Trio (con Emiliano Pintori all’organo e Domenico Caliri alla chitarra).

Collaborazioni: Tim Armacost, Carlo Atti, Omer Avital, Gianni Basso, Francesco Bearzatti, Peter Bernstein, Paolo Birro, Michael Blake, Robert Bonisolo, Fabrizio Bosso, George Cables, Mark De Clive-Lowe, John Ellis, Antonio Farao’, Joel Frahm, Aaron Goldberg, Steve Grossman, Debbie Harry, Jon Hendricks, Frank Hewitt, Dan Kinzelman, Lionel Loueke, Joe Magnarelli, Junior Mance, Ronnie Mathews, Ron McClure, Fabio Morgera, Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Marc Ribot, Pietro Tonolo, Harry Whitaker, Richard Wyands.

Categoria: Concerti, Eventuali
6 novembre 2009
21:00

festival_festivals

In occasione dell’edizione 2009 di Festival of Festivals, Bologna Città dei Club e Il Posto ospitano uno showcase esclusivo con Silvia’s Magic Hands (in collaborazione con Irma Records), Musica per bambini ed Eterea Postbong Band (in collaborazione con Trovarobato).

silviasmagichandsJames Wood III da Dorset (Inghilterra) e Giuseppe Lovreglio da Taranto si incontrano nel 2007 e formano Silvia’s Magic Hands come duo di cantautorato folk. Nel 2008 un demo registrato su un pedale per chitarra è il biglietto da visita per arrivare alla finale regionale di Arezzo Wave. Completata la formazione con un batterista (Gianluca Casamassima, che poi entrerà a fare parte integrante del combo), aprono la serata finale per Paolo Benvegnù. A maggio vengono scelti per il casting I Miti Della Musica (Roxybar/Red Ronnie); a giugno vincono Il Rock è Tratto (rockIT!), e scelti per aprire la serata di Mario Venuti. Il loro sound è definito più volte passionale, sporco ma intenso! Vincono il contest Music in Progress. Vincono il premio della critica a Risonanze Unplugged a Padova. L’attività live viene affiancata da recensioni, contatti e apprezzamenti: BeautifulFreaks, HateTV, Rockerilla, Franco Dell’Amore, EUmagazine, M. Sgalambro, Cinicodisincanto, Indiexcui, Daybox rec, Mizar rec, gruppo della settimana su canali Kataweb (F.Galassi).

Contattati e accasati presso l’Irma records, finiscono di lavorare alle 10 tracce del loro primo album in casa ed “ingrossate” da Enri Zavalloni (Mike Patton). Un suono doppio che va dagli anni ‘50 ad oggi: dalle campagne inglesi al suono metropolitano indipendente americano. In bianco e nero: Bob Dylan, PJ Harvey, Black Rebel Motorcycle Club, Jeff e Tim Buckley, Iron&Wine, Jack White, The Gun Club, il Mississipi, Seattle, i vinili, il vino, le sigarette, le cantine e la carta da parati staccata tritati e resi buskers! Due chitarre, due voci, ed una sezione ritmica zoppicante. Vuoto ma mai troppo: Flying soucer for recreation.

