Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Concerti, Eventuali
31 ottobre 2009
22:30

amarchord-duo
Ljuba De Angelis – voce
Filippo Poderini – chitarra acustica

Il Posto festeggia a modo suo la notte di Halloween con un menù speciale e un concerto vintage in compagnia dell’Amarchord duo, un ricercato e brillante tuffo nel passato che si ispira al felliniano recupero delle memorie popolari di Amarcord. Canzoni che vanno dagli anni Venti agli anni Settanta e artisti come Patty Pravo, Mina, Buscaglione, Ivan Graziani, Edith Piaf vengono reinterpretati e passati in rassegna insieme ai grandi classici del jazz: brani come Paloma Negra o Mas que nada imbarcano l’ascoltatore su un volo diretto per l’America Latina.
Amarchord nasce dall’incontro di due musicisti “immigrati” a Bologna dal centro Italia. La chitarra acustica di Filippo Poderini si intreccia con la voce di Ljuba De Angelis nel riarrangiamento di brani italiani e non. «Partendo da Pino Daniele e le sue bossa partenopee ci trovammo ad arrangiare i più noti standard jazz e blues — raccontano —, fino a tornare in Italia con Mina e Patty Pravo a braccetto con Fred Bongusto… L’ambizione fu però premiata con il successo dal vivo e per questo il progetto continua alla ricerca di nuovi lidi sonori da esplorare. In questo piccolo laboratorio musicale, giochiamo come alchimisti con le sensazioni che ogni canzone può regalare, trasformandole e stravolgendone il sound originale, in onore di quel piacere che si prova a riportare a galla qualcosa del passato, riadattandone il sound a sensazioni più attuali».

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
29 ottobre 2009
21:00

morra-piatti
disco-doro1

Un classico de Il Posto la serata in stile Nick Hornby di Alta Fedeltà in compagnia di Morra mc, dj di Radio Città del Capo, e in collaborazione con lo storico negozio musicale Disco D’Oro. La passione per la musica e quella per la buona cucina sono gli ingredienti principali di Mangia con i piatti. Durante la cena, Morra mc suggerirà una colonna sonora assecondando i gusti dei commensali, che potranno infatti intervenire sulle sonorità proposte portando con sé, naturalmente su vinile, il pezzo da ascoltare durante la loro cena ideale.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
27 ottobre 2009
22:00

storie-terra-e-rezdore2

C’era una volta la rezdora, la reggitrice del desco familiare, la massaia governante e cuoca che amministrava con oculatezza e sapienza le risorse alimentari di casa. Oltre duecento testimonianze di questa grande tradizione gastronomica sono raccolte nel documentario Storie di terra e di rezdore, presentato in collaborazione con CTM – Altromercato e la cooperativa sociale ExAequo, all’interno della manifestazione Equo per Tutti promossa per rilanciare l’attenzione sulla campagna “Diritto al cibo”. Il documentario è un racconto di uomini e donne della provincia modenese, della loro antica povertà e di un’orgogliosa sapienza gastronomica. Un racconto di com’era un mondo nel quale agricoltura, allevamento e alimentazione non erano ancora stati separati dal mercato.

Categoria: Concerti, Eventuali
23 ottobre 2009
19:30

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showcase di presentazione del nuovo album
Coming tomorrow – part one

Atteso nuovo album per il trombonista Gianluca Petrella, grande talento del jazz italiano, ormai divenuto una solida realtà, come dimostra il suo invidiabile palmarès. Con questo appassionato omaggio a Sun Ra, insieme alla esplosiva Cosmic Band, si conferma musicista eclettico e amante della sperimentazione. Ideata per celebrare Sun Ra, l’orchestra prende presto il passo e guadagna subito le sembianze del leader Gianluca Petrella, che disegna una musica totale, una commistione deflagrante: si incontrano il solismo free e l’utilizzo delle sezioni che richiama tanto Frank Zappa quanto Duke Ellington. Un non-format, timbricamente inedito, che schiera trombone, tromba, sax tenore sostituito qua e là dal clarinetto, sax baritono, violoncello, chitarra, synth e una corposa sezione ritmica. Tutti musicisti che hanno poco più di venti anni, energia e talento da vendere.

Ospite d’eccezione a Il Posto, Gianluca Petrella (Trombone) sarà accompagnato sul palco da Beppe Scardino (sax baritono), Gabrio Baldacci (chitarra elettrica) e Federico Scettri (batteria).

