| 29 giugno 2009 | ||
| 22:30 |


Quando la cucina e il cinema si incontrano. Appuntamento con il regista calabrese Giuseppe Gagliardi e il produttore Andrea Kerkoc che presentano il cortometraggio Belly Button Broth (Brodo di Ombelico, Italia 2009), la favola del piccolo pestaio che inventò il tortellino, filmato in 35mm da Michele Paradisi e prodotto dalla Avocado Pictures di Andrea Kerkoc in occasione dello scorso festival Slow Food On Film di Bologna. Tratta dalla novella Drowning in Darkness dello scrittore italo-americano Peter Oliva, la vicenda ruota intorno alla leggenda della nascita del tortellino: nel film un giovane apprendista pastaio (interpretato da Marco Sincini) si innamora della moglie del suo padrone e ispirato dal suo ombelico inventa le piccole ciambelle ripiene del gustoso preparato a base di mortadella. Una favola narrata dalla straordinaria voce di Omero Antonutti (Il favoloso mondo di Amelie, Il mistero di Sleepy Hollow, La vita è bella, etc.) e commentata dalle musiche originali di Peppe Voltarelli, che ha collaborato per l’occasione con una delle più apprezzate violiniste italiane, Erma Castriota (H.E.R). Introduce la serata il regista bolognese Germano Maccioni (Lo Stato di Eccezione, Italia 2008).
Giuseppe Gagliardi (Cosenza, 1977) regista di cortometraggi, documentari e videoclip musicali. Nel 2006 fa il suo esordio al lungometraggio con LA VERA LEGGENDA DI TONY VILAR, che ha fatto parte della Selezione Ufficiale del Tribeca Film Festival di New York diretto da Robert De Niro e della Selezione Ufficiale della Festa Internazionale del Cinema di Roma. Uscito nelle sale italiane a novembre 2006, il film è stato programmato in TV su Rai Uno e Sky Cinema. Inoltre ha partecipato a numerosi festival nel mondo (Stati Uniti, Australia, Canada, Argentina, Repubblica Ceca, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Galles, Serbia e Croazia). Il suo cortometraggio PEPERONI (2001) ha ottenuto 20 premi in Italia e all’estero, tra i quali il Sacher d’Argento al Sacher Festival diretto da Nanni Moretti. Inoltre, è stato programmato da diverse televisioni, tra cui Canale 5 e La7. Nel 2003 realizza il documentario musicale DOICHLANDA, che ottiene il Premio della Giuria al Torino Film Festival. Ha diretto i videoclip musicali di diversi artisti italiani – tra i quali Roy Paci, Patty Pravo, Eugenio Bennato, Peppe Voltarelli, Mambassa, Teresa De Sio – andati in onda sulle principali TV musicali italiane. Attualmente sta preparando il suo secondo film in sviluppo con Istituto Luce e Media Programme Europa.
FILMOGRAFIA
LUNGOMETRAGGI
2006 La vera leggenda di Tony Vilar
CORTOMETRAGGI
2009 Belly Button Broth
2004 Camera C3
2002 Era una notte
2001 Peperoni
1999 Uomini
1998 Nunca pasa nada
DOCUMENTARI
2003 Doichlanda
2002 Italian hostels
2002 Belli sempre più
1999 Peregrinazioni
VIDEOCLIP
2008 Paraviso – Teresa De Sio
2008 La bambola (Remake 08) – Patty Pravo
2008 Grande Sud – Eugenio Bennato
2007 Italiani superstar – Peppe Voltarelli
2007 Turismo in quantità – Peppe Voltarelli
2006 What You See Is What You Get – Roy Paci
2006 Gli amici degli amici – Il Parto delle Nuvole Pesanti
2005 Stop – Mambassa
2004 Onda calabra – Il Parto delle Nuvole Pesanti
| 26 giugno 2009 19:00 | a | 31 luglio 2009 19:00 |

Il Posto ospita una mostra del collettivo di fotografi BolognAngoloB. Inaugurazione venerdì 26 dalle 19.
BolognAngoloB è un gruppo nato da pochi anni all’interno di Flickr, portale online di fotografia. Si tratta di un gruppo in cui ognuno è libero di inserire gli scatti che, a suo modo, rappresentano non tanto Bologna, quanto soprattutto il concetto di “bolognesità”, quell’atmosfera che spesso esula dalle classiche foto da cartolina e mostra piuttosto le diverse anime, ritraendo i volti, i colori, le sensazioni e la storia da un punto di vista diverso e personalissimo, un tentativo di far emergere il modo in cui una città, famosa anche per i suoi luoghi comuni, viene vissuta dai suoi abitanti.
