Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Eventuali, Mostre
15 dicembre 2009
19:00

Zoom

Il Posto ospita la nuova collezione di abiti dell’atelier bolognese Pesci Pneumatici. ZOOM: COME MI VEDI? è l’ultimo prototipo progettato per la primavera 2010, dopo il successo di Puzzle nel 2009, un abito basico stampato e proposto in uno sviluppo di dodici taglie, dalla 22 alla 46, con una vestibilità che va dai due anni fino all’età adulta. L’abito di chiama ZOOM, non solo perché lo sviluppo delle taglie accostate riproduce la forma conica di uno zoom fotografico, ma anche perché le grafiche proposte rendono sia concettualmente, che dimensionalmente, l’idea dello sviluppo ottico, dell’iscrizione di una cosa dentro un’altra, dal grande al piccolo. L’abito è proposto per il momento con un portfolio di sei sviluppi di grafiche: PESCI (dalla sardina al capodoglio), PALLE (da 1 a 20 cm di diametro), MATRIOSKE, IL PESO DELL’ORO (da 1 a 200 grammi), IMBUTI, CLOROFILLA (dalla gemma al frutto). Le grafiche di una stessa serie variano per colore e dimensione, con l’aumentare delle taglie. L’abito viene realizzato e stampato su ordinazione di taglia, colore e grafica.

L’atelier dei Pesci Pneumatici è un’esposizione permanente di opere di sartoria e design provenienti da Marsiglia, Berlino, Barcellona, Lisbona e Buenos Aires, ma anche dai dintorni di Bologna. Uno sguardo trasversale sull’ultima produzione tessile hand-made e sul ricco panorama della creatività internazionale. Ricavato in un’abitazione privata, all’ultimo piano di un antico palazzo del centro di Bologna, un piccolo spazio aperto al pubblico dedicato alla distribuzione (esclusiva per l’Italia) di una ventina di marchi, sconosciuti ma molto promettenti, della sartoria creativa e del design tessile contemporaneo. Luogo di progettazione, confezione e vendita quindi, ma soprattutto di ricerca di nuovi talenti, presentati periodicamente in esposizioni personali e in workshops dedicati al tessile.

Categoria: Concerti, Eventuali
17 dicembre 2009
22:30

luis_francisco_arena

terje_nordgarden

Luis Francesco Arena è uno dei più promettenti cantautori francesi degli ultimi anni. Ha suonato con Ken Stringfellow (The Posies, REM, Big Star, The Disciplines). Una scrittura poetica e una voce cristallina si accompagnano a una forte presenza scenica maturata da una lunga esperienza. Attualmente sta registrando a Chicago nello studio di Steve Albini il suo prossimo album, in uscita nel 2010, prodotto da John Congleton (Explosion in the sky, The Paper Chase, The Roots). Per l’occasione accompagnato sul palco da Terje Nordgarden, cantautore norvegese simile a un Jeff Buckley più acustico e più nordico.

Categoria: Video

Paolo Sereno – chitarra acustica fingerstyle
Stefano Fariselli – sax soprano

…in concerto al Posto 12 dicembre 2009

Categoria: Concerti, Eventuali
12 dicembre 2009
22:30

paolo_sereno

Paolo Sereno – chitarra acustica fingerstyle
Stefano Fariselli – sax soprano

Ultima esclusiva tappa del tour autostradale che ha attraversato mezza Italia per Paolo Sereno, tra i migliori autori e chitarristi acustici italiani fingerstyle della nuova generazione, nel solco di un ritrovato entusiasmo per questo magnifico strumento e questa tecnica virtuosa. In collaborazione con un grande musicista jazz come Stefano Fariselli, protagonista del vigoroso concerto a Il Posto è la fusione di due anime musicali: quella del chitarrista, che calcola ogni singolo dettaglio del proprio arrangiamento polifonico e quella dell’improvvisatore che, con il sax, scompagina tutto per ricomporlo in una nuova dimensione. Sul palco quindi due grandi solisti capaci di rendere esplosivo e affascinante il set musicale con brani originali di Paolo Sereno e arrangiamenti da grandi autori quali Irvin Berlin, Tommy Emmanuel, George Gershwin, Pat Metheny, Ennio Morricone, Don Ross, Marcel Dadi. L’ultima tappa bolognese dell’A14 guitar tour sarà anche l’occasione per ascoltare brani del nuovo repertorio del chitarrista pugliese, alcuni tratti dal nuovo CD The Movie Concert, album dedicato alle più grandi colonne sonore del cinema. I live di Paolo Sereno sono un vero viaggio tra i segreti della chitarra acustica contemporanea, potendo assistere ad esecuzioni appassionate e virtuosistiche sempre vive ed emozionanti. La chitarra viene infatti suonata nella sua interezza, fondendo linguaggi diversi, e utilizzata anche in modo percussivo al fine di racchiudere in un unico arrangiamento la ricerca melodica, l’accompagnamento armonico e il set percussivo con risultati di alto livello stilistico e di coinvolgimento emotivo della platea.