TRACKLIST:
1.space is the place (4:29) 2.flexible (the forest version) (3:37) 3.saturn (10:33) 4.speaking: “space is the place” (0:50) 5.a little beat waltz (5:20) 6.bassism (7:15) 7.we travel the spaceways (6:19) 8.orbital perc. (2:16) 9.three undisciplined satellites (3:31) 10.the second start to the right (6:01) 11.coming tomorrow (5:46)

Gianluca Petrella nasce a Bari nel marzo del ‘75, si diploma al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti nel ‘94. Nel ‘93 inizia una lunga collaborazione con il sassofonista Roberto Ottaviano che lo inserisce nel suo ultimo progetto discografico, che vede inoltre protagonisti Michel Godard (tuba), Tom Varner (corno), Marcello Magliocchi (percussioni). Sempre nel ‘93 partecipa ad un altro progetto discografico che lo vede ospite assieme al sassofonista americano Greg Osby. Nel ‘95, come primo trombone nella O.F.P. Orchestra, suona sotto la direzione di Carla Bley, Steve Coleman e Bruno Tommaso. Partecipa alla compilation Italian Jazz Today prodotta da Musica Jazz e allegata alla rivista del gennaio ‘96. Nel ’97, trascorso un periodo in Germania dove suona con diversi musicisti tedeschi e olandesi, collabora poi con Enrico Rava, Roberto Gatto e Paolino Dalla Porta nelle rispettive formazioni.
Lunghissima la lista delle collaborazioni con musicisti internazionali: Steve Swallow, Joy Calderazzo, Jimmy Owens, Greg Osby, Carla Bley, Gerard Pansanel, Klaus Suonsaari, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Joel Allouche, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano e Steven Bernstein. Collaborazioni con musicisti italiani: Enrico Rava, Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Roberto Ottaviano, Paolino Dalla Porta, Paolo Fresu, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e altri. Partecipa a numerosi importanti festival internazionali in tutto il mondo fra i quali spiccano i festival di Montreal, Toronto, San Francisco, Chicago, Rio de Janiero, Oslo, Londra, Berlino, Umbria Jazz e i Blue Note Jazz Club di Tokyo e New York.
È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici. Collabora infatti con Manu Di Bango, John De Leo, in duo con Giovanni Lindo Ferretti oltreché con vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati, come nel caso dei celebrati 9lazy9 (Ninja Tunes) o gli osannati e ormai storici Matmos. Nel palmares anche una straordinaria versione jazz del lavoro classico scritto da Jon Lord per i Deep Purple, presentato al Teatro Asioli di Correggio nel corso 2006. Nel 2000 è membro dell’Orchestra National de Jazz diretta da Paolo Damiani. Nel 2001, Gianluca vince il referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz quale miglior “nuovo talento nazionale” e ha raccoglie un prestigioso award per l’importantissimo Django d’Or internazionale, sempre in qualità di “miglior talento” europeo.
È del 2004 la svolta come leader, e l’importante contratto discografico che lo lega con Emi/Blue Note. Attualmente è attivo con il suo Indigo 4 (con Francesco Bearzatti, Paolino Dalla Porta e Fabio Accardi), il Bread & Tomato Trio accanto a Michele Papadia e Fabio Accardi, il duo con Antonello Salis oltreché con il progetto Domino Quartet che lo affianca a Sean Bergin, Antonio Borghini e Hamid Drake. Recenti aggiunte ai progetti sono il nuovo quartetto Tubolibre e la Cosmic Band, con la quale ha dato alle stampe un cd per la collana del settimanale L’Espresso.
È artista dell’anno, nel Top Jazz della rivista Musica Jazz per il 2005. Vince, nel 2006 (primo italiano nella storia) il celebre Critics Poll della rivista Down Beat nella categoria “artisti emergenti”. È invece del 2007 la conquista del Paul Acket Awards (meglio conosciuto come Bird Award), consegnatogli nella prestigiosa sede del Royal Conservatory de L’Aja, in qualità di “Artist Deserving Wider Recognition” e, bissando il successo dell’anno precedente, conquista nuovamente il primo posto nel Critics Poll della rivista Down Beat nella categoria “artisti emergenti”.

Categoria: Concerti, Eventuali
22 ottobre 2009
22:30

campobasso-manzoni1

Mauro Manzoni – ance, flauti, live electronics, percussioni
Mauro Campobasso – chitarra acustica ed elettrica, live electronics

Mauro Campobasso e Mauro Manzoni collaborano insieme da circa un decennio. Dopo aver lavorato insieme in varie produzioni musicali, hanno deciso di avviare un sodalizio a due, firmando due album, Punto Zero (DDQ, 2004), in duo, e Transitions (Dodicilune Records, 2007), in quintetto. Contestualmente sono nati due progetti multimediali: il primo, Chaplin in Jazz, prodotto e commissionato dal festival Metastasio Jazz di Prato nel 2005, ed il secondo nel 2008, Omaggio a Stanley Kubrick, prodotto e commissionato da Lucio Fumo per l’ente Teatri di Pescara e Pescara Jazz. Entrambe le produzioni sono state realizzate con la direzione artistica del musicologo Stefano Zenni.