E’ in questa ottica che è stato affrontato il tanto discusso tema dell’ “Alta Velocità”, cercando di interpretarne il senso ed ampliandone il significato anche e soprattutto ai ritmi di una città in continua evoluzione e cambiamento.
Gennaro, il nostro laborioso cuoco, si è messo all’opera per esaudire le vostre richieste e spiegarci come prepara gli gnocchi alla curcuma, il piatto forte di questo nuovo menù del quadrimestre. In corsivo troverete le dritte dello chef, quel tocco in più che fa arrivare il piatto alla perfezione: per fortuna Gennaro non ne fa segreto!
Ingredienti per 6 persone
Per l’impasto:
1 uovo
1 kg di patate
100 g di curcuma
300 g di farina 00
sale quanto basta
noce moscata
Per la crema di formaggio:
150 g di burro
un pizzico di pepe
150 g di parmiggiano grattugiato
200 g di panna da cucina liquida
brodo vegetale
Procedimento per l’impasto:
Immergere completamente le patate integre e con la buccia in una pentola d’acqua da portare ad ebollizione a fuoco lento. Controllare la cottura delle patate aiutandosi con uno stuzzicadenti. Per una buona riuscita della ricetta è necessario che le patate, prima della lavorazione, siano completamente cotte, scolate, raffreddate e pelate.
Sistemare sul tavolo la farina a fontana, rompere l’uovo e salare quanto basta. L’aggiunta del sale in questa fase, prima che si sia formato l’impasto, permette di ottenere una pasta più omogenea e un perfetto sciogliemento del sale.
Impastare la farina con l’uovo poco alla volta. Schiacciare le patate e aggiungerle al composto assieme alla curcuma e alla noce moscata. A fine impasto il composto risulterà liscio e morbido. Setacciare un po’ di farina sul piano di lavoro, stendere l’impasto e formare dei lunghi cilindri di circa 2 cm di diametro. Tagliate i cilindri a pezzetti di circa 3 cm di lunghezza e cuocere 5 minuti in abbondante acqua bollente.
Procedimento per la salsa:
Preparare un leggero brodo di verdure e in un altro tegame sciogliere il burro, aggiungere gli gnocchi appena scolati, la panna, tre mestoli di brodo e un pizzico di pepe. Lasciare che la cottura continui in padella aspettando che il sughetto asciughi. Aggiungere il parmiggiano grattuggiato e servire quando sono leggermente cremosi e ben caldi.
Per migliorare il gusto, aggiungere a piacere una leggera spolverata di paprika dolce.
Vi aspettiamo e… buon appetito!
| 19 giugno 2009 | ||
| 22:30 |


Una visita guidata all’interno dello straordinario mondo della Canzone d’Autore Italiana, attraverso i suoi maggiori autori e interpreti, condotta da Giulio D’Agnello, il cantautore toscano che è riuscito a spezzare il silenzio di Sandro Luporini, parolaio dei monologhi e delle canzoni di Giorgio Gaber, e a farlo tornare a scrivere canzoni, con 12 brani già pronti e una registrazione in cantiere. D’Agnello presenterà parte di questi inediti firmati Luporini e rivisiterà i massimi maestri della canzone d’autore, da Pierangelo Bertoli a Fabrizio De André passando per Paolo Conte, in omaggio alla Festa della Musica.
Giulio D’Agnello, toscano, è cantante, musicista e storico dello Spettacolo. Autore di musiche di scena e colonne sonore, ha “prestato” i suoni per molte collaborazioni con importanti nomi non solo della canzone italiana e della musica etnica, ma anche del teatro, del cinema, della letteratura. Studioso e appassionato della cultura ed arte dell’intero mondo latino, ha fondato nel 1986 il Gruppo Mediterraneo, storica band di musica etnica con la quale ha partecipato ai più importanti festival di etno-music in Europa. Poca e misurata l’attività discografica, della quale si evidenzia il disco Canti Randagi (Ricordi-Bmg 1995), disco-tributo a Fabrizio De André ad opera delle maggiori band etno italiane, e L’Illogica speranza (Carosello Records 2005).
