Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Eventuali
26 settembre 2009
22:30

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Ciro Bussetti – voce
Mauro Gallo – pianoforte
Marco Sadori – contrabbasso
Alberto Coda – batteria

I grandi classici della canzone americana anni ‘50 e ‘60 riproposti in purezza. Un percorso lungo il sentiero del canto: tra ballad e swing, cool e bossa, si articoleranno brani dei massimi compositori del Novecento (Gershwin, Ellington, Porter, Rodgers & Hart, Parker, Jobim, Davis, etc.), il tutto confezionato in una veste che, pur mettendo al centro le esigenze della “song”, sudata e suonata, nota per nota, non intende in nessun caso confinare una voce come quella di Bussetti al campo della mera interpretazione. I temi sono, sì, quelli che non smettono di ronzare nelle orecchie dei musicisti da generazioni, ma l’obiettivo è un altro: liberare un patrimonio estetico dalle tristi esigenze del marketing per restituirlo alla sua vera dimensione, quella dell’oggi.
Il nucleo portante, un collaudato duo piano-voce, che si avvale del talento di Mauro Gallo (Jeff Young, Derek Douget, Brandon Rivas, Shinobu Kawahara, Marco Tamburini, Massimo Moriconi, Max Ionata, Samuele Garofali, Massimo Morganti, Jerry Popolo, Paolo Ghetti, Massimo Manzi), è sostenuto e impreziosito da una sezione ritmica di vaglia: al contrabbasso di Marco Sadori si fonde la batteria estrosa, ricca di colori e dinamiche cangianti, di Alberto Coda (Lame a Foglia d’Oltremare, No Money Blues Band and Big Band, Giulio Oliviero, Giannicola Spezzigu, Daniele Fabbri, Raffaele Ferrari, Coda Magnelli jazz quartet).
Il Ciro Bussetti Quartet cede a due sole tentazioni: la prima è il canto, la seconda la canzone; sulle tracce di entrambi, si inoltra in territori in cui la differenza tra canto e canzone è così sottile da sembrare un rebus insolubile – di certo tuttora insoluto.

Per Ciro Bussetti la black music è stata l’inizio dei suoi interessi musicali. Un fascino che ha condiviso con il surrealismo malinconico di Jannacci, l’infinita ricerca di De André, la ritmica ironia di Paolo Conte. Attorno ai 14 anni si mette alla prova come cantante. Sperimenta ogni genere, dal blues al rock, dal pop, al funk. Un anno in Francia, (2000, 2001) dove si esibisce spesso in un blues club, il Piper di Lille. A Bologna, poi, fonda il Main Street Jazz Quartet, alternando l’esecuzione di standard ad arrangiamenti del repertorio dei più importanti cantautori in stile jazzy Al momento è vocalist in diversi ensemble bolognesi tra cui l’omonimo quartetto.

Mauro Gallo pianista e compositore. A sei anni intraprende gli studi classici arrivando a conseguire, nel 1997, il Diploma di Pianoforte presso il Conservatorio Luisa D’annunzio di Pescara, sotto la guida del M° Michela De Amicis. Frequenta vari corsi di perfezionamento pianistico e partecipa a numerosi concorsi pianistici, nazionali ed internazionali, classificandosi sempre ai primi posti ed esibendosi nei concerti finali. Parallelamente agli studi classici l’amore per il jazz, scoperto giovanissimo, lo porta a curare questo interesse musicale insieme a svariate esperienze in ambito, blues, funk, fusion… Nel 1996 frequenta i seminari dell’Università del Jazz di New Orleans, presso Lanciano, diretti da Harold Battiste. Nel 2000 studia piano jazz con il pianista di colore George Cables nei seminari Frentani diretti da Jimmy Howens e Giulio Capiozzo. Approfondisce inoltre l’arrangiamento con Dick Halligan. Nel 2002 consegue il diploma di Specializzazione di primo livello in Jazz presso il Conservatorio U. Giordano di Foggia, sotto la guida del M° Pierpaolo Pecoriello. Lo stesso lo coinvolgerà nel suo quartetto Four in One con il quale parteciperà a diversi festival jazz fra cui Pescara Jazz 2002. La sua attività concertistica, che va dalle piccole formazioni alle big band, lo porta a collaborare con importanti musicisti del panorama Jazz Italiano e internazionale: Jeff Young, Derek Douget, Brandon Rivas, Shinobu Kawahara, Marco Tamburini, Massimo Moriconi, Max Ionata, Samuele Garofali, Massimo Morganti, Jerry Popolo, Paolo Ghetti, Massimo Manzi e molti altri. Nell’ambito musicale Classico-Contemporaneo è protagonista di concerti da solista in composizioni di Musica Contemporanea (F. Antonioni, A. Gomez Lopera) per Sintetizzatore e Orchestra, esibendosi con importanti istituzioni musicali quali l’Orchestra Sinfonica di Bologna e l’Orchestra Filarmonica di Torino. Frequenta il corso di Specializzazione di II° livello in Jazz presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna.

Marco Sadori è nato a Teramo nel 1979. Ha intrapreso inizialmente gli studi di chitarra col maestro Franco Pellegrini per poi passare al contrabbasso nel 2000 dopo aver avuto un ‘colpo di fulmine’ per lo strumento. Ha studiato con Ares Tavolazzi, Stefano Travaglini e Sergio Grazzini e frequentato workshop col batterista Michael Lauren (Porto, Portugal 2008), col contrabbassista Buster Williams (Roma, luglio 2007) e altri ancora. Ha realizzato un album con la musicista Beatrice Antolini: Big Saloon.

Alberto Coda, inizia il suo percorso da batterista nel 1990. Approfondisce poi i linguaggi jazz e latin in alcune realtà didattiche locali. Laureato al DAMS sotto la guida di Roberto Leidy, al Conservatorio G.B. Martini di Bologna si iscrive poi ai Corsi di Musica Jazz e Musica Improvvisata dei nostri tempi. Ancora, frequenta seminari di Batteria con autorevoli musicisti (John Riley, Manhattan School of Jazz; Skip Hadden, Barklee College of Music di Boston; Aldo Romano, Bill Cobham, Bob Moses…). Sono numerose le sue esperienze all’interno di progetti musicali, differenti nella tipologia e nel genere. Da segnalare le collaborazioni con: Lame a Foglia d’Oltremare, Coda Magnelli jazz quartet, No money Blues Band and Big Band, Marco Sadori, Thierry Tsafack,,Daniele Fabri, Giulio Oliviero, Giannicola Spezigu, Lorenzo Paesani, Luca dal Pozzo, Jazzazud Quartet, Rafaele Ferrari e Tre per Zero, Ka Bizzarro, Moltheni, Ficcarra Quartet, Gen Marco, Ciro Bussetti, Math Jazz Quartet, Perfect Sranger, Sweet Talker, Armagroove, Cometa Rossa