Il luogo musicale Punto Zero 2 è un terreno ideale per ripercorrere alcuni dei percorsi intrapresi nelle ultime produzioni ma anche un sistema di rivitalizzazione del repertorio e di ricerca di nuove forme sonore. Un duo in cui la dimensione canonica del dialogo strumentale è parzialmente abbandonata in favore di un dialogo aperto su territori sonori elettronici e rumoristici, in cui gli strumenti principali dei musicisti vengono quasi nascosti e mascherati dalla manipolazione del suono effettuata in tempo reale da parte degli stessi musicisti. I temi canonici, la composizione organizzata e improvvisata, le canzoni, gli echi e i ricordi sono ridotti all’essenza. L’evocazione di un’immagine sonora è il perno essenziale della ricerca del duo.

Categoria: Eventuali, Mostre
20 ottobre 2009
18:30

gummy

Fino al 23 novembre 2009

Il Posto ospita Ramblin’, un’esposizione di fotografie di Matteo Gabella.
La mostra costituisce il tributo del fotografo alle sfuggenti composizioni che la normalità quotidianamente offre ai nostri occhi, con un linguaggio proprio della street photography. La street photography è una modalità di approccio al reale che si svolge nel singolo istante che intercorre tra lo scorgere una situazione e l’immortalarla in una fotografia. Le ambientazioni sono tanto varie quanto lo sono i luoghi visitati e percorsi dal fotografo. Gli scatti non rivelano filo conduttore né consequenzialità, fatta eccezione per lo sguardo dietro l’obiettivo, l’unico vero punto (di vista) fermo, ma allo stesso tempo sempre in movimento.
Gli scatti di Matteo Gabella tradiscono il debito con l’arte cinematografica espressionista, nella sua tendenza a forzare le parole e le immagini in funzione di un’espressività più intensa e profonda. Le immagini, montate su ampi pannelli neri, offrono all’occhio uno squarcio su un mondo a volte ironico, a volte insolito, sempre fortemente evocativo. Queste foto ritraggono luoghi, persone e particolari marginali e dichiarano il loro amore per il mondo mediocre eppur stupefacente, che ognuno di noi può vedere semplicemente girovagando. Ramblin’, appunto.

Matteo Gabella nasce a Bologna nel 1975, dove vive e lavora. Da sempre attratto dall’immagine in ogni sua forma, nel 2001 comincia a muovere i primi passi come fotografo: il suo percorso si è andato formando attraverso diversi stili, dal ritratto alla rappresentazione del non-luogo fisico, sempre mantenendo come filo conduttore una ricerca del particolare decadente o bizzarro. Attualmente la sua predilezione è catturare i frammenti di quotidianità, che intrappola in composizioni quasi irreali, cercando rimandi all’arte cinematografica espressionista verso la quale si ritiene debitore.
Il suo lavoro è raccolto nel sito personale: www.stranigiorni.com

Inaugurazione a partire dalle 18.30.
Ingresso libero.
Fino al 26 novembre.

Categoria: Concerti, Eventuali
17 ottobre 2009
22:30

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Alessandro Altarocca – pianoforte
Tino Tracanna – sax

Dopo oltre quattordici anni di intensa collaborazione alle spalle, Alessandro Altarocca e Tino Tracanna decidono di proporsi anche nella dimensione intimamente creativa del duo. Pianoforte e sax sono gli strumenti che compongono il Synduo, per un repertorio che pesca a piene mani dal corpus monkiano e vi affianca composizioni originali nel segno di una forte impronta ritmica e improvvisativa, da tempo il tratto stilistico di questi affermati musicisti che vantano un ricchissimo elenco di collaborazioni nazionali e internazionali.