Lo spettacolo che Giulio propone è costruito sulle più importanti figure della Canzone d’Autore Italiana, a cominciare dal suo esponente più amato e tributato, Fabrizio De André. Ma apre anche molte finestre su altri grandi autori e interpreti della scuola genovese, milanese, emiliana, romana e napoletana. Cinque sono infatti le grandi “scuole” di Canzone d’Autore Italiana, diverse tra loro per stile, tematiche, strutture. C’è infine una parte creativa in questo spettacolo, e la notizia viene data solo ora: il grande paroliere Sandro Luporini, che condivise insieme a Gaber trent’anni di successi con il TeatroCanzone, è tornato a scrivere scegliendo proprio Giulio D’Agnello come interprete e autore della parte musicale. L’opera dei due sta per essere pubblicata in disco, e Giulio presenterà all’interno dello spettacolo alcuni inediti tratti da questo lavoro.
| 18 giugno 2009 | ||
| 21:00 |
CAUSA IMPEGNI IMPROVVISI DI ANDREA MINGARDI, LA SERATA PAROLE E MUSICA È RINVIATA A DATA DA DESTINARSI.
CI SCUSIAMO PER LO SCARSO PREAVVISO.


Nuovo appuntamento nel cartellone di eventi proposto da Bologna Città dei Club per celebrare la Festa della Musica del 21 giugno. Dalle 21 sarà la volta di Mingardi Parole e Musica con Lucio Mazzi, studioso di popular music da oltre trent’anni nonché autore di libri e collaboratore di diverse testate, che accompagnerà Andrea Mingardi in un viaggio nel blues e nel rock bolognese, tra racconti di episodi e gag vecchi e nuovi.
Lucio Mazzi si occupa di popular music come studioso da oltre 30 anni. In questo periodo ha collaborato con decine di testate nazioni, ha pubblicato diversi libri ed enciclopedie per Fabbri, De Agostini, FuoriThema, Pardes, TCI, ecc., non solo di argomento musicale. Attualmente è responsabile delle pagine culturali della redazione bolognese del quotidiano City ed è docente di Storia della Musica Applicata presso il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara. Il suo ultimo libro è Il racconto della musica 2 (Pardes edizioni), uscito nel dicembre 2008.
Andrea Mingardi, bolognese D.O.C, notissimo cantautore dalle venature blues (non si contano le sue partecipazioni sanremesi con brani importanti come Con un amico vicino ed È la musica), in prima fila nell’impegno solidale (è uno dei fondatori della Nazionale cantanti ed è nel suo penultimo album l’unica pubblicazione recente del brano Bella Ciao). Collabora con grandi artisti Italiani e stranieri: da Mina a Morandi per i quali scrive alcune canzoni, da Josè Feliciano a Lucio Dalla con il quale collabora per realizzare una versione affascinante di Time scritta da Tom Waits, uno dei pochi artisti bianchi che ama insieme a Frank Zappa. L’altra faccia della luna si trova “on stage” dove Andrea scatena un’energia coinvolgente, fregandosene del rigore “cantautorale”, affrontando continuamente nuove sfide sul piano dell’interpretazione, mai rinnegando le radici soul e jazz. Una vita di concerti per questo personaggio che, senza mai farsi “impantanare” dalle mode musicali, si è sempre circondato di grandi musicisti e che costituisce un punto di riferimento “cult” per la musica Italiana. Nel 2004 la sua partecipazione al 54° Festival di San Remo con la Blues Brothers Band diventa un punto di svolta e ispira ad Andrea la formazione della nuova band che lo vede in tour anche quell’anno nelle maggiori piazze italiane ed estere. Nasce quindi la RossoBlues Brothers Band che conta di 13 elementi con la quale il 30 giugno al Porretta soul Festival registra dal vivo il nuovo LP The Genius on My Mind Tribute to Ray Charles che prelude al tour partito in ottobre. Andrea Mingardi & Rossoblues Brothers Band è un viaggio attraverso le grandi passioni musicali dell’artista: Blues, Rock’n’roll, melodie riarrangiate, reinterpretate e suoi brani storici dagli inizi ai giorni nostri. Sogno; Con un amico vicino; Amare amare; È la musica; Canto per te; Io vivrò; Caruso; Sweet home Chicago; Everybody