Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Concerti, Eventuali
8 ottobre 2009
22:30

vince-vallicelli3

Il ritorno a Il Posto di Vince Vallicelli, bluesman di razza tra i più famosi d’Italia accreditato nell’Enciclopedia del Rock italiano e vincitore dell’Italian Grammy Awards come miglior batterista italiano. Artista dall’inesauribile spirito d’iniziativa e dal ricchissimo carnet di esperienze maturate al fianco dei migliori interpreti del genere, Vince torna alla guida di una nuova esplosiva band plasmata a sua immagine, in cui spicca la voce della straordinaria cantante Gloria Turrini.
Il repertorio è principalmente fondato su leggendari brani Blues ma assapora anche accenti riconducibili al Soul, R&B, e ai ritmi trascinanti di New Orleans (Swing, Zydeco), oltre a qualche frammento dell’ultimo disco in dialetto forlivese, la sua città natale. In un live capace di regalare all’ascoltatore un’emozione profonda e sincera, Vince racconta 40 anni di musica vissuta in prima persona, da autentico giramondo del blues.

Enzo Vallicelli in arte Vince nasce a Forlì nel 1951. Inizia il suo percorso musicale all’età di quindici anni, quando l’attenzione per il ritmo si fa così forte da iscriversi al conservatorio di Pesaro Gioachino Rossini, per frequentare il corso di percussioni alimentando l’impulso di comunicare attraverso il linguaggio ritmico. Presto forma il suo primo gruppo: il Secolo 2000, continuando a suonare la batteria come autodidatta. Le sue esperienze si moltiplicano e si intrecciano al punto da trasformare una grande passione in una vera e propria professione e in uno stile di vita. Nel 1972 incontra Elio D’Anna, Corrado e Danilo Rustici degli Osanna e insieme a loro vola direttamente a Londra, dove incidono al Trident Studio’s un LP firmato Uno, seguito da una lunga tournée in Italia.
Questa esperienza rappresenta la prima tappa importante della sua carriera musicale, in cui comincia a delinearsi un profilo artistico caratterizzato da una forte personalità e un temperamento estroverso e trainante, capace di coinvolgere musicisti dotati di grande feeling. Accreditato nell’Enciclopedia Italiana del Rock (Arcana Editrice), l’attività musicale di Vallicelli prosegue dal 1980 al 1984 con varie tournée di cantautori italiani fra cui Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Pierangelo Bertoli, Alberto Solfrini, e fra le pareti ovattate delle sale d’incisione. Ma l’ambiente che più gli si addice è il palcoscenico, il contatto diretto con il pubblico dei club e dei festival che coglie l’energia e le emozioni sprigionate da un concerto. Guidato da uno spirito intraprendente continua ad esplorare nuovi linguaggi musicali come il Jazz, lo Swing, la Musica Brasiliana, il Blues, lo Zaydeco al fianco di musicisti di talento che lo portano a raffinare la sua tecnica virtuosa e a personalizzare il suo stile.
L’incontro determinante avviene nel 1988 con l’armonicista Andy J. Forest che gli fa da Cicerone sulla strada del Blues. Insieme per tre anni fanno molti concerti ed incidono due dischi: Grooverockbluesfunk’roll e Shuffle City (live at Montreux Jazz Festival 1989). Tiene concerti al fianco di cantanti che spaziano tra il Soul, il Blues, il Rhytm & Blues, come Shirley King (figlia di B.B. King), Karen e Jeanne Carrol, Angela Brown, Zora Young, Cheryl Porter, Ginger Brew, Crystal White, Kay Foster Jackson, Harriet Lewis. Tre anni di attività con la Rudy Rotta Band (1990-1993) lo portano sulla scena europea del blues, ottenendo ottimi apprezzamenti e permettendogli di suonare con personaggi dal calibro di Luther Allison, Sugar Blue (Rolling Stones, Frank Zappa), Lovie Lee e Carey Bell (pianista e armonicista di Muddy Waters), e Billy Gregory.
A questo punto della sua carriera Vince decide di formare una propria band, la Vince Vallicelli Band, dopo un lungo percorso di innumerevoli bacchette spezzate e pelli consumate, un collage di esperienze più o meno facili con l’intenzione di proseguire il percorso come protagonista della propria espressione musicale e del proprio stile. Vince dimostra tutto questo proponendo una Band tra le più qualificate della sfera Blues italiana. Al ritorno dagli States, e più precisamente Austin (Texas) e New Orleans (Louisiana) escono sul mercato due dischi: Chicken Gumbo col chitarrista americano Billy Gregory, e Tot loh doon Faruyè col cantante saxofonista James Thompson, seguito da New Blues, prodotto da G.G. King fondatore della NLM Records. Vincitore di un Italian Grammy Awards nel 2002 come miglior batterista blues italiano. Nel 2004 riprende la collaborazione con Eugenio Finardi che continua tutt’ora, e che ha visto l’uscita di due album, Anima Blues e Uomo.
Nel 2007 l’ultima fatica discografica, un ambizioso album in dialetto forlivese intitolato Côm’un cân sôta la lôna (Come un cane sotto la luna), pubblicato da HKM, celebre etichetta di world music. Il progetto originale e innovativo, che si avvale di vari ospiti tra cui Pippo Guarnera (hammond), Luisa Cottifogli e il violino di Andrea Costa (QuintoRigo), spinge Vince oltre i confini del blues per avvicinarlo alla world music. I brani in dialetto sono stati realizzati da Vince, in collaborazione con l’autore Claudio Molinari, inoltre, l’album comprende due canzoni rivisitate del cantautore forlivese Alberto Solfrini.
Si tratta di un’esperienza musicale di grande intensità, capace di unire tradizioni e strumenti diversi: dal funky parlato alle atmosfere calde di mandolino e fisarmonica, dal banjo alle chitarre elettriche. Il tutto è reso coeso dalla tradizione linguistica forlivese, con le parole che si fanno suoni, capaci di dettare atmosfere e stati d’animo per il loro potere onomatopeico, oltre che per il solo significato.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
6 ottobre 2009
22:00

