Il Posto – Cucina ed eventuali già Osteria della Chiesa

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
29 maggio 2009
21:00

disco-doro

Serata in stile Nick Hornby di Alta Fedeltà in compagnia di Morra mc, direttamente da Radio Città del Capo, e in collaborazione con un laboratorio manuale-espressivo frequentato da ragazzi diversamente abili e con lo storico negozio musicale il Disco D’Oro.

Leggi tutto »

Categoria: Eventi speciali, Eventuali
28 maggio 2009
22:30

COME FA L’OROLOGIO QUANDO È AVVOLTO NEL COTONE


Monologo teatrale diretto e interpretato da Danilo De Summa, liberamente tratto da Il Cuore rivelatore di Edgar Allan Poe, musiche dal vivo di Matteo Petraglia.

Leggi tutto »

Categoria: Concerti, Eventuali
22 maggio 2009
22:30

Renato Geremicca – crooner
Maurizio De Gasperi – pianoforte
Filippo Mignatti – percussioni

Lo stile di Renato Geremicca è una contaminazione di jazz, pop, american musical e tradizione melodica italiana. Un autentico crooner che s’ispira rispettosamente a Frank Sinatra, Tony Bennett, Bobby McFerrin, Al Jarreau, George Michael, i Beatles e Mimmo Modugno, conferendo ai suoi spettacoli lo smalto dello swing più autentico.

Categoria: Concerti, Eventuali
15 maggio 2009
22:30

Terzo ed esclusivo ultimo appuntamento settimanale per la rassegna BOLOGNA CITTÀ DI MUSICA, BOLOGNA CITTÀ DI CLUBS a Il Posto con il concerto acustico di Giovanni Lindo Ferretti, accompagnato dai virtuosismi vocali di Lorenzo Esposito Fornasari, cantante eclettico e compositore. Un palcoscenico spoglio, luci bianche, due seggiole, la voce legge, recita, salmodia, canta. Due voci all’unisono, a controcanto e a contrasto, voce suono e voce senso. Il racconto di una regressione genetica da casa nel mondo e dal mondo a casa transumanza nello spazio e nel tempo.

Giovanni Lindo Ferretti dopo gli studi e dopo aver lavorato cinque anni come operatore psichiatrico, decide di abbandonare l’Emilia e di viaggiare per l’Europa. A Berlino incontra Massimo Zamboni, con il quale nel 1982 fonda i CCCP Fedeli alla linea, scioltisi poi nel 1990. Nel 1992, sempre con Zamboni e assieme al primo nucleo dei Litfiba, fonda il Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI), scioltisi nel 2000, anno in cui pubblica il resoconto del viaggio effettuato in Mongolia con lo stesso Zamboni, nel libro scritto a quattro mani In Mongolia in retromarcia (Giunti editore). Dal 2002, dopo l’album solista Co.Dex, è anima del progetto PGR (Per Grazia Ricevuta). È del 2003 l’album BCGLF tratto dall’omonimo spettacolo messo in scena con l’aiuto del regista Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2004 ha pubblicato in coppia con Ambrogio Sparagna l’album Litania che accanto alle preghiere tradizionali propone frammenti del repertorio dei CCCP e dei CSI. Nel 2005 ha portato in giro per l’Italia gli spettacoli Falce e Martello. Falciati e Martellati. Requiem per una civiltà con Ambrogio Sparagna, e Pascolare parole, allevare pensieri con Lorenzo Esposito Fornasari, Raffaele Pinelli ed Ezio Bonicelli. Il 2006 lo ha visto impegnato nel tour Ripasso/Ribassi – Saldi, fino ad esaurimento scorte con i PGR. Nel 2007 a seguito della pubblicazione della sua prima opera letteraria, Reduce (Mondadori editore), nella quale descrive la sua nuova poetica esistenziale attraverso una biografia fitta di memorie d’infanzia, poesie e anatemi sulla società contemporanea, propone un nuovo tour di uno spettacolo omonimo, con la stessa formazione di strumenti di Pascolare. Nell’aprile 2009, sei anni dopo l’uscita di D’Anime e d’animali, ecco il congedo dei PGR con Ultime Notizie di Cronaca. Sul versante letterario Ferretti sta lavorando a Bella gente d’Appennino, dall’omonimo reading per voce e violino (con Ezio Bonicelli), seguito ideale di Reduce, «una serie di piccoli racconti e di pensieri sui tagliati fuori della storia contemporanea: gli abitanti della dorsale di questo strano Paese che si chiama Italia». Artisticamente si può considerare uno dei padri del punk italiano («punk filo-sovietico e musica melodica emiliana»), e con i CCCP punto di riferimento per la musica alternativa in Italia. La storie dei CCCP-CSI segna infatti una tappa decisiva del rock nostrano. Attualmente vive nel suo paese natale, Cerreto Alpi in provincia di Reggio Emilia, dove vive con la famiglia e alleva i suoi cavalli.

