Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa
Categories: Eventuali, Mostre
15 settembre 2009
18:30

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VUOTI D’AUTORE

La pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La scultura agisce su tre dimensioni, ma l’uomo ne resta all’esterno, separato, guarda dal di fuori le tre dimensioni. L’architettura invece è come una grande scultura scavata nel cui interno l’uomo penetra e cammina.

Bruno Zevi, Saper vedere l’architettura, Einaudi, Torino, 1964

Un’installazione non si può fotografare nè descrivere, va vissuta. Ci si può immergere, percorrerla, osservarla da più punti di vista e prospettive, focalizzare e soffermarsi sui particolari, entrarci e uscirne solo quando la vista è sazia. La percezione dell’opera diventa esperienza ed il fruitore si muove nello spazio indirizzato dall’artista.

Il Posto ospita gli interventi di Giacomo Lion, giovane emergente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, la cui ricerca muove da uno spiccato interesse e sensibilità verso la dimensione spaziale, che indaga e altera arrivando a ridefinirne la struttura. Negli ambienti del locale l’artista installa un telaio in bambù, spoglio nelle forme e nei colori, efficace nel rendere manifesto al fruitore le linee essenziali della stanza. Allo stesso tempo interviene nello spazio bianco della sala inventando trame e traiettorie che ritmano il vuoto architettonico.

Lion coinvolge e inganna lo sguardo educato ad un unico punto di fuga, sovrapponendo linee ed intrecci che disorientano il fruitore.
Il bambù utilizzato è ciò che rimane di un intervento di arte pubblica. Il progetto originario di Giacomo Lion per il Posto si è modificato nel tempo ed ha trovato la forma definitiva con la scelta di “riciclare” un’installazione non più esistente, modificandone però forma e significati.
Se già conoscete il Posto, attraverso l’intervento di Lion lo ri-conoscerete, con uno sguardo
diverso, perchè la struttura è stata letta, interpretata e di seguito alterata, spezzata e poi ricomposta dando vita a nuovi ed ulteriori spazi. Se non lo conoscete, avrete l’occasione di sperimentarlo e viverlo attraverso quest’installazione temporanea, prima che assuma altre forme.

Giacomo Lion (Padova, 1985), nel 2009 si laurea in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2008 prende parte a una mostra collettiva allestita in Piazza VIII Agosto a Bologna, organizzata dalla galleria Tempo per le farfalle; nello stesso anno espone nella personale Le anatre parlano col silenzio a Reggio Emilia; nel 2009 espone a Firenze presso lo stand Pitti Uomo; a Bologna partecipa ad una mostra collettiva sulla Torre Prendiparte; partecipa al concorso MAXXI duepercento. Attualmente è presente in OPEN 12, collettiva allestita presso l’isola di San Servolo in occasione della Biennale d’arte veneziana; a Bologna in una mostra presso lo Spazio Gianni Testoni e alla galleria Tempo per le farfalle.

Inaugurazione a partire dalle 18.30. Ingresso libero.