Tra i migliori autori e chitarristi acustici della nuova generazione, Paolo Sereno è l’unico chitarrista italiano che ha diviso di volta in volta il palco con artisti come Don Ross, Will Ackerman, Michael Manring e Antoine Dufour. Sereno è divulgatore di uno stile musicale che utilizza la chitarra acustica in modo polifonico e virtuosistico affidando alle sei corde le varie parti musicali riprodotte normalmente in un gruppo da un basso, da un piano e da uno strumento solista, e a volte usando il legno della chitarra come essenziale percussione. Si presenta al pubblico con un repertorio che spazia da sue composizioni originali a musiche da colonne sonore come la celeberrima Nuovo Cinema Paradiso di Morricone, ad arrangiamenti di brani di Gershwin, Pat Metheny passando per i Beatles e Battisti. Cerca sempre il contatto e il dialogo con il pubblico, con spontaneità e ironia: il suo stile non prevede l’utilizzo intensivo di sterili tecnicismi e intrecci ritmico/armonici, ma piuttosto cerca di lasciare spazio alla melodia, alla evocazione e alla suggestione ritmica senza eccessi, sempre con molto gusto. Il 2009 comincia ricco con una data al leggendario Folkclub di Torino e il creativo A1 Guitar Tour con la rivista Chitarre e Radio Icaro come media sponsor. Sul prestigioso sito internazionale Fingerstyle Guitar China Paolo è selezionato con solo altri due chitarristi connazionali a rappresentare la chitarra acustica contemporanea italiana nel mondo. L’entusiasmo e l’interesse per la chitarra acustica fingerstyle, in questo momento in continua e progressiva crescita, si sta diffondendo grazie a performance spettacolari, ritmiche e di impatto sul pubblico, come testimoniano i tredicimilioni di visioni raccolte sul sito di Youtube da alcuni chitarristi statunitensi e canadesi, esponenti del new acoustic movement, di cui è membro illustre Paolo Sereno in Italia.

Stefano Fariselli, sassofonista e flautista arrangiatore. Iscritto al conservatorio dall’età di 13 anni studia il flauto e nel frattempo si avvicina alla musica Jazz studiando il sassofono tenore. A 17 anni ottiene il suo primo ingaggio, qualche anno dopo forma il suo primo quartetto Jazz e a 24 anni lavora in Svezia, Germania, Finlandia. Vanta collaborazioni quali: Bruce Forman, Joe Garrison, Patrizio Fariselli, Max Furian, James Zollard, Chuc McPerson, Oscar Zenari, Pancho e Pepe Ragonese, Giovanni Giorgi, Ed Cherry, Alex Marchetti Big Band, Michele Francesconi, Roberto Monti, Roberto Bartoli e altri. Randy Bernsen, chitarrista di Miami USA, che lo vede collaboratore con Zawinul Syndicate prima e con la Jaco Pastorius Big Band poi. Tra le ultime sue opere, lo spettacolo Questione Di Stile in cui la musica, la danza e la pittura si inseriscono come misure in un sistema geometrico spazio temporale, configurandosi come impressione geometrica del territorio scena e come espressione costitutiva dello spazio sonoro e del tempo.

Categoria: Cucina, Eventuali, Menù speciali
11 dicembre 2009
20:00

scarica il menù (PDF)