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Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte

Reading musicale tratto dall’omonimo romanzo di Gianluca Morozzi.
Letture di Daniela Bortolotti e Giorgio Pozzi, alla chitarra lo stesso Morozzi, già chitarrista degli Street Legal, tribute band dedicata a Bob Dylan.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna, dove vive.
Per trent’anni non ha fatto nulla di importante. Dopo, ha pubblicato i romanzi Despero, Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte, Accecati dalla luce, la raccolta di racconti Luglio, agosto, settembre nero, L’abisso, Le avventure di zio Savoldi tutti pubblicati da Fernandel.
Presso Guanda editore ha pubblicato i romanzi Blackout, L’era del porco, L’Emilia o la dura legge della musica. Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo L’era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi.
Tra il 2006 e il 2008 vengono pubblicati all’estero i romanzi Panik (edito da Goldmann Verlag in Germania) e Blackout (edito da Bitterlemon Press in Inghilterra e negli Stati Uniti).
Tratto dall’omonimo romanzo, nel 2007, il film Blackout del regista messicano Rigoberto Castaneda.

Di se stesso Morozzi racconta, un po’ a casaccio: «Ho studiato giurisprudenza senza nessunissimo motivo al mondo, sono fermo alla tesi da tre anni. Sono il più grande tifoso del Bologna mai esistito. Prima di perdere tragicamente i capelli, assomigliavo a Kabir Bedi interprete di Sandokan. Adesso, tristemente, assomiglio a Pancaro il terzino. Vivo circondato di fumetti Marvel e Dc, i fumetti continuano ad aumentare, a crescere, occupano tutti gli spazi, s’infilano dappertutto. La mia serie a fumetti preferita di tutti i tempi è The incredible Hulk, nei dodici anni in cui è stata scritta da Peter David. Sono alto un metro e ottantatrè, ma sulla carta d’identità mi attribuiscono un centimetro in meno.
Ho un occhio bicolore, nel senso che nell’iride sinistra (marrone) c’è un visibilissimo spicchio azzurro. Cose che succedono. Il mio gruppo preferito di sempre sono gli Who. Il mio cantante preferito è Bruce Springsteen.
Il mio gruppo italiano preferito sono gli Afterhours».