Lorenzo Esposito Fornasari cantante, compositore, nasce a Bologna nel 1977. Affianca agli studi classici presso il conservatorio G.B. Martini di Bologna una ricerca personale sulla voce, dal canto difonico al jazz, dal rock alla musica popolare. Nel 2003 comincia una lunga collaborazione con Ambrogio Sparagna e Giovanni Lindo Ferretti. Partecipa sempre con Ferretti e Sparagna al concertone della Notte della Taranta di Melpignano nelle edizioni del 2003 e del 2004. Nel 2005 dà vita al progetto Vaga L’am, che tra gli altri vede insieme a lui sul palco Giovanni Lindo Ferretti, la ex Ustmamò Mara Redeghieri, Gionata e Andrea Costa dei Quintorigo, Enrico Gabrielli (Afterhours, Mariposa). Sempre nel 2005 collabora con Giovanni Lindo Ferretti e Raffaele Pinelli per il progetto Pascolare Parole Allevare Pensieri (poi Reduce con l’entrata nel gruppo dell’ex Ustmamò Ezio Bonicelli). Nel 2006 incide il disco Unisono per il progetto Ashes (con Bill Laswell, Eraldo Bernocchi, Raiz). Dal 2007 entra a far parte del progetto Somma (Eraldo Bernocchi, Bill Laswell, Hamid Drake, Nils Petter Molvaer, Raiz, Faraualla, e sette monaci tibetani). Moltissime altre collaborazioni, per quanto riguarda l’attività live e discografica: Cristiano Della Monica (Pgr), Cristina Donà, Gianni Maroccolo, Mimmo Epifani, Roberto Bartoli, Simone Zanchini, Sigillum S, Ephel Duath, Fabrizio Puglisi. Nel settembre 2009 è infine prevista l’uscita del nuovo disco con Giovanni Lindo Ferretti, Eraldo Bernoccchi e Markus Stockhausen. Ancora nella seconda metà dell’anno, in arrivo anche il primo album solista.

Categoria: Concerti, Eventuali
14 maggio 2009
22:30

Secondo appuntamento settimanale per la rassegna BOLOGNA CITTÀ DI MUSICA, BOLOGNA CITTÀ DI CLUBS a Il Posto. In concerto Subterraneans, un quartetto che propone un repertorio di brani inediti composti dal gruppo e ispirati dal linguaggio jazzistico, contemporaneo colto e popolare del Novecento, in cui grande spazio viene dedicato all’improvvisazione libera e alla ricerca timbrica degli strumenti e delle voci femminili, straordinariamente intense, di Rita Cervellati e Alessia Obino, sul palco insieme a Paolo Ghetti (contrabbasso) e Dimitri Sillato (pianoforte).

Rita Cervellati, Alessia Obino – voci
Dimitri Sillato – pianoforte
Paolo Ghetti – contrabbasso