Categoria: Concerti, Eventuali
10 dicembre 2009
22:30

bill-toms-e-phil-brontz

Bill Toms – chitarra acustica e voce
Phil Brontz – sassofono

L’eco della tradizione springsteeniana con Bill Toms, accompagnato sul palco da Phil Brontz. Meglio noto ai più come chitarrista solista degli Houserockers di Joe Grushecky, Bill Toms pian piano si è affrancato da quella che è stata definita come “la miglior rock band d’America”, per conquistarsi un palcoscenico tutto suo come solista. Va da sé che i risultati, come nella miglior tradizione dei beautiful losers, non premiano la sua energia, il suo coraggio e la sua coerenza. Ad ogni modo Bill Toms, con una certa testardaggine e senza scendere mai a compromessi ha messo in fila cinque dischi come solista e da qualche tempo ha pubblicato un nuovo lavoro Spirits, Chaos And A Troubadour Soul. Il disco, pur rimanendo fedele ai paesaggi musicali della East Coast e al Blue Collar Rock, svela il tratto più cantautorale di Toms, permeato da suoni e temi della periferia americana e caratterizzato da splendidi testi. Particolarmente interessante è l’apporto di Phil Brontz al sax, che dà un nuovo colore alle composizioni dell’ex Houserockers. La voce di Toms, mai come in questo disco simile a quella di Bruce Springsteen, è un veicolo importante per urlare la sua insoddisfazione, per sussurrare messaggi d’amore e cantare l’innocenza peduta.

Nativo di Pittsburgh Bill Toms si è guadagnato l’appellativo di “trovatore reincarnato”. Le sue canzoni sono dipinti sulla condizione umana, in tutta la sua fragilità e trionfalità. Toms è capace di toccare l’anima dell’ascoltatore, parlando un linguaggio fatto di ritmo, blues, soul e country. I suoi doni da musicista e cantastorie, uniti alla sua pulsione creativa e abilità nel creare canzoni che scavano nel profondo dell’anima, gli hanno permesso di guadagnarsi un folto gruppo di fan in tutto il mondo.

Ma le doti di Bill non sono una scoperta recente. Si è unito alla leggendaria band di Pittsburgh, The Houserockers, come chitarrista solista nel 1987. La rapida ascesa della band nella scena professionistica ha permesso a Bill di suonare ripetutamente in tour in Europa e negli Stati Uniti. Gli Houserockers hanno aperto i concerti e suonato insieme a leggende quali The Band, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Little Feat e Steve Ray Vaughn.

Durante i 19 anni di carriera da chitarrista e corista per gli Houserockers, Tom ha registrato sei album da studio e uno dal vivo. Nel 1995 l’acclamato album American Babylon è stato registrato e prodotto da Bruce Springsteen.

Sebbene in piena attività con gli Houserockers, Toms ha continuato la propria autonoma ricerca musicale, formando gli Hard Rain, nel 1997. Il suo stile accattivante e il suo talento da canzoniere, uniti ad una professionalità musicale acquisita negli anni, sono gli ingredienti che fanno di Toms un perfomer capace di evocare le emozioni più profonde dai suoi ascoltatori. Bill intreccia storie su amanti, pugili e operai, santi e peccatori – su tutte le anime che cercano la luce ma non possono goderne appieno.

I suoi tour italiani e spagnoli, nei quali ha aperto per artisti come Marshall Crenshaw, The Kennedys, Steve Forbert e Ellis Pauli, hanno catturato l’attenzione dei vecchi fan degli Houserockers e gliene hanno fatto conquistare di nuovi.

Categoria: Concerti, Eventuali
7 dicembre 2009
22:30

men_and_flies

Presentazione album d’esordio solista Men and Flies

Ospite esclusivo a Il Posto il cantautore norvegese Martin Hagfors, sul palco per presentare al pubblico bolognese Men and Flies, il disco d’esordio solista, dopo essersi presentato al pubblico italiano al recente Meeting delle Etichette Indipendenti. La sua musica s’inserisce nella tradizione della musica folk, con arrangiamenti geniali capaci di coniugare il pop orchestrato al jazz e alla musica da camera. Con Men and Flies Hagfors ha finalmente creato il suo capolavoro dopo aver fatto uscire una quindicina di dischi con gruppi come HGH e Home Groan e dopo aver scritto più di 350 canzoni per Motorpsycho, The National Bank, Big Bang, The Respatexans, Hellbillies e tanti altri. Considerato come il cantautore più importante della scena scandinava negli ultimi quindici anni, il talento di Hagfors sconfina dall’esser stato protagonista nei live d’apertura per Ani DiFranco, Elliott Smith, Lucinda Williams, Richard Thompson, all’aver fatto da fonico per artisti stranoti come BB King, Dizzy Gillespie, Tracy Chapman, Astor Piazzolla, Etta James, David Linley, The Pixies e Townes Van Zandt.