Categoria: Concerti, Eventuali
3 ottobre 2009
22:30

Felice Del Gaudio – contrabbasso
Annibale Modoni – vibrafono
Giampiero Martirani – chitarra

Riapre la stagione del jazz con un omaggio a Charles Mingus, nel trentennale della sua scomparsa, personaggio unico nella storia del jazz, geniale contrabbassista che ha profondamente influenzato intere generazioni di musicisti. Sul palco tre autentici mostri sacri del panorama jazzistico quali Felice Del Gaudio, Annibale Modoni e Giampiero Martirani, che per l’occasione ricompongono un trio per contrabbasso, vibrafono e chitarra in omaggio alle atmosfere del Legendary Trio del 1943.

Bassista e contrabbassista, Felice Del Gaudio nasce nel 1960 a Maratea. Inizia i primi studi di chitarra nel 1975, nel 1978 scopre il basso elettrico e inizia a collaborare con Mango. Nei primi anni Ottanta comincia a studiare contrabbasso e si trasferisce a Bologna, dando vita a un’intensa attività fatta di studi al Conservatorio, stage musicali e collaborazioni con orchestre: Henghel Gualdi, Piergiorgio Farina e Dr. Dixie Jazz Band; con quest’ultima formazione inizia a incidere dischi e partecipa ad alcune trasmissioni della Rai. Durante un viaggio a Londra, incide un 45 giri con il gruppo Hit List, che lo porterà nella Top 40 britannica. Da segnalare le collaborazioni con Alan Sorrenti, Tullio De Piscopo, Lucio Dalla (sodalizio storico, dall’epoca di Cambio), Biagio Antonacci, Mina (per Mina in black), e con tanti altri musicisti stranieri tra cui Paul Wertico e Amii Stewart. Ha suonato in Francia, Inghilterra, Germania, Australia, Indonesia, Portogallo e Capo Verde. Ha partecipato come session man a più di 30 incisioni e ha al suo attivo due album come solista, Asylum (1998) e La Via Lattea (2006).

Pianista e vibrafonista tra i più apprezzati in Italia, Annibale Modoni ha suonato con le più grandi orchestre italiane e rappresenta 50 anni di musica italiana. Scopre la fisarmonica ancora sedicenne, quasi per gioco. Appassionatosi solo in seguito a pianoforte e vibrafono, non ha ancora vent’anni quando comincia a suonare nell’orchestra del maestro Sergio Nardi: in quel periodo incontra a Milano Lionel Hampton, che sfida a colpi di battente. Gli anni Sessanta lo vedono in più occasioni al fianco di Chet Baker, ma il sodalizio che ha segnato la sua carriera è stato quello con Henghel Gualdi. È l’arrangiatore delle musiche della Doctor Dixie Jazz Band (la cui storia è narrata nel romanzo televisivo di Pupi Avati). Ha collaborato con Piergiorgio Farina, Renzo Arbore, Andrea Mingardi e Felice del Gaudio. Il suo ultimo disco è stato inciso alla Cantina Bentivoglio con Checco Coniglio, Felice del Gaudio, Lela Barbieri. È uno dei grandi vibrafonisti italiani insieme a Dubecco, secondo i giudizi dei principali esperti nel campo musicale. La sua bravura di pianista si estrinseca nel famoso arrangiamento dedicato a George Gershwin.