Rita Cervellati nasce a Bologna il 20 giugno 1974, a sette anni inizia a studiare pianoforte. Parallelamente allo studio musicale classico si dedica alla composizione e allo studio di repertori popolari. Partecipa al seminario di musica africana tenuto dal Dott. Dutiro e frequenta diversi seminari di musica jazz tenuti dal pianista afroamericano Berry Harris. Dal 1997 si dedica allo studio del canto Jazz e Blues, affiancata da LaVerne Jackson. Studia improvvisazione vocale con Michele Hendricks a Parigi, dove si esibisce nel 2002, e partecipa dal 2001 al 2003 ai seminari di improvvisazione vocale jazz tenuti da Michele Hendricks per l’Arts Symposia di Spoleto, vincendone nel 2003 il concorso di improvvisazione jazz. Aggiudicatasi il primo premio, si esibisce a maggio del 2004 ai concerti organizzati dall’Arts Symposia a New York city, cantando con Jeff Franzel, Bob Cranshaw, John Colianni, Dave Optkins. Si esibisce in varie formazioni, dal duo alla big band, in Emilia, Toscana e altre regioni del nord e centro Italia. Il suo repertorio spazia dalle musiche di Gershwin ed Ellington al Brazil-jazz e al Blues tradizionale di Robert Johnson. Nel 2004 incide il suo primo disco Let me tell you, per l’etichetta italiana Wide Sound, con i musicisti Renato Chicco, Stefano Senni, Paolo Mappa, Marco Bovi e Michele Polga. Dal 2002 è presidente dell’associazione musicale Borderline.

Alessia Obino studia propedeutica vocale e pianoforte, frequentando inoltre seminari intensivi tenuti da alcune tra le più importanti vocalist straniere quali Sheila Jordan, Ines Reiger , Donna McEllroy e Jay Clayton. Frequenta i corsi estivi della Manhattan School of Music di New York, del Berklee College of Music di Boston e nel 2001 e 2002 partecipa ai seminari di Nuoro Jazz (direttore artistico Paolo Fresu, classe di canto Maria Pia De Vito) vincendo due borse di studio grazie alle quali si esibisce, insieme al gruppo dei borsisti al festival Time in Jazz di Berchidda e Nuoro Jazz di Nuoro. Nel 2006 si è diplomata in jazz con 110, presso il Conservatorio Tartini di Trieste. Le sue esperienze musicali spaziano dal jazz, alla musica brasiliana, al funky, all’elettronica. Lavora con Alessandro Fedrigo e Gianni Bertoncini al progetto di musica elettronica K01, con i quali ho inciso il disco Mon Calumet prodotto e distribuito dalla Jayworks. Negli ultimi anni ha scritto e inciso brani musicali per le etichette Irma Records e Jayworks, per il sassofonista padovano Maurizio Camardi ed è inoltre presente, in qualità di ospite, nell’ultimo disco di Marco Tamburini, Frenico.

Paolo Ghetti, nato a Forlì nel 1966, approda al contrabbasso e alla musica jazz dopo essersi dedicato al clarinetto e al basso elettrico. Nel corso della carriera artistica si è esibito in importanti festival e rassegne: Ginevra, Barcellona, Madrid, Ravenna “Mister Jazz” (con Pat Metheny e Peter Erskine), Umbria Jazz, Nancy, Porto Azzurro (con Lee Konitz), Instanbul, Parigi, Palermo (con Cedar Walton), Fenice di Venezia, Barcellona, Lisbona, etc. All’attivo moltissime incisioni discografiche, Ghetti vanta inoltre collaborazioni con numerosi musicisti di indiscussa fama internazionale, tra i quali Pat Metheny, Peter Erskine, Steve Grossman, Steve Coleman, Dave Liebman, Lee Konitz, George Russel, Kenny Wheeler, Bruce Forman, Jack Walrath, Bob Mover, Slide Hampton, Cedar Walton, Keith Copeland, Christian Escoudè, Tommy Campbell, Enrico Rava, Roberto Gatto e Paolo Fresu.