Martin Hagfors nasce a Boston negli Stati Uniti, poi si trasferisce in Norvegia con la sua famiglia da piccolo e lì comincia una grande carriera come artista e cantautore. Hagfors è noto per le sue qualità come musicista e la sua sperimentazione con una vastità di strumenti e sonorità. Nel disco Men and Flies Hagfors continua nella tradizione della musica folk, allo stesso tempo arricchita dagli arrangiamenti geniali di Lars Horntveth (Jaga Jazzist, The National Bank), creando un mondo di pop orchestrato, jazz e musica da camera. Nella sezione dei fiati è presente anche l’artista ECM, Mathias Eick, che si fa notare in maniera straordinaria nella canzone Tattooed On My Eyes.

Hagfors viene spesso considerato un moderno Woody Guthrie, capace di raccontare storie con estrema naturalezza e un approccio poetico, coinvolgendosi artisticamente anche in problematiche politiche e sociali come le emissioni di CO2 e la guerra in Iraq nella canzone I Need To Know. E simile a Guthrie si è guadagnato la sua reputazione e successo lavorando intensamente come artista, scrivendo canzoni a getto continuo ed esibendosi dal vivo in concerti per tutto il mondo.

Categoria: Concerti, Eventuali
5 dicembre 2009
22:30

the_second_grace

black_eyed_dog

THE SECOND GRACE e BLACK EYED DOG insieme in tour

Appena iniziata dalla Sicilia la tournée per tutta Italia, esclusiva tappa bolognese del Jingle Jangle Circus di Fabrizio Cammarata, leader di The Second Grace, e Fabio Parinello, aka Black Eyed Dog, due tra i più significativi cantautori e interpreti dell’indie-folk italiano. In comune non solo il nome ispirato a Nick Drake, ma anche Palermo, il pianoforte di un deserto caffé della Kalsa che apre ogni mattina, nel quale una signora sa che verso le 11 dovrà preparare un caffé doppio e un Bloody Mary, intorno a cui si confrontano canzoni, schegge di poesie e vinili 33 giri di seconda mano. Il Jingle Jangle Circus è uno spettacolo fatto di pianoforte, mandolini, trés cubani, percussioni e clarinetti per un viaggio nell’immaginario dei due artisti.

Dopo il primo album The Second Grace, pubblicato nel 2007 da Edel e accolto con entusiasmo dalla critica, dopo un video e singolo trasmesso in alta rotazione sui maggiori network musicali, dopo più di 100 date fra Italia, Europa, USA (ospiti del South By SouthWest Festival di Austin, TX), si avvicina all’orizzonte il nuovo disco dei The Second Grace, ricco di suoni e timbri sorprendenti. Il disco è prodotto dallo statunitense JD Foster (Calexico, Richmond Fontaine, Marc Ribot, Capossela), con cui Fabrizio Cammarata & co. hanno registrato per tre settimane immersi nella campagna siciliana, per volare poi di nuovo in America, a Portland Oregon, dove in ottobre il nuovo lavoro è stato missato a Jackpot Studio (Eddie Vedder, Rem, Gossip), con collaborazioni di Joey Burns (Calexico) e Jairo Zavala (Depedro/Amparanoia). L’uscita del nuovo disco è prevista per l’inizio del 2010.

Black Eyed Dog, nome d’arte di Fabio Parinello, è ormai più di un’informazione confidenziale sulla scena indie cantautoriale. Dopo l’apprezzatissimo primo album Love is a dog from hell all’inizio del 2009 pubblica l’intimo Rhaianuledada (Songs to Sissy); entrambi i dischi sono stati pubblicati da Ghost Records e masterizzati da Kramer (Urge Overkill, Galaxy 500, Daniel Johnston). L’ultimo album ha avuto risposte tra l’airplay negli Stati Uniti, recensioni in testate internazionali come Les Inrockuptibles e ottimi riscontri di critica nel paese di origine. Fabio mette a nudo un animo sensibile, romantico, dolcemente poetico e stralunato. Il suo spirito ribelle, anticonformista ed enigmatico lo porta a viaggiare molto: vive nello stato di Washington, a Los Angeles, suonando nel circuito dei college. Infine si stabilisce a Londra, città nella quale vive e suona per 4 anni, e studia presso la London Music School.