Alessandro Altarocca nasce musicalmente a sei anni, precocissimo talento, età in cui inizia gli studi classici di pianoforte. A sedici è l’incontro con il jazz, grazie all’insegnamento del pianista bolognese Silvano Salviati; successivamente approfondisce tecnica e improvvisazione frequentando i corsi estivi di Siena Jazz nel ‘90 e masters con Franco D’Andrea e John Taylor. Dalla sua prima apparizione live datata 1988 (in trio con Stefano Travaglini e Lele Barbieri) ha avuto modo di esplorare svariati ambiti della musica moderna e contemporanea, partecipando a diverse manifestazioni, a festivals e rassegne nazionali ed internazionali di musica, con un’attenzione particolare nella ricerca all’analisi delle diverse forme stilistiche del jazz. Sono così nate in questi anni le numerose collaborazioni: con i nomi più conosciuti della tradizione italiana, quali Hengel Gualdi e Piergiorgio Farina (nel cui quartetto suona dal ‘91); con musicisti bolognesi ormai affermatisi nel panorama nazionale come Marco Tamburini, Piero Odorici e Carlo Atti; con artisti già consolidatisi a livello europeo quali Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Massimo Manzi (con i quali fonda nel ‘95 l’Helios Quartet), ed ancora Ares Tavolazzi, Ellade Bandini, Alberto Borsari e Francesco Petreni. Non sono mancate inoltre le esperienze con musicisti americani, quali Keith Copeland, Steve Trovato, Bobby Durham, Steve Ellington e Tom Kirckpatrick, e neppure con la musica di ricerca orientata verso caratteri più marcatamente contemporanei (citando solo alcuni artisti dell’avanguardia bolognese: Guglielmo Pagnozzi, Fabrizio Puglisi, Domenico Caliri e Stefano De Bonis); collaborazioni che nel febbraio 2001 sono valse la menzione di talento emergente tra i jazzisti emiliani presso la prestigiosa rivista Musica Jazz. Tra agosto 2001 e aprile 2002 accompagna la cantante brasiliana Claudia Mar. S. S. in una breve tournée nell’Italia centro-meridionale, esperienza che gli consente di approfondire le conoscenze riguardo alla cultura musicale “nord-estina” e brasiliana in generale. Numerose le partecipazioni a festival e rassegne di musica jazz e contemporanea, e le collaborazioni anche con la musica pop (Fausto Leali, Amy Stewart, Iva Zanicchi, Bruno Lauzi), tra le quali si inseriscono diverse incisioni discografiche, trasmissioni su reti RAI e MEDIASET, ed il Mediolanumtour 1998 di Andrea Mingardi (col quale nel luglio 2002 ha peraltro aperto il Porretta Soul Festival insieme alla Village Big Band). Dal 1990 è inoltre attivo in diverse formazioni (jazz, soul, fusion) come contrabbassista e bassista elettrico. Attualmente collabora in qualità di musicista e arrangiatore con case discografiche e di produzione (tra cui l’IRMA Records), oltre agli impegni sia come solista in diverse formazioni jazz, che come insegnante: dal 2000 è infatti docente della MusicAcademy 2000, succursale italiana del L.A.M.A. di Los Angeles, dove attualmente è capo-dipartimento e responsabile didattico del settore piano-tastiere, nonché membro dei 2000 HEADS, la band della scuola formata dai capi-dipartimento dei vari strumenti, con cui è occupato in concerti e clinics in tutta la penisola.

Cosa si può dire di Tino Tracanna? Con una cinquantina di album all’attivo da solista si tratta della storia nota di una carriera straordinaria. Livornese classe ’56, dal 1981 fino ai primi anni ‘90 fa parte del gruppo di Franco D’Andrea con il quale partecipa a numerosi festival nazionali e internazionali e incide cinque album, due dei quali (No Idea of Time e Live) vengono premiati come miglior disco dell’anno dalla rivista Musica Jazz tra l’84 e l’86. Dal 1983 fa parte del quintetto di Paolo Fresu con il quale compie numerosi tour in Italia e all’estero e incide numerosi album, tutti accolti con favore dalla critica e dal pubblico, tra cui miglior disco per Musica Jazz nel ‘90 con Live in Montpellier e miglior gruppo l’anno seguente. Vanno ricordati inoltre Night on the city e il più recente Melos, album vincitori del prestigiosissimo premio francese Django quali migliore realizzazione discografica europea negli anni 1995 e 2001. Dal 1985 è leader di un proprio gruppo con il quale realizza cinque LP ben accolti dalla critica e dal pubblico, col quale ha partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali. Dal 1995 è docente di jazz presso diversi Conservatori Italiani, attualmente titolare della Cattedra di Jazz al Conservatorio G. Verdi di Milano. Sterminato l’elenco delle sue collaborazioni e dei festival a cui partecipa in giro per il mondo: Franco D’Andrea, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Dave Liebman, Steve Lacy, Garrison Fewell, George Cables, S. La Spina, Jeff Williams, Marlene Dietrich, G. Ferris, Barry Altschul, Mark Helias, Jimmy Knepper, Tomasz Stanko, Stefano Gervasoni, Tiziana Ghiglioni, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Gianni Cazzola, Maria Pia De Vito, Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti, Pino Minafra, Carlo Bagnoli, Sante Palumbo, Enrico Rava, Roberto Gatto, Muhal Richard Abrams, Gianni Basso, Danilo Rea, Augusto Mancinelli, Giovanni Tommaso, Mauro Grossi e altri ancora.

Categoria: Concerti, Eventuali
15 ottobre 2009
22:30

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Alessandra Mostacci – pianoforte
Paolo Buconi – violino e voce

Concerto-recital di musica klezmer con incursioni e contaminazioni di musica classica, in compagnia di Alessandra Mostacci, al pianoforte, e Paolo Buconi, al violino e voce simultanei. All’originalità dell’accostamento musicale colto, dai virtuosismi pianistici alle sonorità morbide della musica contemporanea fino alle atmosfere rarefatte della musica ebraica, si unisce la novità dell’elemento diafonico voce-violino. Il mondo magico del klezmer raccontato anche attraverso pagine della letteratura yiddish. Musicisti e compositori romantici hanno attinto a piene mani, per intramontabili capolavori, a temi e citazioni popolari, naturale quindi che musicisti di estrazione colta si dedichino a questo stimolante recupero, consentendo anche agli appassionati del genere di ampliare orizzonti e conoscenze. Nel corso del programma, oltre alle suggestive atmosfere klezmer e gitano giudee, verranno interpretati alcuni brani di Erik Satie e faranno capolino qua e là anche citazioni colte da Bartok, Brahms, De Falla, Sarasate, Albeniz e altri grandi compositori. Ricordo e ironia, amaro e dolce sapientemente dosati per evocare sensazioni nuove e antiche, nella magia della musica klezmer, capace di sorridere tra le lacrime…