Dimitri Sillato pianista, violinista e compositore. Ha iniziato lo studio del violino a nove anni nei conservatori di Bologna e Parma con i maestri Giovanni Adamo, William Bignami e Luca Fanfoni proseguendolo per oltre dieci anni. Parallelamente ha intrapreso lo studio del pianoforte e sotto la guida del maestro Mauro Minguzzi ha conseguito il diploma con il massimo dei voti presso il conservatorio G.B.Martini nell’anno accademico 2001/2002. Nello stesso istituto ha studiato composizione con il maestro Cesare Augusto Grandi. Nonostante la formazione classica fin da giovanissimo il suo interesse si è rivolto al mondo dell’improvvisazione. Solo più tardi ha approfondito i linguaggi della composizione in tempo reale, dal jazz afroamericano alla musica di libera improvvisazione. Dal 2006 fa parte del collettivo El gallo rojo. Ha collaborato con numerosissimi musicisti e formazioni di varia estrazione quali: Jay Rodriguez, Eviyn Kang, Mike Patton, Playground Orchestra, Vinicio Capossela, Cristina Zavalloni, Gabriele Mirabassi, Achille Succi, Alberto Borsari, Giancarlo Bianchetti, Tristan Horsingher, Domenico Caliri e violongeria, Carlo Atti, Zeno Derossi, Cristian Calcagnile, Salvatore Maiore, Mirko Sabatini, Simone Zanchini, Amr Big Band, Marylin Mazur, Andrea Alessi, Stefano Calvano, Gianni Perinelli, Daniela Picari, Vincenzo Vasi, Pepe Medri, Gianluca Ravaglia, Rita Cervellati, Enrico Lazzarini, Fabrizio Puglisi, Antonio Borghini, Mirko Sabatini, Riccardo Pittau, Luigi “Lullo” Mosso, Edoardo Marraffa, Silvia Donati, Roberto “Red” Rossi, Maurizio Piancastelli, Paolo Ghetti, Mauro Gazzoni, Stefano Fariselli, Michele Francesconi, Vonn Washington, Marco Zanotti, Andrea “Basetta” Musetti, Rogerio Tavarez, Roberto Faenzi, Massimo Greco, Alessandro Scala, Alessandro Altarocca, Nelson Machado, Zeduardo Martins, Davide Garattoni, Massimo Zaniboni, Francesco Giampaoli, Lucio Ferrara, Eloisa Atti, Francesco Cusa, Davide Brillante, Felice Foschini, LTF, Vanessa Vaccari, Glauco Zuppiroli, Guglielmo Pagnozzi, Roberto Bartoli, Sal Rosselli, Andrea Taravelli, Rocco Casino Papia, Alberto Capelli, Salvatore Lauriola, Matteo Raggi, Gianpiero Burza, Massimo Semprini, Chicco Capiozzo, Paola Fabbris, Leo Pestoduro, Paolo Botti, Fabrizio Tarroni, Silvio Zalambani, Adriano Pancaldi, Max Dall’Omo, Alessia Obino.

Categoria: Concerti, Eventuali
13 maggio 2009
22:30

Concerto inserito nel cartellone
BOLOGNA CITTÀ DI MUSICA, BOLOGNA CITTÀ DI CLUB

A fine serata un regalo inaspettato: Cristina Zavalloni sale sul palco de Il Posto


Cristina Renzetti – voce
Rocco Casino Papia – chitarre, voce
Tim Trevor-Briscoe – clarinetto, sax

Il piccolo alligatore (jacaré, appunto, in portoghese) fa tappa a Il Posto appena rientrato dal tour in Brasile e dal festival Crossroads. Sul palco la giovane cantante Cristina Renzetti, proveniente dalla musica brasiliana (suona in Italia, Portogallo e Brasile) e il polistrumentista Rocco Casino Papia, proveniente dalle musiche balcaniche e dalle contaminazioni world-jazz (suona in Italia, Slovenia, Svizzera e Kosovo), accompagnati dal clarinetto di Tim Trevor-Briscoe. Jacaré si immerge nelle musiche del mondo riaffiorando ora in calme atmosfere jazz, ora nel samba e nello choro (la musica strumentale carioca), per poi tornare a coltivare le proprie composizioni sulle sponde della canzone d’autore.