Categoria: Concerti, Eventuali
3 dicembre 2009
22:30

carlo_maver

Carlo Maver – bandoneon
Giancarlo Bianchetti – chitarra

Una passione profonda, intensa e travolgente. Flauto, bandoneon e viaggio. Un mix esplosivo di creatività firmato Carlo Maver, musicista bolognese classe 1974, che per l’occasione si esibirà in duo con Giancarlo Bianchetti. Allievo del notissimo bandoneonista argentino Dino Saluzzi, Maver è considerato uno dei più interessanti giovani compositori della scena italiana, capace di fornire con la sua musica una sintesi compiuta e gradevolissima tra la tradizione del tango argentino, seguendo fedelmente il percorso di Astor Piazzolla senza scadere nella sua imitazione, e quella della melodia popolare italiana. Jazz, atmosfere latine e suoni mediterranei arricchiscono il tango, rappresentando la predominante emotiva e sonora del duo, in una contaminazione di suoni, visioni e paesaggi: la musica del Carlo Maver Duo spazia infatti dal tango al jazz, fino ad esplorare calde sonorità mediterranee, mescolate a creative esplorazioni melodiche, frutto dei numerosi viaggio e delle esperienze di vita “in solitaria” che Maver effettua di continuo in giro per il mondo, tra Afghanistan, Africa, Argentina e Turchia.

Carlo Maver è flautista, bandoneonista e compositore. Nato a Bologna nel 1974, si accosta da non giovanissimo autodidatta al flauto traverso, per poi iscriversi al Conservatorio G.B. Martini di Bologna sotto la guida del Maestro Giorgio Zagnoni, con il quale si diploma nel 2002. Nel corso degli anni si appassiona all’improvvisazione e al jazz. Grazie al maestro e amico Teo Ciavarella, ha la possibilità di svolgere un’attività concertistica che lo porta a vivere esperienze musicali con artisti del calibro di Henghel Gualdi, Nicola Stilo, Cheyl Porter, Kay Foster Jackson, Felice Del Gaudio, Antonio Marangolo, Simone Zanchini, Stefano De Bonis,Javier Girotto, Francesca Sortino. Contemporaneamente coltiva la passione per i viaggi solitari in paesi esotici e remoti, visita il Kurdistan, il Mali, il deserto del Sahara, l’Uzbekistan e il Turkmenistan, ricavandone esperienze di vita che sono autentiche fonti di ispirazione creativa per la sua musica.

Attratto da nuove timbriche e sonorità si avvicina da autodidatta al bandoneon attraverso il quale trova una valida vena compositiva. Nel 1998 forma un proprio quartetto con il quale propone un repertorio di brani originali, che spaziano dal tango al jazz, con contaminazioni mediterranee. Nel 2000 la formazione diventa Maver Quartet. Partecipa come solista e in quartetto a varie manifestazioni riscuotendo gratificanti consensi di critica e pubblico, vanta inoltre varie collaborazioni discografiche, fra le quali la più significativa nel disco del 1999 Teo Ciavarella&Friends. Nel 2002 pubblica Spaesaggi, lavoro interamente composto da brani originali e più volte ristampato, realizzato con l’intento di trasmettere la carica comunicativa e l’immediatezza espressa sul palco dalla formazione. Nel settembre del 2002 parte per l’Argentina, dove rimane sei mesi perfezionando lo studio del bandoneon sotto la guida del grande Maestro argentino Dino Saluzzi. Nell’agosto del 2003 partecipa, con l’attrice Angela Malfitano, al concorso poetico-musicale ERMO COLLE con testo e musiche originali e vince il Premio del pubblico. Nel 2004 ritorna a Buenos Aires per perfezionare lo studio del bandoneon e lì resta alcuni mesi.

Rientrato in Italia viene invitato alla prima rassegna italiana di fisarmonica e bandoneon che si tiene proprio a Bologna nei mesi di aprile e maggio: ospiti della rassegna musicisti come Richard Galliano e Antonello Salis. Suona con il quartetto in piazza Maggiore a Bologna per i festeggiamenti del 1°Maggio. Nel 2005 viene invitato a suonare alla Casa de la Cooperacion di Buenos Aires dal Maestro Tommassini. Le sue musiche fanno parte degli archivi RAI e Mediaset e vengono spesso usate come commenti musicali di trasmissioni televisive. Nel 2006 si esibisce con il proprio gruppo per Emilia-Romagna Festival e viene invitato dall’ambasciata italiana in Afghanistan per una serie di concerti. Nel 2007 viene invitato a suonare dal vivo in diretta su RadioRai 3 per la trasmissione Il Terzo Anello, partecipa alla prima edizione di Jazz by the Sea a Maceira (Portogallo), si esibisce come solista nel cortile del Quirinale con l’orchestra del Maestro De Amicis e in occasione dell’assegnazione della laurea ad honorem di Hebe de Bonafini presidente delle Madres de Plaza de Mayo. Registra infine il secondo album da solista 12 Nodi sempre interamente composto da brani originali.