Alessandra Mostacci, pianista e compositrice, figlia del noto pianista Luigi Mostacci. Si diploma al Conservatorio G. B. Martini di Bologna nel 1988 sotto la guida di Ernestina Argelli, e nel 1990 al Conservatorio Europeo di Parigi con Nadine Vercambre, perfezionandosi successivamente con Oxana Yablonskaya. Nel 1988 esegue il Concerto per pianoforte e Orchestra di Poulenc al Teatro Comunale di Bologna. Svolge un’intensa attività concertistica, come solista e in formazioni da camera, in Italia e all’estero. Ha suonato per gli Amici della Musica di Arezzo, Bari, Bologna (in sedi prestigiose come la Sala Bossi, il Palazzo dei Congressi, l’Aula absidale di S. Lucia e in Piazza Maggiore per la commemorazione della Strage del 2 agosto 1980), Brindisi, Catania, Ferrara, Firenze, al Circolo della stampa di Milano, Monza, Napoli, per il Teatro Massimo di Palermo, al Conservatorio e al Ridotto del Teatro Valli di Reggio Emilia, a Roma per i Concerti del Tempietto, Senigallia e Sirolo (Ancona), Taormina. All’estero si esibisce in Grecia (Atene e Salonicco), in Spagna (Barcellona, Guadalajara, Madrid, Tarragona, Valladolid), in Francia (Feigneis. Grenoble, Parigi), in Germania al Festival di Walklaiburg (due Concerti per pianoforte e Orchestra di Bach), Mannheim al Festival Cross Over e Heidelberg, in Unione Sovietica alla Cappella Glinka di S. Pietroburgo e a Tbilisi (un Concerto per pianoforte e Orchestra di Mozart), in Portogallo (Lisbona, Porto e per l’Università di Coimbra) e negli Stati Uniti al Festival di Tarrytown (NY).
Nel 1999 e nel 2000 ha tenuto una tournèe in Giappone. Registra per la Radio Vaticana, per la Televisione Russa, Giapponese, Italiana (RAI TRE) e nel 2001 incide un cd di musica contemporanea: Compositori a Confronto (Aliamusica records, ottobre 2001, registrato dal vivo). Nel settembre 2004, insieme a Roberto Freak Antoni (cantante e fondatore del gruppo rock Skiantos), realizza un cd “sperimentale” di poesie originali e brani musicali contemporanei, dal titolo emblematico: IRONIKONTEMPORANEO e nel 2007 il secondo episodio IRONIKONTEMPORANEO DUE, disco tendenzialista, come il precedente. Sempre con Freak Antoni suona in teatri importanti come il Dal Verme di Milano, di Forlì, della Fondazione S. Carlo di Modena, all’Auditorium di Roma. Nel dicembre 2008 esce il cd con il violinista klezmer Paolo Buconi dal titolo KLEZMER & KLASSIK, il cd in duo pianistico dal titolo GerSwing e nel 2009 il cd live di Stefano Ianne, Mondovisioni, dove partecipa come esecutrice con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano.