Dopo tre anni di intensa attività concertistica in duo, nel 2003 nasce il progetto Jacaré dall’incontro tra giovane cantante Cristina Renzetti e il polistrumentista Rocco Casino Papia. La band attuale propone un’idea originale di canzone d’autore arrangiata con eclettismo, raffinatezza e potenza: la sezione ritmica, affidata a musicisti di grande esperienza come Marco Zanotti (Laquidara, Machado, Tavares…), Davide Garattoni (Martinis, Maver, Arcoiris…), Davide Bernaro (Zalambani Ensamble…) e l’eleganza di solisti come Giancarlo Bianchetti (per anni al fianco di Vinicio Capossela, Carlo Atti, Ares Tavolazzi, Pietro Tonolo…) e Tim Trevor-Briscoe (promessa del jazz di ricerca con Comanda Barabba ed altri), completano le composizioni e i testi del duo Papia-Renzetti.
Durante un soggiorno a Rio de Janeiro, Jacaré prende contatto con l’ambiente musicale carioca e tra una canja (la jam session brasiliana) e l’altra, nasce l’idea di comporre e registrare un brano ispirato allo choro con musicisti di grande fama ed esperienza come Rogério Souza (Nò em pingo d’agua), Rodrigo Lessa e Sérgio Krakowski (Maria Bethania, Tira Poeira). Dopo frequenti esibizioni in Brasile, Jacaré ci prende gusto e, tornato in Italia, si precipita in studio per registrare gli altri dieci brani originali che completeranno il primo disco della band: Il Primo Passo – canzoni anfibie tra jazz e musiche del mondo (Irma Records, 2007) con la partecipazione di preziosi ospiti tra i quali Silvia Donati, Dimitri Sillato e Maurizio Piancastelli.
Appena nato, Jacaré viene subito notato: vince il festival Iceberg 2007, suona nel Bologna Jazz Festival 2007 (in cartellone con Chick Corea, Brad Meldhau, Roy Haynes, Ronnie Cuber), nel festival Jazz al Baraccano (Bè Bolognaestate 2007), chiude il Festival Fuori dalla Stanza di Senigallia (in cartellone con Bob Broznam) e il Festival Via Cava di Grosseto; suona al Roxy Bar invitato da Red Ronnie, accompagna e sonorizza le letture del gran finale del festival Ad Alta Voce 2007 (con Enrico Brizzi, Marcello Fois e altri); è ospite della trasmissione Brasil su Radio Rai 1, di Taccuino Italiano su Radio Rai International e su Radio Città del Capo di Bologna.
Dal 2008 la band comincia a esibirsi sui palchi internazionali riscuotendo notevole successo di critica e pubblico: a marzo è in tournèe in Brasile nei teatri e clubs di Rio de Janeiro, São Paulo e Belo Horizonte (tra cui il prestigioso Musifest di Niteroi). Nell’autunno 2008 si esibiscono a Siviglia e nel tempio della world music di Parigi, il Satellite Café. Nel 2009 tornano in Brasile per un intenso concerto in duetto con l’artista brasiliano Chico César al SESC Santana di São Paulo. Oramai alla terza ristampa del loro primo disco Il Primo Passo, la band sta lavorando ai brani del nuovo album in uscita per il 2010.

Categoria: Eventuali, Mostre
12 maggio 2009 18:30a15 giugno 2009 22:30

Circus

Parata di creature adesive

Circus

Il Posto ospita la prima installazione personale di Chrys Christodoulou, artista di origine greca, ma da anni trasferitosi, per studio e per curiosità, in Italia.
Sfogliando le pagine del suo quaderno si scopre una galleria di personaggi surreali, frutto di una sintesi fantastica di elementi reali e quotidiani: innesti e protesi giustapposte l’una all’altra, che nell’insieme caratterizzano con sembianze umane figure altrimenti amorfe.

L’artista, attento osservatore di ciò che lo circonda: persone, luoghi e dettagli apparentemente insignificanti, costruisce giorno dopo giorno una galleria immaginaria di oggetti stravaganti e disordinati tra loro, una sorta di diario personale da cui attinge costantemente per dare forma, sulla carta, alle sue creature.

La parata fantastica di personaggi che fuoriescono dalla mente e dalla mano di Christodoulou trova la sua ragione d’essere nella dimensione puramente onirica, retaggio bambinesco e rimando a quelle fiabe che ora come un tempo concorrono a popolare – e nutrire – la nostra fantasia.

Analogamente gli occhi chiusi, o talvolta socchiusi, dei protagonisti dell’installazione rivelano la dimensione irreale di perenne dormiveglia in cui vivono. La stessa espressione palesa l’ambiguità, e insieme la contraddizione, fra lo sguardo malinconico, quasi disincantato, delle figure e la loro natura infantile.

I lavori di Christodoulou, il tratto grafico preponderante e l’iconografia che oscilla tra umano e zoomorfo, scontano diverse influenze, alcune dichiarate altre più inconsapevoli e nascoste. Il disegno richiama le modalità tecniche ed espressive proprie della Street Art, in particolare sono evidenti le suggestioni di quella subcultura italiana che fa capo ad artisti, attivi in Italia e a Bologna, come Blu, Ericailcane e Tommaso Gorla.