Giancarlo Bianchetti da anni suona con musicisti di grande calibro come Carlo Atti, Luigi Bonafede e Alberto. Tra gli artisti stranieri ha avuto occasione di suonare con Robert Bonisolo, Bobby Watson, Eliot Zigmund, Steve Grosmann, Jack Walrath, Tony Scott e Bibi Rovere. Dal 1996 accompagna il cantautore Vinicio Capossela.

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
1 dicembre 2009
22:00

sei_caffe

Presentazione del romanzo d’esordio Sei Caffè

Una serata tra musica e noir: sul palco due scrittori, un attore e una band. Situazione insolita. Uno scrittore, Paolo Alberti, presenta il suo romanzo d’esordio, l’eccellente noir Sei caffè appena uscito, un altro, il sodale Gianluca Morozzi, l’aiuta a parlarne, la band contrappunta con brani scelti ad hoc la lettura di alcune pagine del libro, a cura dell’attore Umberto Fiorelli. La band è quella degli Ice (Gloria Sanguettoli, voce – Leo Zunarelli e Mauro Miceli, chitarre – Lucio Mazzi, basso – Marco Zunarelli, batteria), in una inedita e suggestiva versione unplugged. Nel gruppo militano vecchi leoni del rock bolognese che per questo progetto hanno recuperato e rielaborato il meglio di certo rock vintage (Lou Reed, David Bowie, ELP, James Taylor, gli immancabili Beatles…) alla ricerca di una sintonia assoluta di atmosfere tra note e parole.

Paolo Alberti è nato nel 1971, a Bologna, dove vive, lavora nel mondo del turismo e tifa Bologna. Ha pubblicato Le Avventure di Zio Savoldi (in collaborazione con Gianluca Morozzi – Fernandel, 2006) e il romanzo Sei Caffè (Eumeswil, 2009), oltre ad alcuni racconti per antologie (Suicidi Falliti per motivi ridicoli, Coniglio editore, 2006; Fobieril-Soluzione Maniazina, Jar edizioni, 2009) e siti web. Ha collaborato al libro Bologna, un secolo d’amore (Gianni Marchesini editore, 2009). È uno dei redattori del blog Il tavolo di Wolf e ha – come tutti, ormai… – un proprio spazio personale su Myspace e su Facebook. Oltre a leggere e scrivere, gli piace fare un bel po’ di altre cose ma non dice quali perché «fanno molto meno figo».

Gianluca Morozzi è nato nel 1971, a Bologna, dove vive. Scrive e suona. Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna e la musica. Per trent’anni non ha fatto nulla di importante. Dopo, ha pubblicato i romanzi Despero, Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte, Accecati dalla luce, la raccolta di racconti Luglio, agosto, settembre nero, L’abisso, Le avventure di zio Savoldi tutti pubblicati da Fernandel. Presso Guanda editore ha pubblicato i romanzi Blackout, L’era del porco, L’Emilia o la dura legge della musica. Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo L’era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi. Tra il 2006 e il 2008 vengono pubblicati all’estero i romanzi Panik (edito da Goldmann Verlag in Germania) e Blackout (edito da Bitterlemon Press in Inghilterra e negli Stati Uniti). Tratto dall’omonimo romanzo, nel 2007, il film Blackout del regista messicano Rigoberto Castaneda. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan.

Bibliografia:
2001 – Despero (Fernandel)
2002 – Luglio, agosto, settembre nero (Fernandel)
2003 – Dieci cose che ho fatto ma non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (Fernandel)
2004 – Accecati dalla luce (Fernandel)
2004 – Blackout (Guanda)
2005 – L’era del porco (Guanda)
2006 – Le avventure di zio Savoldi (Fernandel)
2006 – L’Emilia o la dura legge della musica (Guanda)
2006 – Pandemonio (Fernandel)
2007 – L’abisso (Fernandel)
2007 – Blackout (TEA)
2007 – Despero (Guanda)
2007 – Il vangelo del coyote (Guanda)
2008 – L’era del porco (TEA)
2008 – FactorY – Libro primo (Fernandel)
2009 – Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda)
2009 – Il rosso e il blu (Castelvecchi)