Paolo Buconi, violinista e cantante. Ha studiato con illustri docenti conseguendo il diploma di violino presso il Conservatorio di Musica Bruno Maderna di Cesena e presso l’Accademia Filarmonica di Bologna. Ha collaborato con l’Opera Giocosa del Friuli Venezia Giulia di Trieste, con Rudolf Lipitzer di Gorizia, con l’Orchestra Europea della SGI, con l’Ensemble Il Ruggiero. Nel 1992 ha fondato il Trio Vladah e si è esibito in diverse rassegne di musica etnica e klezmer in Italia, Germania, Francia e Austria. Nel 1993 ha collaborato come docente con l’Università Primo Levi di Bologna. Ricercatore etnomusicologo, possiede la rara capacità di unire il canto della voce a quello del violino. Autore di musiche di scena per il teatro, ha collaborato con il Teatro delle Briciole di Parma (I Miracoli), il Teatro Presenza (La vostra cara Emily), Olga Durano (Pesci ed altri frutti di mare), Patrizio Roversi e Susy Blady, I Naphta (Naphta) la Gang (Barricada), Lucio Dalla (Canzoni), Vittorio Franceschi (Ligabue e Canzoni in dialetto bolognese).Come attore e musico ha lavorato nel teatro e nel cinema (con Marcello Mastroianni nell’Enrico IV di Marco Bellocchio, con Sophie Marceaux in Marquise). Il suo spettacolo E ben venga maggio è stato tra gli eventi in cartellone per Bologna 2000 Capitale Europea della Cultura. Nel 2001 ha collaborato con la Biennale di Teatro Danza di Venezia con lo spettacolo Ombra di luna della Pantekin di Venezia. Leader della Vladah Klezmer Band, nel 2004, 2005 e 2007 si è esibito al Klezmer Festival di Gradisca d’Isonzo. Ha collaborato con l’Associazione Terra di Danza. Si è esibito ai Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli e dal 1999 per la Giornata della Memoria e la Giornata Europea dell’Ebraismo in diverse città d’Italia. Figlio di un ex deportato, ha collaborato con l’ANED, l’Associazione Figli della Shoah e con la Scuola di Pace di Montesole. Recentemente ha collaborato con Jacques Stroumsa, il violinista di Auschwitz, durante le presentazioni della sua omonima autobiografia. Nel marzo 2005 è uscito il suo lavoro discografico, edito dalla Tactus, Antichi Canti Ebraici del Mediterraneo, ottenendo importanti consensi in Italia e all’estero. Nel luglio 2005 presenta il suo recital per violino e voce Il violino racconta al Teatro Arena del Sole di Bologna. Nel 2005 collabora al 1° Klezmer Kamp a Trieste. Nel dicembre 2006 si esibisce al KlezKamp di New York. È autore delle musiche di In viaggio con Anne Frank. Nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria 2007, ha portato in scena il recital per violino e voce Bambini nel vento. Nell’estate 2007 è al Museo Ebraico di Trieste e al Klezmer Festival di Gradisca d’Isonzo. Intrattiene da diversi anni un’intensa collaborazione con La Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna, per la quale si esibisce da anni in diversi teatri tra cui il Teatro Duse e l’Arena del Sole di Bologna. Ha recentemente intrapreso una collaborazione (Klezmer & Klassic) con la pianista Alessandra Mostacci con la quale ha effettuato una serie di concerti in Germania nel gennaio 2008.

Discografia:
Paolo Buconi Ensemble Antichi Canti Ebraici del Mediterraneo (Tactus, 2005);
Violincantando (The singing violin, 2007);
Vladah Klezmer Band Via dell’Inferno (2008);
Klezmer & Klassik, in duo con la pianista Alessandra Mostacci (2008).

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
13 ottobre 2009
22:00

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La Sardegna di dentro. La Sardegna di fuori

Incontro con Giacomo Mameli, decano del giornalismo sardo, scrittore e direttore del mensile Sardinews, ospite a Il Posto per presentare il libro La Sardegna di dentro, la Sardegna di fuori. Introduce la serata Virginia Farina.
«Mameli, novello Erodoto domestico – dice del libro Remo Bodei – ci conduce in un viaggio di scoperta nella Sardegna meno nota che procurerà al lettore molte sorprese e gli farà intuire stili di vita, memorie e aspettative dei suoi abitanti». «Il lavoro di Giacomo Mameli – continua Giovanni Floris – si concentra in profondità sulle radici, ma lo scavo nella tradizione sarda, non si esaurisce mai in sterile celebrazione, diventando piuttosto un metodo universale di conoscenza del reale».

Laureato in Sociologia, Mameli ha discusso la tesi con Paolo Fabbri (Quattro paesi, un’isola) alla Scuola superiore di giornalismo di Urbino. Insegna Teoria e tecnica della comunicazione nelle scuole superiori, docente all’Università di Cagliari, facoltà di Scienze politiche (Master in Comunicazione nella pubblica amministrazione) e alla facoltà di Lingue (laboratorio di giornalismo).
Ha lavorato presso la testata giornalistica L’Unione Sarda e, ad oggi, collabora con La Nuova Sardegna. Ha condotto per vent’anni programmi tv come Facciamo i conti e Quelli che fanno su Videolina, Ma però su Sardegna 1.
Per la Rai conduce su Radio 1 il settimanale In famiglia (venerdì ore 12.30). Per due anni (1991-1992) è stato addetto stampa del ministro degli Esteri.
Per la Cuec ha pubblicato La squadra (1999), Sardegna anni 2000, Sedici ore al giorno (2003), Non avevo un soldo (2004), Donne sarde (2005). Con La ghianda è una ciliegia (2006) ha infine esordito nella narrativa.

IL LIBRO

La Sardegna di questi due volumi è una Sardegna che lavora, che si dà da fare, nei mestieri e nelle professioni, con i sardi che vivono tra il golfo degli Angeli e l’Asinara. Ci sono quelli affermati nel mondo e che, oltretirreno e oltreoceano, ci vivono bene e volentieri. Con e senza rimpianti. Gente del mondo, emigrati dai cinque Continenti e che in Sardegna hanno messo casa.
E ci stanno bene. E ci sono i sardi che vivono nel mondo. E che nel mondo lavorano, studiano e hanno studiato con profitto. Trovate insieme attori-doppiatori e direttori di musei, sarti a Torino e infermiere professionali in California, ricercatori e ricercatrici. Tanti. Tante. Alcuni di loro hanno scritto sul tema La Sardegna che vedo, la Sardegna che vorrei. Emerge una Sardegna che ovviamente tutti amano ma che tutti vorrebbero più aperta al mondo, più rispettosa delle diversità. Vorrebbero una Sardegna che rispetta la natura e le tradizioni. Una Sardegna-isola non più isolata. Con i contributi di Remo Bodei e Giovanni Floris.