Nelle immagini di Christodoulou, come per gli artisti appena citati, sono forti i richiami a modelli antichi e tra i più disparati, dalle visioni infernali di Bosch, popolate da figure bestiali e grottesche, alle scandalose incisioni di Goya, i satirici Capricci per citare le più conosciute.

In Circus la Street sono le mura del Posto. La parata di creature adesive, gli sticker, nata priva di una qualsiasi ambientazione, ha colonizzato le pareti del ristorante, abitandole: presenze evidenti e protagoniste accanto a dettagli nascosti, dalla lenta e casuale percezione.

Scarica il catalogo

Categoria: Concerti, Eventuali
8 maggio 2009
22:30


Jimmy Villotti – chitarra
Pippo Guarnera – hammond
Vince Vallicelli – batteria

Dai palchi più importanti d’Italia a quello de Il Posto arriva il Blue Train Trio. Capeggiati da Vince Vallicelli, uno dei bluesman più conosciuti tanto da guadagnarsi un riconoscimento nell’Enciclopedia del Rock italiano e un Grammy Awards come miglior batterista italiano, completano la band Pippo Guarnera, considerato uno dei massimi esponenti dell’organo Hammond C3 nel panorama blues italiano e internazionale, e Jimmy Villotti, geniale chitarrista che torna sulla scena proprio a Il Posto. «Suoniamo insieme oramai da vent’anni — racconta Vallicelli —, il nostro repertorio si ispira al blues, allo swing e al jazz: Wes Montgomery, Jimmy Smith, Grant Green, Albert Collins, Mel Tormé e i primi Jazz Messengers, oltre a proporre brani originali. Sarà una serata divertente e di grande coinvolgimento per il pubblico».

Vince Vallicelli in arte Vince inizia il suo percorso musicale all’età di quindici anni, quando l’attenzione per il ritmo si fa così forte da iscriversi al conservatorio di Pesaro Gioachino Rossini, per frequentare il corso di percussioni. Presto forma il suo primo gruppo: il Secolo 2000. Nel 1972 incontra Elio D’Anna, Corrado e Danilo Rustici degli Osanna e insieme a loro vola direttamente a Londra, dove incidono al Trident Studio’s un LP firmato Uno, seguito da una lunga tournée in Italia. Questa esperienza rappresenta la prima tappa importante della sua carriera musicale. Vince possiede un temperamento estroverso e trainante, capace di coinvolgere musicisti dotati di grande feeling. Accreditato nell’Enciclopedia Italiana del Rock (Arcana Editrice), l’attività musicale di Vince prosegue dal 1980 al 1984 con varie tournée di cantautori italiani fra cui Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Pierangelo Bertoli, Alberto Solfrini, e negli studi d’incisione. Guidato da uno spirito intraprendente continua ad esplorare nuovi linguaggi musicali come il Jazz, lo Swing, la Musica Brasiliana, il Blues, lo Zaydeco al fianco di musicisti di talento che lo portano a raffinare la sua tecnica virtuosa e a personalizzare il suo stile. L’incontro determinante avviene nel 1988 con l’armonicista Andy J. Forest che gli fa da Cicerone sulla strada del Blues. Insieme per tre anni fanno molti concerti ed incidono due dischi: «Grooverockbluesfunk’roll» e «Shuffle City». Tiene concerti al fianco di cantanti che spaziano tra il Soul, il Blues, il Rhytm & Blues, come Shirley King, Karen e Jeanne Carrol, Angela Brown, Zora Young, Cheryl Porter, Harriet Lewis. Tre anni di attività con la Rudy Rotta Band (1990-1993) lo portano sulla scena europea del blues, ottenendo ottimi apprezzamenti e permettendogli di suonare con personaggi dal calibro di Luther Allison, Sugar Blue, Lovie Lee, Carey Bell, e Billy Gregory. A questo punto della sua carriera Vince decide di formare una propria Band, la Vince Vallicelli Band, tra le più qualificate della sfera Blues italiana. Al ritorno da Austin (Texas) e New Orleans (Louisiana) escono sul mercato due dischi: «Chicken Gumbo» col chitarrista americano Billy Gregory, e «Tot loh doon Faruyè» col cantante saxofonista James Thompson, seguito da New Blues, prodotto da G.G. King fondatore della NLM Records. È stato premiato come miglior batterista blues italiano nel sondaggio fatto da www.bluesandblues.it nel 2002. Nel 2004 riprende la collaborazione con Eugenio Finardi che continua tutt’ora, e che ha visto l’uscita di due album, «Anima Blues» e «Uomo».

