Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Concerti, Eventuali
10 ottobre 2009
22:30

miro_fenice

Presentazione dell’ultimo album La Fenice

Eccezionale data bolognese per Andrea Mirò, tra le più importanti cantautrici della musica leggera italiana, sul palco de Il Posto con tutta la sua classe di compositrice e interprete nel presentare l’ultimo album La Fenice (Anyway Music). Giunta al sesto disco solista, Andrea Mirò apre una nuova stagione artistica, quella della definitiva maturazione di un’autrice le cui qualità musicali e vocali sono davvero uniche nel panorama della musica italiana.
«Non mi affeziono a qualche mia canzone di più che ad altre – racconta –, è solo che alcune mi arrivano tra le dita in maniera più naturale, sembrano il semplice prolungamento del mio essere e dei miei pensieri…». Ed è questa rara capacità, acquisita con l’esperienza, di comporre con estrema naturalezza testi semplici e diretti come racconti brevi, e melodie essenziali, mai banali, la caratteristica distintiva dei brani di questo nuovo album, interamente registrato da Andrea Mirò e presentato a Il Posto con arrangiamenti scarni, come ritratta nella copertina del disco, nuda e priva di orpelli, nella sua presente astrattezza. «È il disco che mi rende più fiera – continua Andrea –, dieci inediti e due cover: la prima è The Riddle di Nik Kershaw, scelta per ricordare agli scettici quanto gli anni ’80 siano stati pieni di belle melodie, a parte l’uso a volte improprio ed eccessivo dei suoni elettronici più stucchevoli e beceri; l’altra è l’Hymne A L’Amour di Edith Piaf, scelta per un’artista che rimane, ancora oggi, inarrivabile ed estremamente carica di pathos nella propria vocalità».