Categoria: Concerti, Eventuali
10 ottobre 2009
22:30

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Presentazione dell’ultimo album La Fenice

Eccezionale data bolognese per Andrea Mirò, tra le più importanti cantautrici della musica leggera italiana, sul palco de Il Posto con tutta la sua classe di compositrice e interprete nel presentare l’ultimo album La Fenice (Anyway Music). Giunta al sesto disco solista, Andrea Mirò apre una nuova stagione artistica, quella della definitiva maturazione di un’autrice le cui qualità musicali e vocali sono davvero uniche nel panorama della musica italiana.
«Non mi affeziono a qualche mia canzone di più che ad altre – racconta –, è solo che alcune mi arrivano tra le dita in maniera più naturale, sembrano il semplice prolungamento del mio essere e dei miei pensieri…». Ed è questa rara capacità, acquisita con l’esperienza, di comporre con estrema naturalezza testi semplici e diretti come racconti brevi, e melodie essenziali, mai banali, la caratteristica distintiva dei brani di questo nuovo album, interamente registrato da Andrea Mirò e presentato a Il Posto con arrangiamenti scarni, come ritratta nella copertina del disco, nuda e priva di orpelli, nella sua presente astrattezza. «È il disco che mi rende più fiera – continua Andrea –, dieci inediti e due cover: la prima è The Riddle di Nik Kershaw, scelta per ricordare agli scettici quanto gli anni ’80 siano stati pieni di belle melodie, a parte l’uso a volte improprio ed eccessivo dei suoni elettronici più stucchevoli e beceri; l’altra è l’Hymne A L’Amour di Edith Piaf, scelta per un’artista che rimane, ancora oggi, inarrivabile ed estremamente carica di pathos nella propria vocalità».