Jimmy Villotti, nato a Bologna nel 1944, ha iniziato a suonare giovanissimo, prima il pianoforte poi la chitarra. È stato per anni il partner ideale dei maggiori artisti nazionali; ha infatti accompagnato Lucio Dalla, Francesco Guccini («Lo definisco un genio, perché credo che sia l’unica persona al mondo che riesce ad accavallare le gambe mettendo giù tutti e due i piedi»), Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo Conte, col quale ha stretto un sodalizio lungo e proficuo, sfociato nella canzone-dedica «Jimmy ballando» («Jimmy, non credi che possiamo offrirci un pranzo da pascià, a questo punto della nostra vita, vento d’autunno… quindi entriamo qua… »). Dagli anni Novanta si esibisce come solista e si è dedicato interamente alla sua passione più vera e profonda, il jazz, immergendosi quotidianamente nello studio e dedicandosi alla sperimentazione. Fra i suoi punti di riferimento vi sono Steve Grossman, Tony Castellano, George Coleman, Al Bacon e René Thomas. Musicista geniale, ha attraversato trenta anni di musica senza subire nessun tipo di costrizione e proprio la scelta ‘assoluta’ del jazz l’ha allontanato dai circuiti più commerciali. Per Jimmy dedicarsi a questa forma espressiva ha significato contemporaneamente abbracciare un modo particolare di intendere la vita, fatto di quotidiano esercizio, di studio e di sperimentazione. Negli ultimi dieci anni, l’artista ha scritto dei libri nei quali ha raccontato se stesso e la sua Bologna.

Pippo Guarnera, originario di Catania, è considerato uno dei massimi esponenti dell’organo Hammond C3 ed è un personaggio di spicco nel panorama musicale italiano ed europeo. Ha collaborato nel ’74 coi Napoli Centrale, suonando in Italia prima dei Weather Report e partecipando poi al Montreux Jazz Festival nell’84 e nell’89. L’intensa collaborazione con la Rudi Rotta Band lo ha portato a frequentare i nomi più prestigiosi del blues da Sugar Blue, Luther Allison, Lowell Fulson, Billy Branch, Carey Bell, a Karen Carroll, Allman Brother, Brian Auger, ecc. Ha anche suonato nei dischi di Ligabue, Gianna Nannini, Gianluca Grignani, Stadio, Timoria, e come ultimo il progetto Magic Trio con gli amici Vince Vallicelli e James Thompson. Attualmente sta svolgendo un’attività molto intensa con la Vince Vallicelli Band. È stato inoltre premiato come miglior organista blues italiano nel sondaggio fatto da www.bluesandblues.it nel 2003.

Categoria: Concerti, Eventuali
1 maggio 2009
22:30

Unica esclusiva tappa bolognese a Il Posto per Christian Cuff, cantautore americano che ritorna in Italia per concludere il tour europeo seguìto all’album di debutto Silo. Con le atmosfere intime e profonde della sua musica, Cuff ha conquistato prima gli States partendo dal New England ed ora scopre l’Europa, con lo sguardo curioso e attento del viaggiatore di lungo corso. Nato a Bath, nel Maine, ai tempi del college ha infatti trascorso diversi anni viaggiando in lungo e in largo per l’Australia, per ritrovarsi infine senza fissa dimora a New York, sotto il ponte di Brooklyn, in quella che è stata un’esperienza che ha segnato il suo percorso umano e la sua musica. La voce intima di Christian e le ritmiche della sua chitarra non possono che catturare, anzi rapire l’ascoltatore. Il disco solista Silo è quasi un concept album: nasce da una rottura sentimentale per esplorare l’anima e i sentimenti, sussurrando coinvolgimenti emotivi e dolore. Il nuovo lavoro in studio di Christian sprigiona un’intensa energia, grazie all’apporto musicale e creativo del violoncellista Jeremy Harman (già al lavoro con Tony Bennet, Bobby McFerrin e Quincy Jones) e del bassista Joseph Pierog. Una grande band, sul palco de Il Posto insieme a un grande cantautore.