need somebody to love; e cento altre… Andrea sul palco si diverte a rileggere tutte le tappe della sua straordinaria carriera aiutato dall’incredibile energia dei musicisti. Lo show, gode del talento di una super band alle cui spalle un grande schermo manda immagini e contributi video. Il concerto di brani storici e ritmi coinvolgenti si dipana tra racconti, aneddoti, umorismo e continue sorprese che sono elementi essenziali della cifra stilistica che da anni caratterizza il lavoro di Mingardi, reduce da grandi collaborazioni: Blues Brothers, Patty Smith, Josè Feliciano, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Gianni Morandi e il mito Mina. Andrea Mingardi e i Rossoblues Brothers Band hanno portato la loro musica anche all’estero: In Ucraina, Stati Uniti, Svizzera, Francia, Germania e Egitto. La band, che vede la presenza di musicisti affermati, è capitanata da Maurizio Tirelli, arrangiatore e direttore d’orchestra (Pausini, Barbarossa, Nava), da oltre 27 anni collabora con Andrea. La formazione vede Bruno Farinelli alla batteria (recentemente in tour con Cesare Cremonini); Corrado Cacciaguerra da 25 anni è chitarrista della band, l’affascinante Camilla Missio al basso (Buona Domenica); Max Castlunger alle percussioni. La sezione fiati è composta da Vittorio Gualdi alla tromba (Ballando con le stelle); da Gianni Vancini al sax tenore–contralto (Umberto Tozzi); da Andrea Ferrario al sax tenore (Enrico Rava, Claudio Lolli); Gabriele Bolognesi sax alto (Celentano) e Carlo Ferri al sax tenore. Tra le coriste (Vanessa Vaccari, Monica Magnani) spicca Emanuela “Manu” Cortesi cantante dallo straordinario talento già con Eros Ramazzotti, Mina, Laura Pausini, Baglioni, Adriano Celentano, Fiorello, Pavarotti & Friends, e principali trasmissioni televisive musicali. L’autunno del 2006 vede il ritorno discografico di Mingardi: l’artista, infatti, è autore del nuovo singolo Mogol Battisti, interpretato anche in voce da lui insieme a Mina, e contenuto nell’album della cantante intitolato Bau in uscita a fine novembre su etichetta PDU/SonyBmg in tutti i negozi di dischi, contenente ben otto brani dell’autore. Segue da un periodo di importanti apparizioni tv in programmi di punta delle reti RAI (Cominciamo Bene, L’Italia sul Due e TG1, TG2) e LA7 (Le partite non finiscono mai, Tg La7), e il 24 dicembre su RAIDUE tra gli artisti di punta del tradizionale Concerto di Natale trasmesso da Montecarlo. Nella primavera 2007, esce il libro Permette un ballo, Signorina? edito Mondadori, già alla terza ristampa all’inizio del 2008 quando diventa best seller e viene ripubblicato da Mondadori per la collana Gli Oscar. Chiude il 2008 scrivendo il brano del duetto più discusso della musica Italiana. Infatti la sua canzone Amiche Mai viene scelta da Mina e Ornella Vanoni per il primo duetto della loro storia musicale, sbaragliando fior di autori. Tra i progetti per il 2009 un terzo libro e la prestigiosa collaborazione con Katia Ricciarelli per il nuovo disco.
| 12 giugno 2009 | ||
| 18:30 |


Storia e storie di jazz a Bologna
Anche Il Posto partecipa al cartellone di eventi proposto da Bologna Città dei Clubs, tra musica, marching band, seminari, libri, incontri con autori e artisti per celebrare la Festa della Musica del 21 giugno, che vedrà Bologna inserita nel network delle città aderenti in tutta Europa.
Il primo appuntamento in programma è dedicato all’immaginario e alla realtà del jazz, tra immagini, racconti e musica.
Alle 18,30 l’inaugurazione della mostra fotografica di Ivano Adversi Buonanotte suonatori, in cui locali ed angoli della città prendono vita e si animano nel racconto delle mete frequentate da coloro che amano produrre musica o altrettanto amano ascoltarla.
A seguire, dalle 19, l’incontro-spettacolo con Gianni Gherardi, noto giornalista di Repubblica e Jimmy Villotti, geniale chitarrista bolognese, che si incontrano sul palco in una conversazione ricca di aneddoti e musica.