musica_per_bambiniDio Contro Diavolo è il primo album su Trovarobato per Musica per Bambini, pseudonimo di Manuel Bongiorni. Il disco, interamente concepito/composto/prodotto al computer da Manuel Bongiorni, è un disco di musica elettronica. In questo caso l’elettronica incontra la canzone, per una formula che va aldilà del semplice pop sintetico, approdando in territori dove terremoti sonori, beat isterici e campionamenti si fondono con vere e proprie frane verbali, con significanti e significati in subbuglio. Uno spazio-tempo acustico dove dalla “musica per (i) bambini” si eredita semmai soltanto la filastrocca o il gioco verbale. Il mondo di Musica per Bambini è una sorta di medioevo talvolta espressamente citato a volte paventato attraverso stili musicali e culturali tolti dal loro contesto originale. Dio Contro Diavolo inoltre è un concept album dedicato ai Sette Peccati Capitali: qui vi si può trovare da ridere, da pensare e da inquietarsi (in parti eguali). Se ne apprezzeranno i risvolti alla Mike Patton/Mr. Bungle, gli scioglilingua alla Caparezza, l’ironia propria di Elio e le Storie Tese o la serietà a volte disarmante di alcune canzoni. A Dio Contro Diavolo hanno collaborato Alessio Bertallot e La Pina prestando la loro voce per alcuni brani. Musica Per Bambini (a volte chiamato MusicaPerBambini o MxB) ha pubblicato tre album: Nascondino coll’assassino (1998), Del Superuovo (2002), M__sica (2005). Nel 2006 ha dato alle stampe un disco col suo vero nome (Manuel Bongiorni) intitolato Storie per un Re, sponsorizzato dal Parco delle Fiabe del Castello di Gropparello (PC).Ha collaborato con Radio Deejay producendo la sigla finale del programma B-Side di Alessio Bertallot (stagione 2006 – 2007). Fra il 2007 e il 2008 ha collaborato con Dispenser, programma di Radio Due, fornendo alcuni brani e sigle di servizi. I concerti di MxB sono caratterizzati da originali performance teatrali, una sorta di teatrino punk che si avvale di attori, mimi e giocolieri. Questo tipo di esibizioni è stato portato, in forma ridotta, anche in radio (a B-Side su Radio Deejay) e in televisione (Your Noise su MTV). Dal vivo il gruppo è costituito dallo stesso Manuel con i fidi Andrea Mansi, Diego Parenti e Mirko Montesissa.

etereaGli Eterea Postbong Band sono una delle più incredibili macchine musicali mai apparse sul suolo italiota. De-evoluti a sufficienza, i quattro eterei indossano tute da lavoro e maschere antigas, dominando sicuri accrocchi di strumenti che sembrano tenuti in piedi con scotch e mollette: macchine da scrivere amplificate, chitarre laser, percussioni e batterie elettroniche lo-fi, timbro digitale ed impatto analogico uniti in una futuristica carrozzeria multicolore pensata per le alte velocità. Vincitori a ripetizione dell’ambitissima e molto underground “Gara delle batterie elettroniche”; fautori della situazionista “Operazione Salsa Bianca”, che li ha visti esibirsi a sorpresa davanti ai migliori chioschi notturni di kebab del regno. Sanguigni e cazzoni, sinceri e irriverenti, dotati soprattutto di elevate dosi di autoironia: sul palco, ogni loro esibizione è una festa assieme al pubblico. Epyks 1.0 è il nuovo album degli Eterea Postbong Band e segue l’acclamatissimo La chiave del 20, uscito nel 2007 per Wallace Records e diviso con i Uochi Toki. Epyks 1.0 è il primo atto di una saga in due capitoli ambientata nel fantastico mondo dei mezzi di comunicazione. Questi ultimi diventano veri e propri strumenti musicali che vanno ad interferire come stocastiche frequenze spurie il corso delle musiche. Lo “specchio” è poi una figura dominante nell’universo Epyks e ha un valore relativo all’interno della release 1.0 ed assoluto nella visione complessiva dell’upgrade 2.0. È questa una chiave di lettura che si estende a diversi livelli, dalla grafica della copertina (speculare tra interno/esterno), al numero dei brani (Epyks 2.0 avrà 21 tracce), all’ordine dei brani (nel 2.0 l’intera storia narrata sarà riletta a partire dalla fine), all’origine dei brani stessi: in Epyks 1.0 sono presenti infatti riletture di brani apparsi sul loro primo EP The Post-Bong Adventure (2004) e nel 2.0 ci saranno trasfigurazioni di brani tratti invece dal secondo EP Tecnosald (2005). Cavalcate epiche memori delle sublimazioni western morriconiane, lascivi rilassamenti exotici, scambi irregolari secchi e sardonici che ricordano i Primus e/o re Mike Patton, giostrine di periferia coi loro jingle a 8bit, momenti orchestrali che giocano a nascondino col ghigno beffardo di Danny Elfman e l’ironia tanto solida quanto sgangherata delle Mothers of Invention.