Giampiero Martirani, nato a Bologna, si avvicina alla chitarra a dieci anni. Studia chitarra classica prima di dedicarsi alla chitarra jazz partecipando ai seminari didattici con artisti di fama internazionale come Barney Kessel, Jim Hall, Mick Goodrick, John Abercrombie, Joe Diorio, Pat Martino, John Scofield, Scott Henderson, Barry Harris. Nel 1986 ha frequentato la Berklee School a Umbria Jazz con Gary Barton. Perfeziona la proprie conoscenze musicali studiando armonia e composizione. Ha conseguito al conservatorio G.B Martini di Bologna il Diploma musica Jazz di I e II livello con 110 e lode. La sua versatilità lo porta a suonare più stili musicali, ottenendo numerosi ingaggi come turnista e collaborando con diversi artisti, tra i quali Mia Martini, Tour Baraldi–Dalla, Biagio Antonacci e Iskra Menarini. Dal 1979 si dedica al jazz, impegnato col suo trio e altri artisti come Giorgio Baiocco, Piergiorgio Farina, Henghel Gualdi, Piero Odorici e Carlo Atti, nei jazz club italiani e in varie rassegne. Nel 1999 ha fatto parte della giuria della quinta edizione del concorso internazionale di composizione in memoria delle vittime del 2 Agosto 1980 presieduta da Eliot Fisk. Nello stesso anno ha eseguito in Piazza Maggiore, in qualità di solista con l’Orchestra Arturo Toscanini diretta da Daniele Callegari, il concerto per chitarra elettrica Conflicts and Resolutions. Ha suonato nel 2001 per tre serate alla Cantina Bentivoglio con il suo trio insieme a Wynton Marsalis e molti musicisti della Jazz at Lincon Center Orchestra. Dal 2002 si dedica alla musica Manouche (stile Django Reinhardt) con il Martirani Gipsy Swing. Nel luglio 2008 suona con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna nell’Opera Jackie O. Lavora inoltre come arrangiatore e compositore realizzando numerose colonne sonore per documentari e spot pubblicitari radiotelevisivi.

Categoria: Concerti, Eventuali
1 ottobre 2009
22:30

spaccailsilenzio1

Luigi Grella – voce, chitarra e armonica
Feliciano Grella – basso e contrabbasso
Cristiano Delfino – batteria

Dal 2006 sotto l’egida di Guido Elmi, icona della discografia italiana, e della sua etichetta, la NOPOP, Spaccailsilenzio! è un trio campano dal sound marcatamente acustico ma non per questo necessariamente soffice e delicato. Una fusione di rock, jazz e rap che confluiscono in folk ballad dal forte impatto emotivo.

Trio campano composto dai due fratelli napoletani Luigi Grella (voce, chitarra e armonica), Feliciano Grella (basso, contrabbasso), e dal batterista Cristiano Delfino. La peculiarità del gruppo sta nel sound marcatamente acustico (Luigi molto raramente imbraccia l’elettrica) ma non per questo necessariamente soffice e delicato. Anzi la loro scommessa sta proprio nell’esprimere forza ed energia senza abusare dell’elettrificazione e dell’amplificazione, in uno stile che fonde generi distinti come rock, jazz e folk ballad.
Il 18 Luglio 2006 firmano il loro primo contratto discografico con la NOPOP music development devices di Guido Elmi, entrando così a far parte dell’antologia BANDS a new adventure in Rock, distribuita da EMI Italia. L’anno 2007 segna il debutto ufficiale live all’estero, dove la band riscuote notevole successo e approvazione nelle quattro tournèe europee in Inghilterra, Olanda, Svizzera e Germania.
Nel 2008 con la band collabora estemporaneamente, in veste di clarinettista, Lucio Dalla, mentre il fido Guido Elmi suona per loro le percussioni, oltre ad aver coprodotto esecutivamente anche la seconda fatica discografica del combo partenopeo Extended Play 2009.

Già supporter di Vasco Rossi, Gianluca Grignani, Niccolò Fabi, Riccardo Sinigallia, Gem Boy, Skiantos, Folkabbestia, Pietra Montecorvino, Nomadi, Andrea Mingardi, 99 Posse e Angelo Branduardi.

SpaccailSilenzio! è presente nei dvd RoxyBar n°15, n°20 e n°24 presentati da Red Ronnie. Vincitori di numerosi premi: premio del pubblico Songwriters 2006, II° premio Fly Zone Rock Festival, Premio Megaris 2003, Premio della Critica Montorock Festival, e finalisti dei concorsi nazionali Rock rEvolution e La canzone italiana d’autore.