Andrea Mirò, piemontese di nascita e milanese d’adozione, incontra la musica sin da bambina, rivelando una predisposizione a suonare qualsiasi strumento le capiti tra le mani. Studia violino e pianoforte al conservatorio, a quindici anni canta nel coro polifonico del teatro di Alessandria e inizia così a costruirsi quel bagaglio “classico” che entrerà a far parte del suo background musicale.
Nel 1986 vince il Festival Voci Nuove di Castrocaro con il brano Pietra su pietra; nel 1987 partecipa al Festival di Sanremo – categoria Giovani, con il brano Notte di Praga; nel 1988, dopo aver conquistato la critica, ritorna al Festival con il brano Non è segreto, scritto da Mango.
Terminati gli studi, pubblica nel 1991 il suo album di debutto, Mirò (EMI), che si avvale delle collaborazioni di Mango e di Eugenio Finardi. Lo stesso anno duetta Roberto Vecchioni in Tema del soldato eterno e degli aironi, per l’album Camper, poi l’anno seguente con Luca Madonia nella canzone Meglio da soli. Seguono due anni di collaborazioni, partecipazioni ed esperienze musicali live, ma l’obiettivo di Andrea è quello di diventare autrice di musiche e parole.
Nel 1994 Enrico Ruggeri è alla ricerca di un chitarrista, un tastierista, un violinista e una corista per la sua nuova tournée: Andrea è la risposta.
Nel 1996, dopo essere stata di supporto a Ruggeri per ben tre anni, come polistrumentista e corista, trascorre due anni nell’organico del gruppo live di Ron. Dello stesso anno è inoltre la partecipazione al musical Jesus Christ Superstar, nel ruolo di Maddalena. Nel 1997, ormai legata sentimentalmente a Enrico Ruggeri, del quale è diventata compagna nella vita così come nel lavoro, incide con lui il brano La poesia. Inoltre cura e canta la parte vocale della colonna sonora del film Le acrobate di Silvio Soldini. Nel 1998 sale sul palco dell’Ariston affiancando Ron nel brano Un porto nel vento.
Nel 1999, tornata a far parte del team di Enrico Ruggeri, con lui incide Anna e il freddo che ha e La chanson de Mimie. Negli spettacoli di Ruggeri, Andrea ha modo di iniziare a proporre i propri brani, che riscontrano successo immediato nel pubblico. Tale risultato induce lo stesso Ruggeri, con i collaboratori Schiavone e Crippa, a produrre il secondo album da solista, Il centro dei pensieri (Columbia), con una rinnovata immagine e con un nuovo repertorio di cui Andrea è finalmente autrice. Il disco contiene il brano La canzone del perdono, presentato nel 2000 a Sanremo e giunto al 4° posto nella classifica finale della categoria Giovani.
Nel 2001 Andrea è in tour con Ruggeri e incide il suo terzo lavoro dal titolo Lucidamente (Anyway Music), per il quale è autrice di tutte le musiche e i testi, oltre a suonare quasi tutti gli strumenti. Tra i brani contenuti nell’album il duetto con David Surkamp della cult band Pavlov’s Dog su The fairest of the season (musica di Jackson Browne, testo di Nico dei Velvet Underground). Nel 2002 Andrea accompagna Enrico Ruggeri al Festival di Sanremo, dirigendone l’orchestra per l’esecuzione del brano Primavera a Sarajevo, di cui è coautrice.
Nel 2003 duetta ancora con Enrico Ruggeri al Festival di Sanremo con il brano Nessuno Tocchi Caino. Prima dell’inizio del tour del cantautore milanese, Andrea parte per Madrid come testimonial dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino, lega internazionale per l’abolizione della pena di morte nel mondo. Nello stesso anno escono l’album live dal titolo Andrea Mirò, seguito dall’omonimo libro scritto da Mario Bonanno (Bastogi Editrice) che raccoglie il suo percorso musicale. Nel nuovo disco di Enrico Ruggeri, Gli occhi del musicista, Andrea suona il violino, scrive gli arrangiamenti degli archi che dirige e cura i cori. Scrive inoltre la prefazione del libro di poesie di Valeria Rogolino, Ali di cera (Lorenzo Editore).
Nel 2005 pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo Andrea (Anyway Music). Dodici brani, dieci inediti che musicalmente declinano un po’ tutte le anime di Andrea (pop, rock, classica), più due “classici” outsider assoluti: un’affascinante versione di Lili Marleen, e un quasi recitato Heroes di David Bowie. Il 19 aprile 2005 diventa mamma di Ugo Federico Benedetto. Esce il nuovo disco di Enrico Ruggeri, Amore e Guerra, in cui ancora una volta Andrea suona piano e tastiere, scrive e dirige gli arrangiamenti dell’orchestra e cura i cori, oltreché coautrice del brano Quando sogno non ho età. Tra maggio e ottobre partecipa alla rassegna dedicata a Lucio Battisti, insieme a Bruno Lauzi ed Eugenio Finardi, mentre in luglio è sul palco del Festival Giorgio Gaber a Viareggio, sorprendendo pubblico e critica con l’esecuzione di Il conformista e Il luogo del pensiero. In settembre partecipa al 1° Summit Internazionale delle Madri della Terra per la Pace nel Mondo, in occasione della premiazione di Hassiba Boulmerka, mezzofondista algerina e medaglia olimpica alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, alla quale Andrea ha dedicato un brano contenuto nel disco del 2005. A novembre partecipa alla serata dedicata a Freddie Mercury “The legend lives on”, a quindici anni dalla sua scomparsa, e la sua suggestiva interpretazione di Love of my life, eseguita al pianoforte, sarà uno dei momenti più toccanti di tutta la serata.
Nell’aprile 2007 esce A fior di pelle (Anyway Music), dal singolo trainante Il vento, supportato dal video girato in Marocco, fortemente evocativo dei temi affrontati nell’ultima opera dell’artista: undici canzoni dalle tematiche forti – tra cui spicca il duetto con Neri Marcorè in Preghierina dell’infame, à la Brecht, e le cover di Lontano dagli occhi (riletta in una chiave totalmente inaspettata) e di Don’t let me be misunderstood (nel recupero della versione originaria degli Animals). La buona promozione mediatica del disco lancia una serie di date in giro per l’Italia e prepara l’uscita in settembre del video di Lontano dagli occhi. A dicembre presenta ad Asti la nuova biografia, Andrea, c’est moi, scritta a quattro mani con Valeria Rogolino.
L’8 maggio 2009 esce La Fenice (Anyway Music), nuova e ultima fatica discografica di Andrea. Tanti i temi trattati nel disco: dall’autonomia femminile, alla metafora del viaggio come ricerca dentro e fuori di sé, dai piccoli-grandi dolori quotidiani, alla sbagliata risposta alle proprie paure, alle occasioni perdute ma che è in fondo possibile sempre ritrovare, dalla solitudine che respira chi vive e lavora lontano dal proprio Paese, alle trasformazioni apparenti attraverso la chirurgia estetica. Oltre ai dieci inediti, che per Andrea sono come tatuaggi scolpiti sulla propria pelle, La Fenice contiene due cover apparentemente insolite e molto diverse fra loro: la prima è The Riddle (di Nik Kershaw), un classico degli anni ’80, bistrattati quanto amati da Andrea Mirò, che con questo omaggio invita a rivalutare le melodie pop di quel periodo, solo apparentemente fuori dal tempo. E poi Hymne A L’Amour, l’inno all’amore di Edith Piaf, un motivo indimenticabile, riletto in modo del tutto diverso dall’originale, mantenendone però il pathos e l’attitudine di una donna fiera che affronta le asperità della vita, rigenerandosi con la forza del suo amore.
Andrea Mirò è ospite in giugno al Premio De André a Roma e infine a Milano, allo Stadio San Siro per il concerto evento Amiche per l’Abruzzo.