Andrea Mirò, piemontese di nascita e milanese d’adozione, incontra la musica sin da bambina, rivelando una predisposizione a suonare qualsiasi strumento le capiti tra le mani. Studia violino e pianoforte al conservatorio, a quindici anni canta nel coro polifonico del teatro di Alessandria e inizia così a costruirsi quel bagaglio “classico” che entrerà a far parte del suo background musicale.
Nel 1986 vince il Festival Voci Nuove di Castrocaro con il brano Pietra su pietra; nel 1987 partecipa al Festival di Sanremo – categoria Giovani, con il brano Notte di Praga; nel 1988, dopo aver conquistato la critica, ritorna al Festival con il brano Non è segreto, scritto da Mango.
Terminati gli studi, pubblica nel 1991 il suo album di debutto, Mirò (EMI), che si avvale delle collaborazioni di Mango e di Eugenio Finardi. Lo stesso anno duetta Roberto Vecchioni in Tema del soldato eterno e degli aironi, per l’album Camper, poi l’anno seguente con Luca Madonia nella canzone Meglio da soli. Seguono due anni di collaborazioni, partecipazioni ed esperienze musicali live, ma l’obiettivo di Andrea è quello di diventare autrice di musiche e parole.
Nel 1994 Enrico Ruggeri è alla ricerca di un chitarrista, un tastierista, un violinista e una corista per la sua nuova tournée: Andrea è la risposta.
Nel 1996, dopo essere stata di supporto a Ruggeri per ben tre anni, come polistrumentista e corista, trascorre due anni nell’organico del gruppo live di Ron. Dello stesso anno è inoltre la partecipazione al musical Jesus Christ Superstar, nel ruolo di Maddalena. Nel 1997, ormai legata sentimentalmente a Enrico Ruggeri, del quale è diventata compagna nella vita così come nel lavoro, incide con lui il brano La poesia. Inoltre cura e canta la parte vocale della colonna sonora del film Le acrobate di Silvio Soldini. Nel 1998 sale sul palco dell’Ariston affiancando Ron nel brano Un porto nel vento.
Nel 1999, tornata a far parte del team di Enrico Ruggeri, con lui incide Anna e il freddo che ha e La chanson de Mimie. Negli spettacoli di Ruggeri, Andrea ha modo di iniziare a proporre i propri brani, che riscontrano successo immediato nel pubblico. Tale risultato induce lo stesso Ruggeri, con i collaboratori Schiavone e Crippa, a produrre il secondo album da solista, Il centro dei pensieri (Columbia), con una rinnovata immagine e con un nuovo repertorio di cui Andrea è finalmente autrice. Il disco contiene il brano La canzone del perdono, presentato nel 2000 a Sanremo e giunto al 4° posto nella classifica finale della categoria Giovani.
Nel 2001 Andrea è in tour con Ruggeri e incide il suo terzo lavoro dal titolo Lucidamente (Anyway Music), per il quale è autrice di tutte le musiche e i testi, oltre a suonare quasi tutti gli strumenti. Tra i brani contenuti nell’album il duetto con David Surkamp della cult band Pavlov’s Dog su The fairest of the season (musica di Jackson Browne, testo di Nico dei Velvet Underground). Nel 2002 Andrea accompagna Enrico Ruggeri al Festival di Sanremo, dirigendone l’orchestra per l’esecuzione del brano Primavera a Sarajevo, di cui è coautrice.
Nel 2003 duetta ancora con Enrico Ruggeri al Festival di Sanremo con il brano Nessuno Tocchi Caino. Prima dell’inizio del tour del cantautore milanese, Andrea parte per Madrid come testimonial dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino, lega internazionale per l’abolizione della pena di morte nel mondo. Nello stesso anno escono l’album live dal titolo Andrea Mirò, seguito dall’omonimo libro scritto da Mario Bonanno (Bastogi Editrice) che raccoglie il suo percorso musicale. Nel nuovo disco di Enrico Ruggeri, Gli occhi del musicista, Andrea suona il violino, scrive gli arrangiamenti degli archi che dirige e cura i cori. Scrive inoltre la prefazione del libro di poesie di Valeria Rogolino, Ali di cera (Lorenzo Editore).
Nel 2005 pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo Andrea (Anyway Music). Dodici brani, dieci inediti che musicalmente declinano un po’ tutte le anime di Andrea (pop, rock, classica), più due “classici” outsider assoluti: un’affascinante versione di Lili Marleen, e un quasi recitato Heroes di David Bowie. Il 19 aprile 2005 diventa mamma di Ugo Federico Benedetto. Esce il nuovo disco di Enrico Ruggeri, Amore e Guerra, in cui ancora una volta Andrea suona piano e tastiere, scrive e dirige gli arrangiamenti dell’orchestra e cura i cori, oltreché coautrice del brano Quando sogno non ho età. Tra maggio e ottobre partecipa alla rassegna dedicata a Lucio Battisti, insieme a Bruno Lauzi ed Eugenio Finardi, mentre in luglio è sul palco del Festival Giorgio Gaber a Viareggio, sorprendendo pubblico e critica con l’esecuzione di Il conformista e Il luogo del pensiero. In settembre partecipa al 1° Summit Internazionale delle Madri della Terra per la Pace nel Mondo, in occasione della premiazione di Hassiba Boulmerka, mezzofondista algerina e medaglia olimpica alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, alla quale Andrea ha dedicato un brano contenuto nel disco del 2005. A novembre partecipa alla serata dedicata a Freddie Mercury “The legend lives on”, a quindici anni dalla sua scomparsa, e la sua suggestiva interpretazione di Love of my life, eseguita al pianoforte, sarà uno dei momenti più toccanti di tutta la serata.
Nell’aprile 2007 esce A fior di pelle (Anyway Music), dal singolo trainante Il vento, supportato dal video girato in Marocco, fortemente evocativo dei temi affrontati nell’ultima opera dell’artista: undici canzoni dalle tematiche forti – tra cui spicca il duetto con Neri Marcorè in Preghierina dell’infame, à la Brecht, e le cover di Lontano dagli occhi (riletta in una chiave totalmente inaspettata) e di Don’t let me be misunderstood (nel recupero della versione originaria degli Animals). La buona promozione mediatica del disco lancia una serie di date in giro per l’Italia e prepara l’uscita in settembre del video di Lontano dagli occhi. A dicembre presenta ad Asti la nuova biografia, Andrea, c’est moi, scritta a quattro mani con Valeria Rogolino.
L’8 maggio 2009 esce La Fenice (Anyway Music), nuova e ultima fatica discografica di Andrea. Tanti i temi trattati nel disco: dall’autonomia femminile, alla metafora del viaggio come ricerca dentro e fuori di sé, dai piccoli-grandi dolori quotidiani, alla sbagliata risposta alle proprie paure, alle occasioni perdute ma che è in fondo possibile sempre ritrovare, dalla solitudine che respira chi vive e lavora lontano dal proprio Paese, alle trasformazioni apparenti attraverso la chirurgia estetica. Oltre ai dieci inediti, che per Andrea sono come tatuaggi scolpiti sulla propria pelle, La Fenice contiene due cover apparentemente insolite e molto diverse fra loro: la prima è The Riddle (di Nik Kershaw), un classico degli anni ’80, bistrattati quanto amati da Andrea Mirò, che con questo omaggio invita a rivalutare le melodie pop di quel periodo, solo apparentemente fuori dal tempo. E poi Hymne A L’Amour, l’inno all’amore di Edith Piaf, un motivo indimenticabile, riletto in modo del tutto diverso dall’originale, mantenendone però il pathos e l’attitudine di una donna fiera che affronta le asperità della vita, rigenerandosi con la forza del suo amore.
Andrea Mirò è ospite in giugno al Premio De André a Roma e infine a Milano, allo Stadio San Siro per il concerto evento Amiche per l’Abruzzo.