Gianni Gherardi, si occupa di musica e spettacolo. Scrive per Repubblica Bologna e l’Agenzia Ansa. Ha curato la direzione artistica di rassegne e festival di jazz e blues, diretto riviste specializzate, e curato tramissioni specializzate per radio private.
Jimmy Villotti, nato a Bologna nel 1944, ha iniziato a suonare giovanissimo, prima il pianoforte poi la chitarra. È stato per anni il partner ideale dei maggiori artisti nazionali; ha infatti accompagnato Lucio Dalla, Francesco Guccini («Lo definisco un genio, perché credo che sia l’unica persona al mondo che riesce ad accavallare le gambe mettendo giù tutti e due i piedi»), Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo Conte, col quale ha stretto un sodalizio lungo e proficuo, sfociato nella canzone-dedica «Jimmy ballando» («Jimmy, non credi che possiamo offrirci un pranzo da pascià, a questo punto della nostra vita, vento d’autunno… quindi entriamo qua… »). Dagli anni Novanta si esibisce come solista e si è dedicato interamente alla sua passione più vera e profonda, il jazz, immergendosi quotidianamente nello studio e dedicandosi alla sperimentazione. Fra i suoi punti di riferimento vi sono Steve Grossman, Tony Castellano, George Coleman, Al Bacon e René Thomas. Musicista geniale, ha attraversato trenta anni di musica senza subire nessun tipo di costrizione e proprio la scelta ‘assoluta’ del jazz l’ha allontanato dai circuiti più commerciali. Per Jimmy dedicarsi a questa forma espressiva ha significato contemporaneamente abbracciare un modo particolare di intendere la vita, fatto di quotidiano esercizio, di studio e di sperimentazione. Negli ultimi dieci anni, l’artista ha scritto dei libri nei quali ha raccontato se stesso e la sua Bologna.
| 12 maggio 2009 18:30 | a | 15 giugno 2009 22:30 |
Circus
Parata di creature adesive

Il Posto ospita la prima installazione personale di Chrys Christodoulou, artista di origine greca, ma da anni trasferitosi, per studio e per curiosità, in Italia.
Sfogliando le pagine del suo quaderno si scopre una galleria di personaggi surreali, frutto di una sintesi fantastica di elementi reali e quotidiani: innesti e protesi giustapposte l’una all’altra, che nell’insieme caratterizzano con sembianze umane figure altrimenti amorfe.
L’artista, attento osservatore di ciò che lo circonda: persone, luoghi e dettagli apparentemente insignificanti, costruisce giorno dopo giorno una galleria immaginaria di oggetti stravaganti e disordinati tra loro, una sorta di diario personale da cui attinge costantemente per dare forma, sulla carta, alle sue creature.
La parata fantastica di personaggi che fuoriescono dalla mente e dalla mano di Christodoulou trova la sua ragione d’essere nella dimensione puramente onirica, retaggio bambinesco e rimando a quelle fiabe che ora come un tempo concorrono a popolare – e nutrire – la nostra fantasia.
Analogamente gli occhi chiusi, o talvolta socchiusi, dei protagonisti dell’installazione rivelano la dimensione irreale di perenne dormiveglia in cui vivono. La stessa espressione palesa l’ambiguità, e insieme la contraddizione, fra lo sguardo malinconico, quasi disincantato, delle figure e la loro natura infantile.
I lavori di Christodoulou, il tratto grafico preponderante e l’iconografia che oscilla tra umano e zoomorfo, scontano diverse influenze, alcune dichiarate altre più inconsapevoli e nascoste. Il disegno richiama le modalità tecniche ed espressive proprie della Street Art, in particolare sono evidenti le suggestioni di quella subcultura italiana che fa capo ad artisti, attivi in Italia e a Bologna, come Blu, Ericailcane e Tommaso Gorla.
Nelle immagini di Christodoulou, come per gli artisti appena citati, sono forti i richiami a modelli antichi e tra i più disparati, dalle visioni infernali di Bosch, popolate da figure bestiali e grottesche, alle scandalose incisioni di Goya, i satirici Capricci per citare le più conosciute.
In Circus la Street sono le mura del Posto. La parata di creature adesive, gli sticker, nata priva di una qualsiasi ambientazione, ha colonizzato le pareti del ristorante, abitandole: presenze evidenti e protagoniste accanto a dettagli nascosti, dalla lenta e casuale percezione.






